Case: boom di acquisti tra gli immigrati

STRANIERI IN ITALIA

131mila nel 2006, +19% negli ultimi tre anni. Nel 2008 una compravendita su cinque sarà conclusa da cittadini stranieri

ROMA – Viene dall’est Europa e sceglie un appartamento tra gli 80 e i 100mq che paga circa 120mila euro accendendo un mutuo. È il profilo dell’immigrato che compra casa, una figura sempre più importante nel mercato immobiliare italiano.
Secondo quanto si legge nel “Rapporto 2007 Immigrati e casa” pubblicato da Scenari Immobiliari, negli ultimi tre anni le compravendite che hanno avuto come acquirente un immigrato sono aumentate del 19 per cento raggiungendo, nel 2006, le 131mila unità (il 16,3 % di tutte le transazioni concluse sul mercato residenziale). Superiore la crescita del fatturato (valore delle case acquistate) che, dal 2004 al 2006, è aumentato del 50 per cento, passando da 10.200 milioni a 15.300 milioni di euro.
Se il mercato residenziale restasse stabile, nel 2007 le compravendite dovrebbero raggiungere quota 142.000 (+8,4%) per 17,5 miliardi di euro di spesa (+14,4%) mentre entro i prossimi due anni una compravendita italiana su cinque dovrebbe essere conclusa da immigrati.
Gli ostacoli principali per gli immigrati che vogliono comprare casa sono i costi alti (il budget a disposizione oscilla tra i 100mila e i 130mila euro) e la scarsità dell’offerta. I tempi di ricerca dell’abitazione sono notevolmente aumentati, soprattutto da un anno a questa parte e oscillano tra i sei e i nove mesi (circa il 20 per cento in più che per gli italiani).
Nel corso di soli tre anni la spesa media per l’abitazione è aumentata del 25,8 per cento, portandosi da 93mila a 117mila euro, e le previsioni per il 2007 vedono un ulteriore aumento fino ai 123mila euro (+5,1 per cento). Una spesa che resta fortemente legata alla disponibilità di un mutuo bancario. Tra il 2004 ed il 2006, la percentuale del prezzo di acquisto coperta dal mutuo è salita dal 70,1 per cento all’85,6 per cento, e la tendenza, per l’anno in corso, è per un ulteriore aumento.
La stragrande maggioranza degli immigrati si orienta verso l’acquisto di abitazioni di fascia medio bassa, ma è in crescita l’area di coloro che compra appartamenti in immobili nuovi e in zone residenziali (adesso rappresenta il 15% del totale ma entro il 2008 potrebbe toccare il 20%). Quasi la metà delle case comprate da immigrati è tra i 50 e gli 80 metri mentre il 4,5% è inferiore ai 30 metri e l’8,5% tra i 30 e i 50 metri. Il 27,5% degli acquisti riguarda appartamenti tra gli 80 e i 100 metri mentre appena il 5,1% ha per oggetto case superiori ai 120 metri.
Gli immigrati acquistano prevalentemente al Nord (nel 73,2% dei casi nel 2006) mentre il Centro (21,5% del totale) e il Sud (il 5,3%) rappresentano appena un quarto delle compravendite. A Roma il 22,5% delle case acquistate sono state scelte da immigrati (ma saranno il 24,7% nel 2007 secondo l’indagine) mentre a Milano la percentuale di compravendite di immigrati sul totale è stata nel 2006 del 10,5% (scenderà al 9% nel 2007). Se si considera la ripartizione regionale Lombardia, Veneto e Piemonte sfiorano insieme il 50% delle compravendite complessive (in testa la Lombardia con il 17,4%).
La fascia più consistente di acquirenti arriva dall’Europa dell’Est (il 33,8% del totale), con albanesi e romeni in testa, seguono immigrati dal subcontinente indiano (19,1% ), quindi cinesi (14,6%) e nordafricani (14%). In molti casi – spiega la ricerca di Scenari immobiliari – la scelta di comprare è legata alla difficoltà di trovare proprietari disposti a dare una casa in affitto oltre alla crescita degli affitti (il 60% degli intervistati la indica come motivazione) ma anche al desiderio di ricongiungimento familiare.
Gli stranieri cercano case ben collegate con i mezzi pubblici e vicine al posto di lavoro e alle scuole, mentre negli anni è diminuito l’appeal dei “quartieri etnici”, quelli più gettonati dai connazionali. Dati che secondo Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, non dovrebbero far riflettere solo chi vende case: “L’Italia è ormai ai primi posti in Europa per il numero di immigrati che diventano proprietari e la cosa più importante è che non comprano nei ghetti, ma sul territorio, vicino agli appartamenti degli italiani. È  fenomeno assolutamente utile per l’integrazione e lo scambio di culture”.