Tutela dei consumatori sulla pubblicità dei prezzi

Tutela dei consumatori sulla pubblicità dei prezzi

D: Gentile Avvocato, vorrei sapere cosa si intende precisamente quando si parla di vendite straordinarie? Grazie.

R: Salve. Il comma I dell’art.15 del D.Lgs. 114/98, dispone che “Per vendite straordinarie si intendono le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali, nelle quali l’esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive di acquisto dei prodotti”. Regola unica per tutte le tipologie indicate:lo sconto o il ribasso deve essere espresso in percentuale sul prezzo di vendita che deve essere comunque sempre esposto.

D: Egregio Avvocato, durante un viaggio di lavoro, mi è capitato di recarmi in un ristorante ed ordinare seguendo le proposte del cameriere e senza poter consultare alcun listino prezzi. Al momento del conto sono rimasto scandalizzato dal prezzo sproporzionato, ma ciò nonostante ho pagato. E’ possibile che accadano determinate cose?

R: Gentile utente,purtroppo è frequente il caso da lei citato, ma al riguardo, l’art. 1561 del codice civile stabilisce che, se nel contratto di somministrazione non è stato determinato il prezzo, si presume che le parti abbiano voluto riferirsi ai prezzi “normalmente praticati”. Pertanto, se il consumatore ritiene che il conto sia esorbitante, può rifiutarsi di pagare ed il ristoratore deve rifare il conto. In caso di rifiuto di quest’ultimo, si può chiedere l’intervento delle forze dell’ordine che applicano la sanzione all’uopo prevista dall’art.180 del R.D. n.635/1940 per mancanza di esposizione dei prezzi che prevede, per il ristoratore, una sanzione di € 308,00.

D: Avvocato, recentemente ho trovato nella cassetta postale un volantino che pubblicizzava un prodotto sottocosto, per cui mi sono recato nel negozio indicato, ma mi hanno detto che era terminato in quella giornata. Come ci si può tutelare da queste pubblicità ingannevoli?

R: Non è detto che siano pubblicità ingannevoli, in quanto è ricorrente il caso di volantinaggio per pubblicizzare prodotti realmente sottocosto e, dunque, vantaggiosi per i consumatori finali, ma, purtroppo, non si può pretendere un “controvolantinaggio” che attesti l’esaurimento delle scorte in promozione. Tuttavia, è dovere dell’esercente, esporre chiaramente, all’esterno ed all’interno del proprio esercizio, la comunicazione relativa alla fine anticipata dell’offerta, di talchè, al consumatore possa essere garantita un’informazione chiara ed inequivocabile.

D: Egregio Avvocato, sono titolare di un esercizio commerciale e, mi è capitato, durante l’allestimento della vetrina, che dei passanti, potenziali clienti, mi abbiano chiesto l’esposizione dei prezzi in quanto loro diritto. Ma come posso fare per spiegare che durante l’allestimento della vetrina mi è praticamente impossibile esporre i prezzi?

R: Anche questa è un’annosa questione. In proposito, si è pronunciata la Corte di Cassazione Sez. I Civile, n.7146 del 01/07/1993 la quale ha avuto modo di precisare che, l’obbligo di esposizione dei prezzi resta sospeso durante le operazioni strettamente necessarie al completamento, senza interruzioni, dell’allestimento della vetrina stessa.

D: Egregio Avvocato, quale disciplina si applica alle vendite di fine stagione?

R: L’art. 15 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n.14/98 – Legge di riforma del commercio, ma in ogni caso, le regioni, sentiti i rappresentanti degli enti locali, le organizzazioni dei consumatori e delle imprese del commercio, disciplinano le modalità di svolgimento, la pubblicità, i periodi e la durata delle vendite di fine stagione.

D: Avvocato, vorrei sapere se i prodotti acquistati in saldo possano essere pagati con carta di credito? Grazie.

R: Assolutamente sì, se il commerciante espone la vetrofania delle carte di credito, è tenuto ad eccettarle in qualsiasi periodo dell’anno in virtù della convenzione stipulata con la società emittente la carta. Se il negoziante non accetta il pagamento con carta di credito, nonostante il suo negozio esponga la vetrofania delle carte stesse, il caso va immediatamente segnalato alla società che ha emesso la carta.
                                        

 

                                                                                                                                                                Avv. Maria Bonifacio

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