Bonus assunzioni: Novità in materia di credito d’imposta.

LAVORO

In un contesto sociale in cui la crisi finanziaria continua, purtroppo, a recitare un ruolo da protagonista. Secondo il rapporto annuale sulla situazione del paese, presentato come consuetudine dall’Istat a Montecitorio, la barca fa fatica a raddrizzarsi. Continuano a preoccupare l’andamento del Pil e le ripercussioni della contingenza sul fronte del lavoro giovanile. Una situazione sempre più pesante che ha visto, calare l’occupazione nel biennio 2009- 2010 di circa 532.000 unità, la metà delle quali nel Meridione. Il calo occupazionale è alquanto generalizzato in quanto riguarda tutte le classi d’età.

In questo quadro tutt’altro che piacevole, il nostro Governo cerca, quantomeno, di “adoperarsi” per cercare di incentivare le assunzioni di categorie di persone particolarmente svantaggiate dal punto di vista professionale. Di recente è stato infatti varato il Decreto Legge n. 70 del 13 maggio 2011, che  ha introdotto importanti novità in materia di  vantaggi fiscali per le assunzioni di  personale nelle regioni del Mezzogiorno. In particolare l’art. 2 del decreto, introduce il credito d’imposta per i datori di lavoro che assumono, con contratto a tempo indeterminato, nelle Regioni del Sud Italia, lavoratori “svantaggiati”, dove per lavoratore svantaggiato s’intende chiunque non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno  6 mesi ovvero  non possiede un diploma di scuola superiore o professionale; chiunque  abbia superato i 50 anni di età, o chiunque viva da solo con una o più persone a carico, ovvero lavoratori di settori professionali caratterizzati da un elevato tasso di disparità uomo-donna che superi di almeno il 25% la disparità media uomo-donna in tutti gli altri settori produttivi dello Stato  e chiunque sia senza lavoro da almeno 24 mesi. In sostanza, il datore di lavoro  che assume entro un anno dall’entrata in vigore del Decreto Legge ha diritto al credito d’imposta pari al 50% del costo salariale del lavoratore – pari alla retribuzione lorda, i contributi obbligatori, quali oneri previdenziali e i contributi assistenziali per  figli e familiari- nei dodici mesi successivi all’instaurazione del rapporto di lavoro se si assumono lavoratori svantaggiati  ovvero per 24 mesi se si assumono lavoratori particolarmente svantaggiati.  Per i lavoratori assunti part-time il credito spetta in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale.

Per determinare l’ammontare del bonus  è sufficiente armarsi di pazienza e concentrarsi in un piccolo calcolo matematico, meglio se eseguito da un professionista (commercialista, ragioniere…) Il bonus deve essere calcolato infatti in base alla differenza fra numero di lavoratori occupati a tempo indeterminato su base mensile e numero di lavoratori  mediamente occupati a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti. Il credito d’imposta così maturato dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi inerente il periodo d’imposta per il quale è concesso e  potrà essere utilizzato in compensazione entro tre anni  dalla data di assunzione del lavoratore, ma attenzione, esso non concorre a formare  né reddito,  né valore della produzione  ai fini Irap.

C’è inoltra da dire che il credito d’imposta così riconosciuto a coloro che assumono categorie di lavoratori svantaggiati, presuppone un integrale rispetto della normativa prevista dal Decreto Legge n° 70/2011. Infatti laddove i posti  di lavoro creati non siano conservati per almeno tre anni – due nel caso di piccole e medie imprese,  ovvero vengano accertate violazioni non formali inerenti sia la normativa fiscale che quella contributiva in materia di lavoro dipendente, ovvero il numero complessivo di dipendenti, è pari o inferiore  a quello rilevato nei dodici mesi antecedenti, il diritto al credito d’imposta decade.

Attendiamo trepidamente di conoscere sia il testo normativo definitivo, sia le norme di attuazione di tale disposto normativo, in quanto il Decreto è in fase di conversione il legge.

Che dire? Speriamo bene…

 

                                                               Paolo D’Arienzo