Somministrazione di alimenti e bevande, chiarimenti sulle nuove regole

NORMATIVA DI SETTORE

Dopo un biennio dall’entrata in vigore Dlgs 26 marzo 2010, n. 59, di attuazione della Direttiva 2006/123/CE (direttiva servizi) relativa ai servizi nel mercato interno, dall’applicazione concreta di tale disciplina è emersa la necessità di apportare alcune modifiche ed integrazioni al testo, le quali sono state adottate con il Dlgs 6 agosto 2012 n. 147, entrato in vigore il 14 settembre, e ulteriormente esplicate con circolare n. 3656 Ministero dello Sviluppo economico.
Tale circolare ha introdotto alcune novità in materia di vendita e somministrazione di prodotti alimentari, che riguardano diversi aspetti di tali attività. Tuttavia ritengo  di segnalare, in particolare, le novità introdotte con riguardo ai requisiti per l’avvio e l’accesso all’esercizio di tali attività.

Requisiti “di onorabilità” ai fini dell’avvio e dell’accesso all’attività commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.
Sappiamo che l’ art. 71 del Dlgs 59/2010, commi 1 e 2, elenca le cause impeditive della vendita e della somministrazione di alimenti e bevande, ovvero una serie di reati che impediscono, a chi li ha commessi, di aprire un bar o un ristorante.
Ebbene a riguardo, con le modifiche apportate a tale articolo dal nuovo Dlgs 147/2012 è stato innanzituto precisato che le infrazioni alle “norme sui giochi” considerate impeditive dell’attività sono solo quelle punite penalmente (es: esercizio abusivo di un gioco non di azzardo) e non anche quelle che rientrano negli illeciti amministrativi (puniti con multe) per i quali è già prevista la possibilità per il sindaco di adottare un provvedimento di sospensione della licenza da 1 a 3 giorni.
Inoltre è stata estesa l’applicabilità del comma 3 a tutte le fattispecie di reato contempalte dall’articolo. Tale comma 3 prevede che trascorsi 5 anni da quando la pena inflitta è stata scontata o a seguito di riabilitazione, il divieto venga meno. Nella precedente formulazione dell’art. 71, tale possibilità era applicabile solo a coloro che avevano commesso i reati elencati dal comma 1 dell’articolo, quelli, per intenderci, che vietavano l’attività di vendita, mentre era del tutto preclusa per coloro che avevano commesso i reati elencati al comma 2, ovvero quelli impeditivi dell’attività di somministrazione. Tale distinzione è stata abolita, pertanto l’apertura di un bar o di ristorante è oggi possibile anche per coloro che abbiano una condanna per i reati che inibiscono l’esercizio di tale attività, purchè abbiano ottenuto la riabilitazione o siano trascorsi cinque anni da quando la pena è stata scontata.
Infine, è importante segnalare, che la nuova disciplina ha stabilito che anche le imprese individuali possono indicare un “preposto all’attività” che possegga i requisiti di onorabilità per poter esercitare l’attività di vendita e somministrazione di cibi e bevande in alternativa al titolare o al rappresentante legale, possibilità prima concessa solo alle società, associazioni o organismi collettivi.

Requisiti “professionali” ai fini dell’accesso e dell’ esercizio delle attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande.
Sono i requisiti elencati nel comma 6 dell’art. 71 del Dlgs. 59/2010. Le modifiche apportate alla formulazione di questo comma rendono non più obbligatorio il possesso di questi requisiti per le attività di vendita di prodotti alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande, effettuate non al pubblico, ma nei confronti di una cerchia determinata di soggetti. Più precisamente, i requisiti non sono più richiesti in tutti i casi in cui la vendita o la somministrazione è effettuata con modalità o in spazi nei quali l’accesso non è consentito liberamente ma solo previo possesso di un titolo di ingresso o nei casi in cui è riservato a determinati soggetti (es: spacci interni, mense scolastiche o ospedaliere, mense aziendali, mezzi di trasporto, circoli privati ecc). Va comunque evidenziato che l’eliminazione dell’obbligo pubblicistico del possesso del requisito professionale per il soggetto titolare delle attività per le quali vige tale semplificazione non esime tale soggetto dalla necessità di rispettare tutte le disposizioni vigenti in materia igienico sanitaria, sia in relazione ai luoghi e agli ambiti spaziali utilizzati, che alle risorse umane impiegate. Inoltre, la circolare ministeriale ha precisato che, resta fermo, anche per tutte queste attività, il possesso dei requisiti di onorabilità previsti dallo stesso articolo 71 al comma 1 e 2. L’articolo, infatti, dispone l’obbligatorietà del possesso di tali requisiti per tutti coloro che intendano esercitare l’attività di vendita e di somministrazione, senza fare alcuna distinzione tra le attività rivolte al pubblico e quelle riservate a determinate categorie di soggetti.
Da ultimo si segnla che anche per i requisiti professionali, è ammissibile l’utilizzo di un soggetto in qualità di “preposto all’attività” in possesso dei requisiti professionali in alternativa al titolare o al rappresentante legale, anche in caso di impresa individuale.

                                                                    Avv. Camilla Fiore

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