Al bar come al mare, si naviga a vele spiegate

SERVIZI AL BAR

Già in passato abbiamo affrontato più di una volta questo argomento ma oggi si ripropone più attuale che mai grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie che consentono di accedere ad Internet in modo molto semplice e di navigare ad una velocità di tutto rispetto.

Ma il punto è un altro: il servizio al cliente. Quel cliente che proprio in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo va tenuto sul gradino più alto della piramide esistenziale del nostro locale.

Il concetto è semplice: mentre sono al bar a prendere un caffè o ad aspettare un amico o un collega, ho il mio PC portatile con me e navigo.

E’ vero, dobbiamo fare le dovute distinzioni perchè i cliente sono molto variegati ma la popolazione italiana connessa alla rete “h24” sta aumentando giorno dopo giorno (la scorsa settimana, pensate, mi sono intromesso tra due ultrasettantenti che discutevano di chat e blog, incredibile!, ndr) e il Pubblico Esercizio, parliamo nella maggior parte dei casi di Bar, non può  non restare al passo dei tempi: deve attrezzarsi in ogni modo.

Abbiamo intervistato, nelle ultime settimane, decine di consumatori all’interno di alcuni dei bar più in voga di Milano e Roma e, molti, soprattutto i giovani, ci hanno risposto che vorrebbero un “bar connesso”. Ma cosa significa connesso? A nostro avviso “essere connessi” significa dare la possibilità al consumatore di accedere ad Internet attraverso un “Free Point of Access”: mi siedo al tavolino del bar (magari, in questo caso, il servizio aggiunto al conto tradizionale potrebbe essere una giustificazione non contestabile dal cliente), apro il mio computer, entro nel browser e, cliccando su un tasto della pagina introduttiva (magari personalizzata con i servizi del bar, ma perchè no anche con il menu o con della sana pubblicità con la quale arrotondare i ricavi del locale) e accedo alla grande rete (internet, ndr).

Non stiamo parlando di fantascienza ma di una cosa concreta che, all’estero, si vede già da qualche anno mentre in Italia fa fatica a decollare nonostante l’elevata potenzialità del nostro Paese, considerato tra i più grandi utilizzatori di Internet a livello mondiale e con la più alta percentuale di “fuori casa” quotidiani.

Molti si chiederanno: ma perchè “Free Access” e non a pagamento? A questa domanda rispondo in modo semplice: il nostro lavoro è soddisfare le esigenze del cliente e “fare Bar” non vendere connessioni ad internet. E’ l’evoluzione del concetto di Bar che inseguiamo da anni, o sbaglio? Anzi, ho un suggerimento. Comprate un paio di computer portatili, oggi se se ne trovano sul mercato a non più di 300 euro, e metteteli a disposizione della clientela. Vedrete che, nell’attesa di utilizzare il pc e durante la “navigazione” in internet le consumazioni si raddoppieranno velocemente e così anche i vostri guadagni, senza la necessità di far pagare un centesimo per la connessione stessa.

Per connettersi le modalità sono numerose. Basta avere, innanzitutto, una connessione di tipo business Adsl o superiore con un operatore di telecomunicazione (Telecom, Tiscali, Infostrada, Fastweb ecc.), un modem wi-fi potenziato a seconda della dimensione del locale e un pò di spirito tecnologico. Attenzione, però, perchè la connessione ad internet è come la TV di Sky o Mediaset: non può essere utilizzato l’accesso privato (per intenderci quello che abbiamo a casa) in luogo dell’accesso pubblico.

 


                                                          La redazione