Alimenti salutistici? Un falso

ATTUALITA’

Sempre più spesso le campagne pubblicitarie che riguardano una serie di prodotti alimentari ci informano sui benefici che un utilizzo cospicuo e costante di tali articoli produce per la salute del singolo essere umano. Ebbene l’Authority europea ha, finalmente, effettuato una accurata ricerca che smaschera la gran parte di queste referenze e chiarisce, in maniera definitiva, al consumatore i reali effetti che tali alimenti producono all’interno dell’organismo. I risultati sono interessanti e rivelano diverse sorprese.

A dar retta ad alcuni messaggi pubblicitari, grazie a determinati prodotti alimentari potremmo “curare” e, spesso, prevenire una serie importante di malattie. Il colesterolo, vero incubo della gran parte della popolazione occidentale, l’invecchiamento, i radicali liberi, l’ipertensione, sono solo alcune delle patologie da cui, secondo i pubblicitari, si può tranquillamente guarire senza l’aiuto dei farmaci prescritti dal medico, che, è vero, se da un lato aiutano a combattere alcune affezioni, spesso rischiano di procurarne delle altre. Un uso dei farmaci controllato e saggio è cosa non solo consigliabile ma, addirittura, doverosa, è, perciò, consigliabile prendere le distanze da comunicazioni ingannevoli che, facendo leva sul desiderio di salute assai diffuso presso le persone di ogni età, tendono a farci credere ciò che non è. L’Efsa, l’ente della Comunità Europea il cui compito consiste nell’assicurare ai consumatori la sicurezza alimentare dei prodotti presenti nei diversi mercati internazionali, ha effettuato una ricerca i cui risultati hanno posto diversi interrogativi intorno alla, forse eccessiva, spregiudicatezza di alcuni messaggi promozionali. Prima di tutto esaminiamo che cosa intendiamo per claim (to claim in inglese significa anche sostenere, affermare) salutistico: uno slogan che afferma l’esistenza di un rapporto tra un alimento, o un suo componente, e la salute. In Europa sono stati individuati 4.185 prodotti reclamizzati con tale tipo di approccio, che, oltre dalla pubblicità sia stampa che televisiva, è confermato da comunicati esistenti nel packaging delle confezioni, e di questi ne sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Efsa 523. Ebbene la percentuale di falsi messaggi, una volta effettuate le specifiche analisi chimiche in modo accurato ed esauriente, ha raggiunto la ragguardevole cifra dell’80,0%. I principali claim salutistici si dividono in due filoni fondamentali: un primo riguardante i prodotti cosiddetti “funzionali”, cioè che attivano un vero e proprio intervento a difesa dell’organismo aggredito da determinati disturbi, un altro, invece, che presenta articoli in grado di ridurre sensibilmente il rischio di malattie e di incidere in maniera positiva sulla salute generale e sul corretto sviluppo dei bambini. La ricerca rischia di incidere in maniera considerevole sui fatturati di diversi comparti dell’industria alimentare, dal momento che colpisce alimenti di grande diffusione e di assoluta necessità quali, yogurt, integratori, latte. Nelle sole farmacie europee, ad esempio, nell’anno appena trascorso sono stati venduti integratori per una cifra d’affari  totale di 1.311 milioni di euro, con un incremento in volumi rispetto al 2008, di un + 7,3%, mentre il fatturato è cresciuto nello stesso periodo del + 12,5%. Per quanto riguarda, invece, gli alimenti arricchiti, basta evidenziare che i 45 miliardi di euro che movimentano nel pianeta (23 in Asia e Pacifico, 17 negli Usa e i restanti 5 in Europa), rappresentano il 5,0% dell’intero valore generato dall’industria agroalimentare mondiale. Insomma una bella gatta da pelare per gli imprenditori che hanno fatto leva sulle qualità curative dei propri prodotti. Anche in Italia le ripercussioni si preannunciano allarmanti, poiché ben il 30,0% delle famiglie consuma alimenti arricchiti. Ci appaiono illuminanti sull’argomento le considerazioni di Mauro Rosati, segretario della fondazione Qualivita che cura l’atlante dei prodotti dop e igp: “I cibi – farmaci sono  esattamente quello che non ci serve. Abbiamo bisogno di prodotti tradizionali, legati al territorio e capaci di arrivare in tutte le case”. Questa si che appare una promessa  credibile per un sostanziale miglioramento della nostra salute e, più in generale, della qualità della vita.

 

        

                                                                                 Stelvio Catena