Cornetto e cappuccino troppo cari, i bar prendono l’iniziativa…

SERVIZI AL BAR

La mannaia dell’inflazione colpisce anche cornetto e cappuccino, i bar rispondono con l’abbonamento.

 

Cappuccino e brioche, arriva l’inflazione. Già, perché stando alle ultime statistiche, il caro prezzi non risparmia neanche la prima colazione dell’italiano, quel classico e insostituibile appuntamento al tavolino di un bar dove sorseggiare un cappuccino e mangiare un cornetto ancora caldo, prima di raggiungere il proprio posto di lavoro. Secondo un’indagine dell’Adoc, infatti, i rincari hanno colpito duramente la prima colazione: in confronto al 2007 i costi per i prodotti da bar sono aumentati del 14,7 %. Insomma, come sottolineano gli stessi responsabili dell’Adoc, “il mattino ha l`euro in bocca”. Per quanto riguarda le colazioni-tipo consumate al bar, gli aumenti vanno dal +4,8% della combinazione cappuccino-cornetto, al +8,8% della classica ‘accoppiata’ caffé-cornetto. I rincari maggiori, infatti, hanno riguardato proprio il prezzo dell’espresso, lievitato, in un anno, del 12,5%. Anche gli spuntini veloci, come rilevato dall’indagine Adoc, nel 2008 hanno avuto un aumento del 6,5%: per un tramezzino veloce ed un succo di frutta servono ora 4,56 euro, poco meno del valore defiscalizzato di un buono pasto che attualmente è di 5,35 euro. La scelta di fare colazione a casa, perciò – nonostante i prodotti da consumare a casa abbiano subito rincari medi dell’8,4% rispetto al 2007 – rimane molto conveniente rispetto all’opzione bar: una colazione tipo, composta da un caffè e un cornetto al bancone costa 1,85 euro, contro i 21 centesimi che si spendono con un caffè fatto a casa con la moka e cinquanta grammi di biscotti. Anche Altroconsumo, l’associazione indipendente dei consumatori, ha rilevato i prezzi di cappuccino, caffè e brioche nei bar di 10 città italiane considerando sia locali storici e centrali sia bar della periferia di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino e Venezia. E le cattive sorprese non sono mancate. Roma si conferma la città più cara per le consumazioni al tavolo, un caffè bevuto a sedere costa mediamente 2,35 euro. La tazzina mediamente meno costosa è a Bari (1,15 euro), Bologna  e Palermo. La capitale è invece sempre la più cara per un’altra passione degli italiani: la colazione con cappuccino e brioche. La situazione cambia se ci si sposta verso il Sud della penisola: Bari, Roma, Napoli e Palermo sono le città dove la prima colazione con cappuccino e brioche costa mediamente meno. Nonostante il rincaro, tantissimi sono gli italiani che sembrano non voler rinunciare al loro amato cappuccino e cornetto del mattino, pur in periodo di crisi. Un dato di fatto di cui molti esercenti sembrano tener conto, come testimoniano alcune iniziative che iniziano a proliferare in varie città della penisola per arginare il carovita e far tornare la gente nei locali pubblici. Prima fra tutte quella dell’abbonamento: offrire cioè al cliente un abbonamento per un determinato numero di consumazioni con un risparmio sulla spesa complessiva: in questi casi si stima che il risparmio medio per il consumatore si aggira tra il 10% ed il 20%. Non mancano però anche idee ancora più fantasiose ed innovative che applicano la logica del last minute: ad esempio, in un caffè di  Ascoli Piceno, dopo le 18, si riduce del 30% il prezzo della pasticceria fresca di giornata; inoltre, per tutto il giorno, propone la colazione a prezzo fisso: 1 euro per caffè e cornetto, 1,20 per cappuccino e croissant. Una scelta che dà buoni risultati poiché, oltre a consentire di fidelizzare nuovi clienti, ha fatto quadruplicare le vendite. Ad ingegnarsi non sono solo i responsabili di bar e pasticcerie ma anche l’editoria, che nel caso del Corriere della Sera hanno unito i propri sforzi per fidelizzare clienti. Da qualche tempo, come recita la campagna pubblicitaria del quotidiano di via Solferino, nei migliori bar e nelle migliori pasticcerie alla cassa offrono un gentile omaggio: un pacchetto di ticket con il logo di una nota marca di dolciumi, che produce panettoni e cornetto. Un altro tipo di abbonamento, insomma. Il carnet contiene dieci biglietti. Il cliente fa colazione e il barista timbra il biglietto. Così il giorno dopo e il giorno dopo ancora e per dieci giorni di fila. Timbrati tutti i biglietti, il cliente può ritirare un croissant in omaggio (e fin qui siamo alla classica fidelizzazione) e può fare di più: uscire dal bar, raggiungere la più vicina edicola e ricevere una copia del Corriere.

 

                                                                                              Nello Lauro