Arriva un Decreto da 80mila stagionali

STRANIERI IN ITALIA

A giorni in Gazzetta Ufficiale. Via libera anche a duemila lavoratori formati nei Paesi d’Origine.

ROMA – L’Italia sta per aprire le porte a 80mila lavoratori stagionali extracomunitari da impiegare nel settore turistico alberghiero e in agricoltura, che per la prima volta potranno arrivare anche dall’Ucraina e dai Paesi del subcontinente indiano. Via libera inoltre a 2mila lavoratori non stagionali formati nei Paesi d’origine, che godono di un canale d’ingresso privilegiato.

I nuovi ingressi sono autorizzati da
un decreto che arriverà a giorni in Gazzetta Ufficiale. È una sorta di anticipazione del “decreto flussi”  vero e proprio, quello che ogni anno stabilisce quanti lavoratori stranieri possono entrare ed essere assunti in Italia, atteso per la prossima primavera.

La quota da 80mila ingressi è riservata a lavoratori stagionali provenienti dai seguenti paesi: Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, ex Repubblica Jugoslavia di Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto. Indipendentemente dalla nazionalità, potrà inoltre entrare chi è stato titolare di un permesso per lavoro stagionale negli ultimi tre anni. Sarà il ministero della Solidarietà Sociale a ripartire questa quota tra Regioni e Province autonome.

Il secondo articolo del decreto prevede invece un’ “anticipazione” delle quote per non stagionali, ammettendo in Italia 2000 extraue “che abbiano completato dei programmi di formazione e di istruzione nel Paese d’Origine, ai sensi dell’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione”. Secondo l’attuale legge sull’immigrazione, questi corsi vengono organizzati da enti locali, sindacati, organizzazioni dei datori di lavoro e altre associazioni e dovrebbero diventare la testa di ponte per l’immigrazione di “qualità” richiesta dal nostro sistema produttivo.

La quota per gli stagionali è più che sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle imprese agricole italiane, soprattutto se si considera che ormai, con l’ingresso della Romania nell’Ue, le assunzioni di lavoratori romeni sono state liberalizzate. Proprio i romeni rappresentano infatti una delle comunità più rappresentata tra gli stranieri impegnati in alberghi e ristoranti o anche nei campi. Sono state inoltre accolte le richieste delle associazioni di categoria, aprendo anche a ucraini, indiani, pakistani, bengalesi e srilankesi, finora esclusi dai flussi stagionali.

La generosità delle quote allontana il rischio di un’ennesima corsa all’accaparramento. Le domande potranno essere presentate solo dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale e anche questa volta è previsto un doppio binario: i datori di lavoro potranno spedire la domanda dagli uffici postali, o rivolgersi agli sportelli delle associazioni di categoria che possono presentare le richieste telematicamente. Quest’ultima procedura finora si è dimostrata più efficace e veloce.

Elvio Pasca