Chiudo e mi libero dallo Stato strozzino

ATTUALITA’

Dopo 47 anni di “servizio” in piena crisi economica, ma alla mercè di una imposizione fiscale ormai divenuta tiranna, chiude il Caffè Vespucci, storico locale di Pescara.

L’annuncio molto ironico, ma dai toni comunque forti, era apparso sulla pagina Facebook del locale: ““Siete tutti invitati alla Festa di Chiusura dell’attività storica del Caffè Vespucci. Dopo 47 anni di onorato pubblico esercizio, poniamo fine a un’emorragia monetaria dovuta a strozzinaggio da parte dello Stato con sempre maggiore incremento della pressione fiscale. Non c’è da rattristarsi, ma c’è da festeggiare un’eutanasia imprenditoriale. Saremo lieti di avere con noi tutti i nostri amici e clienti, sarà l’occasione per spiegare che nessuno è immune, e per far festa insieme. Una festa di liberazione dopo 47 anni di sacrifici di un’intera famiglia”.  

E così è stato, il 6 settembre scorso il Caffè Vespucci ha chiuso i battenti, ma lo ha fatto in grande stile, non con un funerale, ma con un vero e proprio party di commiato, tra porchetta, musica e brindisi, con i clienti abituali e gli amici di sempre, in presenza dei quali Gianluca Monaco, proprietario del locale, ha dato alle fiamme un mucchio di cartelle Equitalia all’interno di un secchiello per il ghiaccio.

Si è scelto di brindare perché per la famiglia Monaco, proprietaria del locale aperto da quasi 50 anni nella cittadina abruzzese, si è trattato di una vera e propria liberazione dal suo più grande “strozzino”. In realtà la decisione, Gianluca Monaco la stava maturando già da un bel po’, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata recapita, nel vero senso della parola, a febbraio scorso, con una cartella TARES riferita all’anno 2013, una “botta” da 9.000,00 euro. Gianluca Monaco non se la prende più di tanto con la crisi, ma con uno stato incapace, sostenendo che altri momenti neri in passato ci sono stati ma che lo Stato riusciva a gestirli con la propria politica monetaria, mentre adesso non avendone più una autonoma, si limita a produrre sempre nuove tasse, e individuando l’inizio del periodo nero con l’introduzione degli studi di settore che imponendo a tutte le attività di essere “congrue e coerenti” con dei parametri sballati, obbligava a dichiarare più di quanto si guadagnava realmente e a causare, di conseguenza, un aumento delle tasse.

Sulla pagina Facebook del locale ha continuato a manifestare il suo pensiero, pubblicando immagini e post, molto provocatori, raccogliendo però il plauso di molti e addirittura i ringraziamenti di qualcuno che, trovatosi in situazioni molto simili, ha trovato nell’iniziativa della famiglia Monaco, la forza e il coraggio di mandare tutto all’aria e di liberarsi dallo stesso “strozzino”.

Il Caffè Vespucci non cessa del tutto, ma diventa un circolo ricreativo, non più aperto al pubblico ma riservato ai soli soci iscritti. La normativa fiscale favorisce i circoli, le cooperative, le associazioni senza fini di lucro… perché non approfittarne? Potrebbe essere un modo per andare avanti…

La vicenda del Caffè Vespucci ha fatto tanto rumore per le modalità in cui è stata portata a conoscenza dell’opinione pubblica, ma negli ultimi anni ci sono stati tanti, troppi imprenditori che dopo sacrifici di una vita hanno tirato giù la serranda nel silenzio più totale.

Che Dio (o lo Stato?) ce la mandi buona.