Sale al 25% del totale la quota di produttori biologici all’interno del Consorzio Chianti Colli Fiorentini, rispecchiando la forte vocazione alla tutela del territorio del Consorzio.
Il Consorzio Chianti Colli Fiorentini è diventato dal punto di vista della tutela del territorio, fortemente eterogeneo. C’è chi possiede la certificazione biologica, chi è in fase di conversione, chi invece ha intrapreso la via della lotta integrata. Alcuni, invece, hanno deciso di sposare la causa portata avanti dai movimenti e dalle associazioni del vino “naturale”. Ma al di là degli orientamenti dei singoli soci, all’interno della nutrita compagine di aziende che fanno parte del Consorzio Chianti Colli Fiorentini risulta di anno in anno sempre più evidente la crescita di una forte sensibilità eco-friendly. A questo proposito, per esempio, tutti e tre gli ultimi arrivati nel Consorzio – Ottomani, Podere Casaccia, Gualandi – producono vino con sistemi di tutela ambientale che vanno dal biologico al biodinamico. Una crescita sempre più importante che ha visto, in Toscana, come precursori, due realtà che hanno sposato da tempo le regole dell’agricoltura biologica: Tenuta San Vito di Montelupo Fiorentino dal 1982, più di trent’anni fa e Fattoria San Michele a Torri di Scandicci dal 1993. A queste vanno poi aggiunte quelle in conversione, una fase che secondo la normativa europea deve durare tre anni, nonché un nutrito gruppo di realtà che ha scelto invece di percorrere la strada della lotta integrata, un sistema agricolo a basso impatto ambientale.
Questo approccio complessivo, che mette al primo posto la sostenibilità ambientale, è molto sentito anche tra le aziende “più giovani” che fanno parte da poco del Consorzio Chianti Colli Fiorentini, alcune delle quali hanno trovato nel variegato mondo che ruota intorno al cosiddetto movimento dei vini “naturali” la dimora ideale nella quale comunicare le proprie scelte e convinzioni. Marina Malenchini, Presidente del Consorzio afferma con soddisfazione: ”Tra le aziende del Consorzio questa ormai diffusa e sempre più sentita esigenza di avere un approccio il più rispettoso possibile nei confronti della propria terra e dell’ambiente circostante, è dimostrata anche da un modello di conduzione della propria realtà che possiamo definire olistico”. E infatti nei Colli Fiorentini molte delle recenti iniziative intraprese, mirano a tutelare l’ambiente nel modo più omnicomprensivo possibile, ponendo attenzione a molti aspetti, non solo a quelli agricoli. Basti ricordare l’iniziativa promossa nel 2015 dalla provincia di Firenze denominata “Waste-less in Chianti” che ha permesso di ridurre l’accumulo di rifiuti di 150 kg pro-capite, ottenendo anche il premio “Best Life Ambiente” dell’Unione Europea. Sempre nel 2015 è partito anche il progetto Operation Pollinator che ha come obiettivo la salvaguardia della biodiversità attraverso la gestione multifunzionale del territorio, ottenuta realizzando habitat adeguati in grado di fornire fonti di polline e nettare per gli insetti impollinatori negli areali agricoli.
