Barriere architettoniche: problema o opportunità?

DAL MONDO HORECA

La possibilità di effettuare una piacevole vacanza è un diritto che la società moderna  è tenuta a riconoscere anche alle persone diversamente abili. Perciò, oltre che un servizio da aggiungere agli altri in grado di qualificare l’esercizio, l’attrezzare tanto le strutture di accoglienza che i locali di intrattenimento di adeguati supporti diventa un imperativo morale dal quale non potersi esimere. Del resto devono essere considerati clienti a tutti gli effetti, dal momento che, come gli altri, a fine periodo  pagano il conto.

Le modalità per migliorare il servizio turistico sono diverse e abbracciano aree d’azione differenti, ma fra quelle forse un po’ trascurate, almeno al momento attuale, è, a nostro avviso, da comprendere l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’accessibilità all’insieme della struttura da parte dei clienti portatori di handicap diventa, oltre che un sostegno concreto al miglioramento della qualità della vita di persone costrette a misurarsi con difficoltà maggiori degli altri, un oggettivo elemento di crescita della qualità stessa del servizio globale del comparto con ricadute sostanziali allo sviluppo economico. Qualche dato. Attualmente all’interno della comunità europea sono 30 milioni i potenziali clienti con bisogni speciali, di cui oltre 5 milioni viaggiano abitualmente. Se consideriamo che la stragrande maggioranza si muove con accompagnatori, familiari o amici abbiamo un effetto moltiplicatore che porta il numero della clientela virtuale a superare i 600 milioni di presenze annue. Un bacino di tutto rispetto  ad oggi scarsamente sollecitato ma in attesa di essere preso in maggiore considerazione. Da tenere, inoltre, presente che parliamo di una tipologia di avventore particolarmente attento alla qualità del servizio specifico e che tende ad instaurare un rapporto caratterizzato da un alto livello di fidelizzazione. In definitiva è importante comprendere che le esigenze dei clienti “speciali” non differiscono sostanzialmente da quelle di altri segmenti di mercato abituati a muoversi per turismo, affari, cure e che, perciò, non si va incontro ad una maggiorazione sensibile dei costi economici o gestionali. Si tratta di dar vita a progetti capaci di aggiungere valore al sistema ospitale in termini di qualità, comfort, sicurezza. Diverse sono le opportunità per reperire fondi o aiuti alla realizzazione di  variazioni organiche atte a rendere fruibili anche da disabili le proprie strutture di accoglienza, a partire dalle istituzioni regionali (es. Legge n.18-8 luglio 1999, Regione Piemonte; Legge n.13 -16 luglio 2001, Regione Molise) all’Inail (in particolare per quanto riguarda i posti di lavoro destinati a personale portatore di handicap), alla Legge Statale 9 gennaio 1989 (che si riferisce alla disponibilità di fondi per ristrutturazioni attinenti edifici privati e che prevede domande e progetti da inoltrare al ministero dei Lavori Pubblici ). Da tenere presente, nel momento in cui si decide di intervenire sui propri locali per renderli fruibili anche ai disabili, che i “clienti con bisogni speciali” sono raccolti in 9 gruppi: 1. Persona con allergia alimentare, 2. Persona allergica, 3. Famiglia con bambini in passeggino, 4. Persona obesa o donna in gravidanza, 5. Persona anziana, claudicante, cardiopatica, 6. Persona sorda o ipoudente, 7. Persona cieca o ipovedente, 8. Persona in carrozzina con accompagnatore, 9. Persona in carrozzina autonoma. Si rende, perciò, importante da parte della struttura di accoglienza di rendere ben chiaro quali servizi sono disponibili attraverso una comunicazione puntuale e precisa che, oltre a qualificare il proprio esercizio, renda agevole al potenziale avventore la selezione dell’albergo dove risiedere nel periodo scelto per la vacanza. Parlare al giorno d’oggi di un turismo accessibile da tutti, a prescindere dall’avere o meno bisogni speciali, è indubbiamente indice di qualità. È, infatti, necessario ricordare sempre che un turista con bisogni particolari è prima di tutto un turista, interessato, come tutti gli altri, a trascorrere una vacanza piacevole in grado di poter soddisfare nella maniera più ampia i propri desideri e le proprie attese. A tale proposito è consigliabile formare in modo adeguato il personale per metterlo in condizione di comprendere le necessità di ciascuno e farlo dialogare con i singoli clienti in maniera efficace. Naturalmente è indispensabile che anche il contesto sociale dove si muove il disabile (trasporti, negozi, cinema, musei, teatri, ristoranti, accesso alla spiaggia, il sentiero naturalistico, e via dicendo) sia provvisto di quegli interventi strutturali che ne rendano anche a lui fruibili gli spazi in maniera adeguata, ma il porre attenzione per primi a determinate esigenze può diventare uno stimolo importante per tutti gli altri operatori del mercato. Interessante l’iniziativa realizzata nel 2003 (anno europeo delle persone con disabilità) dai Viaggi del Ventaglio che mise a punto una serie di pacchetti, “Liberi di essere disabili”, indirizzati a clienti con bisogni speciali. Oggi nel catalogo della società ci sono 15 villaggi, in 13 differenti località, capaci di accogliere portatori di handicap, e il settore ha raggiunto un fatturato di 4,7 milioni di euro. Nel mondo attuale sembra incredibile, ma a volte dimostrarsi attenti alle necessità dei meno fortunati può risultare addirittura… conveniente!

 

                                                     Stelvio Catena