Ancora calcare

DAL MONDO HORECA
 

Fin dai tempi dell’antica Olimpia, durante le manifestazioni sportive, o celebrazioni religiose,si riunivano un numero considerevole di persone, e quelle che non si accontentavano delle tendopoli, trovavano rifugio in strutture costruite appositamente formate da camere
separate collocate intorno ad un cortile, i primi alberghi della storia.
Solo dopo l’anno 1000 però cominciò a delinearsi la figura professionale dell’albergatore moderno.
Nel XVI secolo apparve per la prima volta il termine ristorante (dal francese restaurer = ristorare) con il significato di “cibo che ristora”. Come lo intendiamo oggi il ristorante nacque intorno al 1765 quando un cuoco parigino di nome Boulanger diede vita alla prima vera e propria attività di ristorazione. Boulanger fu quindi il primo ad adottare il metodo che tutt’oggi è ritenuto standard: i clienti sono seduti al proprio tavolo con la propria porzione, avendo inoltre la possibilità di scegliere le portate da un menù.
Possiamo dire che sono secoli che albergatori e ristoratori mettono tutto il loro impegno e la loro professionalità nel cercare di rendere il più piacevole possibile la permanenza dei clienti nei loro locali, e anche albergatori e ristoratori, come abbiamo detto in precedenza per i baristi si trovano loro malgrado ad affrontare il problema del calcare.

Il calcare infatti oltre a creare danni, a volte ingenti agli impianti (tubazioni, boiler, lavastoviglie, ecc, ecc) crea anche un disagio immediatamente esposto agli occhi dei clienti.
Si dice che il bagno sia il biglietto da visita di un locale, sia che si tratti di un albergo, di un ristorante o di un bar ed è risaputo che i clienti pongono particolare attenzione alla stanza da bagno ed ai servizi igienici. Cosa può pensare un avventore che entra nel bagno di un locale e vede il water, anche se pulitissimo, rigato di calcare?
Oppure se, dopo una lunga giornata di lavoro, in uno splendido albergo, provando a rigenerarsi con una doccia calda si accorge che il getto non è uniforme ma l’acqua esce solo da 6/7 forellini perché tutti gli altri sono ostruiti dal calcare? Gli verrebbe sicuramente da pensare che se avesse voluto fare un idromassaggio sarebbe andato in una beauty farm, che tra l’altro si trova ad affrontare le stesse problematiche.
Naturalmente il problema non è dovuto alla noncuranza del gestore, il quale nonostante l’impegno e il denaro spesi, difficilmente riesce a far si che 20/30/40 docce funzionino sempre al 100%.
Quante volte si devono riasciugare i bicchieri uno ad uno per togliere quelle antiestetiche macchie di calcare? Le posate? Le brocche? E si potrebbe andare avanti all’infinito!
Tutto questo calcare si traduce in denaro ed energie che quotidianamente vengono sprecati.

Pertanto provate a concentrare la vostra attenzione e i vostri sforzi verso la soluzione di questo fastidiosissimo problema, prendendo però coscienza del fatto che un trattamento anticalcare sbagliato può dare risultati peggiori di “nessun trattamento anticalcare”. Risolvere questo problema può essere fondamentale per avere posate, porcellane e cristalli sempre splendenti, sanitari e accessori lucenti e senza quelle orribili strisce di calcare, evitare il pericolo di una malsana proliferazione batterica, per risparmiare tempo nelle pulizie, per risparmiare soldi per la manutenzione, per offrire un caffè che esprima al massimo il suo gusto e le sue qualità aromatiche, insomma per rendere perfetto un servizio che è già reso ai vostri clienti con il massimo della cortesia e della professionalità.

 

 

 

                                                                     Pasquale Mastropasqua