Al ristorante con l’etilometro

ATTUALITA’

Il nuovo codice della strada, in fase di approvazione, chiede ai locali pubblici di mettere a disposizione dei clienti i palloncini e vieta la vendita delle bevande alcoliche dopo le due di notte. La Fipe non ci sta: “Sarebbe una mazzata per i pubblici esercizi” 

Non c’è solo l’obbligo del casco in bici per i quattordicenni o il giro di vite sulle cosiddette minicar. Nel nuovo codice della strada, atteso all’ultimo passaggio alla Camera, non mancano le novità che, anche indirettamente, vanno a toccare il canale Horeca.

Si parte dai palloncini nei locali pubblici e si arriva fino al divieto per quelli notturni di vendere bevande alcoliche dopo le due di notte, pena lo stop alle licenze per 30 giorni in caso di reiterato mancato rispetto della normativa. Ma sarà bene andare con ordine. La parola chiave della nuova normativa è maggiore sicurezza. E vanno in questa direzione il test antidroga per chi vuole prendere la patente, la tolleranza zero (alcol) per i guidatori che hanno la licenza di guida da meno di tre anni e il patentino (prova pratica) per i ciclomotori da 50 cc. (dal primo gennaio 2011). Bene. Il giro di vite non riguarderà solo gli attori principali della partita, i guidatori, ma anche il contesto sociale dove questi si muovono. Manco a dirlo, locali pubblici e discoteche.

Va visto in questo senso l’articolo del nuovo codice della strada che impone ai locali pubblici che vendono alcolici di mettere a disposizione dei clienti che hanno bevuto dei dispositivi per misurare il tasso alcolico. Insomma: il classico palloncino utilizzato dalle forze dell’ordine che pattugliano le strade entrerà di diritto anche nei pub, nelle pizzerie e nei ristoranti. Ma non solo. Perché chi non rispetta più volte nell’arco di due anni il divieto di vendere sostanze alcoliche dopo le due di notte si vedrà sospendere la licenza di vendita per 30 giorni.

E’ giusto? Si responsabilizza troppo il gestore? E’ l’unico modo per ridurre il numero di incidenti e morti sulla strada? Il dibattito è aperto e riguarda, a dir il vero, anche altri provvedimenti dello stesso codice della strada. I sostenitori della linea dura fanno parlare i numeri. I 58 milioni di punti persi dai guidatori italiani a causa di infrazioni al codice e le 1. 138 persone morte nel 2008 per gli incidenti stradali causati dall’eccesso di velocità.

Gli altri sottolineano il non senso delle sanzioni indiscriminate. La Fipe, federazione italiana dei pubblici esercizi, lo aveva detto per tempo, già alla fine del 2009, e oggi lo ribadisce: “Portare gli etilometri nei ristoranti sarebbe inaccettabile per i consumatori”.

“La politica – evidenzia il direttore generale Edi Sommariva. – ha un modo un po’ balzano di risolvere il problema della sicurezza alla guida. Servono azioni mirate sul target dei giovani che vanno in discoteca e si sballano, bene, allora attacchiamo un settore come il nostro che già ha i suoi problemi a fronteggiare la crisi”. E poi il presidente Lino Stoppani: “L’anticipazione del divieto  di servire bevande alcoliche alle due favorirà il nomadismo, la trasgressione e l’abusivismo. L’introduzione generalizzata degli etilometri avrà effetti sui costi e sull’organizzazione del lavoro e l’obbligatorietà di cartellonistica introduce altra burocrazia inutile”. “E’ disarmante – insiste – constatare come la politica sia lontana dalla realtà e insista con provvedimenti pretestuosi che penalizzano tutta la filiera agroalimentare e avranno effetti sulle dinamiche del turismo nel nostro Paese”.

Distingue la Coldiretti: “Insieme agli abusi tra molti giovani si sta affermando un consumo responsabile di vino che è diventato l’espressione di uno stile di vita “lento” attento all’equilibrio psico-fisico e che si contrappone al consumo sregolato di alcol”. Ecco, dunque, la wine bag che consente di portarsi a casa la bottiglia con il vino avanzato dal ristonante per evitare gli eccessi a tavola. “Sarebbe – spiegano – più utile delle azioni coercitive che rischiano semplicemente di far cambiare il luogo di consumo”.

Il dibattito è aperto, anche in Parlamento, ma difficilmente l’ultimo passaggio del testo alla Camera apporterà emendamenti significativi al nuovo codice. “Il problema – conclude la Fipe – andrebbe affrontato inasprendo controlli e sanzioni, coltivando i buoni comportamenti che toccano il ruolo educativo e formativo dello Stato. Meglio ancora se a tutto questo si accompagna anche la sensibilità e la responsabilità degli operatori, ma tralasciando provvedimenti inutili e autolesionistici”.

                                                                              

                                                           Mattia Ronchei