FIPE: Report estate 2009

ANALISI E RICERCHE DI MERCATO

L’indagine è stata condotta nel periodo 20 luglio / 3 agosto su un campione di 320 imprese tra ristoranti, bar, gelaterie, discoteche, stabilimenti balneari e rifugi alpini attivi nelle più importanti aree turistiche del Paese.

La scelta, poco ortodossa, di “misurare” il turismo attraverso operatori che non offrono alloggio presenta, nell’attuale struttura del mercato turistico, il vantaggio di includere anche quella rilevante quota di turismo che non transita per luoghi di pernottamento come alberghi, residence, campeggi, ecc. e che per questo mai viene contabilizzata dalle statistiche ufficiali.

La disponibilità di un osservatorio costituito da imprese “essenziali” per la vita quotidiana del turista, a prescindere dalla soluzione alloggiativa scelta, permette di meglio captare le reali dinamiche dell’economia turistica.

 

I RISULTATI

 

Tengono le presenze

 

Per il 60,0% degli intervistati la prima parte della stagione estiva (giugno e luglio) si è rivelata sottotono rispetto ad un anno fa. Per uno su quattro poco è cambiato, mentre il 15% degli intervistati ritiene che le cose siano andate perfino meglio.

(Grafico n°1)

 

Il quadro si fa meno grigio includendo, nelle valutazioni degli intervistati, anche le aspettative sulla seconda parte della stagione estiva che comprende agosto, mese decisivo per le sorti dell’intera stagione.

Diminuisce sensibilmente la quota dei pessimisti (dal 60,0% al 42,5%) e altrettanto sensibilmente sale la quota di coloro che ritengono la stagione 2009 in linea con quella dell’anno precedente.

(Grafico n°2)

 

Il giudizio degli operatori diverge a seconda che si tratti di valutare il trend dei flussi turistici o quello degli incassi.

Nel primo caso si registra un sentiment improntato a sostanziale stabilità, soprattutto per la componente turistica nazionale, nel secondo le valutazioni negative risultano più intense e trasversali all’intero campione.

 

 

A luglio la performance più negativa

 

Sulla base delle indicazioni fornite dagli operatori la stagione estiva 2009 potrebbe chiudersi con una leggera flessione del movimento turistico stimabile in meno di un punto percentuale (-0,8%). In valore assoluto si tratta di una perdita di 3,6 milioni di presenze.

E’ luglio il mese con la flessione più consistente pari a -1,3%. Agosto pare mantenere le posizioni dell’anno scorso con una flessione marginale (-0,2%).

 

Presenze per mese

 

 

var. %

giugno

-1,1

luglio

-1,3

agosto

-0,2

settembre

-0,9

totale

-0,8

       Fonte: indagine C. S. Fipe, 2009

 

I dati indicano la sostanziale tenuta della stagione estiva in termini di flussi in linea con le più recenti dinamiche del movimento turistico. Si va consolidando, ancor più in un contesto di crisi economica come l’attuale, la tendenza a diversificare la vacanza nel corso dell’anno non rinunciando a quella principale estiva ma, magari, sacrificandone una parte per durata, per spesa o  per entrambe.

Negli ultimi quattro anni il peso dell’estate sulle vacanze complessive degli italiani, pur restando prevalente, si è progressivamente ridotto. E’ cresciuto, di contro, il peso di tutti gli altri periodi dell’anno.

(Grafico n°3)

 

Nel 2008, quando la crisi già mordeva, le notti di vacanza degli italiani sono rimaste sostanzialmente invariate nel periodo estivo, ma sono aumentate del 24% nel trimestre ottobre-dicembre. Incrementi, sebbene più contenuti, hanno riguardato anche il primo e il secondo trimestre.

(Grafico n°4)

 

La stagione estiva costituisce, oramai, un mercato maturo che rimane fondamentale per il complesso dell’economia turistica ma che non può essere preso a riferimento per valutarne potenzialità e dinamiche di sviluppo. 

In definitiva, la destagionalizzazione del turismo, un fenomeno strutturale che la crisi sta soltanto accelerando, fa si che i bilanci sull’economia turistica vadano riferiti sempre meno all’estate e sempre di più agli altri periodi dell’anno. In questo nuovo scenario a soffrire saranno le imprese stagionali, mentre prospettive incoraggianti si aprono per le imprese permanenti. Anche nel turismo si va affermando un modello di consumo, già ampiamente diffuso nella vita di tutti i giorni, che tende a spalmare il budget sul maggior numero di occasioni di spesa/vacanza.

 

Cala la spesa

 

Tornando alla stagione estiva 2009 la leggera flessione delle presenze e la più consistenze riduzione della propensione al consumo rilevata dagli intervistati determinerà una perdita di fatturato stimabile in  1,2 miliardi di euro (-3,7% rispetto al 2008), di cui 940 milioni di euro da parte degli italiani e 220 milioni da parte dei turisti stranieri.

Gli effetti da braccino corto si fanno già sentire sui pubblici esercizi. Flessioni significative si registrano sui consumi di superalcolici, vino, pesce e dolci. Resistono birra e aperitivi. Crescono, invece, i consumi di gelati, bibite, panini, pizza, frutta e verdure.

 

ééé

acqua minerale

é

succhi di frutta

éé

bibite

=

aperitivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

=

birra

êê

vino

êêê

Alcolici/superalcolici

 

 

 

 

 

 

 

éé

pizza, insalate/verdura, frutta

éé

gelati

ê

dolci

é

panini, tramezzini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tengono i centri minori, in sofferenza i laghi

 

Nella tabella vengono riportate le previsioni relative alle presenze per tipologia di destinazione turistica.

 

 

trend

località

var. % presenze

í

Mare

-0,7

êê

Montagna

-2,6

êê

Laghi

-3,4

=

Città d’arte

-0,2

ì

Centri minori

0,6

é

Altre destinazioni

1,0

 

 

Il turismo nei centri minori mantiene un profilo di sostanziale stabilità.  Lo stesso può dirsi per le città d’arte sebbene qui si avverta qualche leggero segnale di flessione. Più difficile, ma non drammatico, il quadro del turismo balneare con una flessione di presenze stimata in circa mezzo punto percentuale. In perdita località montane e, soprattutto, lacuali.

 

 

In leggero calo le presenze straniere

 

Le indicazioni provenienti dalle imprese fanno prevedere una flessione del turismo internazionale nell’ordine di due punti percentuali. Contenuto in mezzo punto il calo delle presenze italiane.

 


trend

nazionalità

var. % presenze

í

Italiani

-0,5

ê

Stranieri

-1,8

 

 

Vengono dati in aumento i turisti dei Paesi dell’est Europa, principalmente russi.  Stabili i flussi provenienti dalla Cina e dai Paesi del nord Europa. In calo giapponesi e americani. In forte calo tedeschi, francesi e olandesi.

 

 

éé

russi, altri Paesi est-Europa

=

cinesi , altri Paesi nord-Europa

ê

americani, giapponesi

êê

tedeschi, francesi, olandesi

 

 

 

Prezzi stabili

 

I prezzi dei servizi turistici (dall’albergo al campeggio, dal ristorante al bar, dallo stabilimento balneare alla discoteca) sono fermi per l’80% degli intervistati. Uno su dieci ha fatto qualche ritocco all’insù e sempre uno su dieci lo ha fatto all’ingiù. A conferma delle indicazioni fornite dalle imprese c’è il dato sull’inflazione di luglio in alberghi e ristoranti che ha fatto segnare una variazione di appena lo 0,6% sullo stesso mese dell’anno precedente.

(Grafico n°5)