Il classico spaghetto con le vongole rischia di diventare un ricordo.

ATTUALITA’

Secondo l’UE le vongole italiane sarebbero sotto misura in quanto la maggior parte non raggiunge i 25 mm di diametro e non potrebbero essere più pescate.

 

L’Unione Europea colpisce ancora, ma in una maniera tale da formalizzare una sorta di accanimento contro la nostra tradizione culinaria. Dopo la scontro sull’obbligo di utilizzazione del latte in polvere nei formaggi, ecco ancora il richiamo a una normativa che penalizza molto il nostro modo di cucinare e di mangiare.

Secondo una normativa europea in vigore dal 2006, più precisamente art 3 del regolamento europeo n°1967 del 2006, sarebbe vietata la pesca di vongole con un diametro inferiore ai 25 mm, pena sanzioni salatissime che arrivano ai 4.000,00 euro.  Ok, qualcuno potrebbe dire che è giusto che l’Unione Europea assicuri e tuteli lo sviluppo delle specie marine, e fin qui nulla questio, il problema però è dato dal fatto che in Italia da anni di vongole di quelle dimensioni non ne esistono più.

Ecco allora che in Versilia la pesca della “poverazza” un tipo di vongola che veniva pescata dai poveri, diventerà solo un vago ricordo, così come rischia di diventare un ricordo un gustoso piatto di spaghetti e vongole, sia in Campania, patria della pietanza, sia nelle case e nei ristoranti della restante parte del Belpaese.

Infatti nei nostri mari, a causa di alcuni cambiamenti nella composizione salina delle acque le vongole hanno cominciato a crescere meno, riuscendo a raggiungere in media e nel migliore dei casi i 22 mm di diametro. Una volta raggiunte queste dimensioni muoiono, ed ovviamente non sono più pescabili. Perché in Italia è questo il destino naturale di una vongola, se lasciata in mare nella vana attesa che continui a crescere.  Dopo lo stop di due mesi imposto come ogni anno dal fermo pesca, le vongolare non hanno più ripreso il mare e quasi i due delle turbo soffianti nostrane sono ferme. Se non si cambia subito, la nostra vongola, Chamelea gallina, la più tenera e saporita di tutti i mari, diventerà solo un ricordo.

Ma l’Unione Europea ormai non si ferma di fronte a nulla, nemmeno di fronte ai cambiamenti naturali. Ed anche se sarebbe opportuno cercare di capire i motivi del cambiamento della composizione salina dei nostri mari  e provare a porvi rimedio, sarebbe al tempo stesso opportuno evitare la rigida applicazione di questa norma che mette in crisi direttamente i pescatori ed indirettamente gli operatori della ristorazione professionale in un periodo in cui la crisi economica non da cenni di volerci abbandonare.

Ma l’Europa non si è fermata davanti ad un Paese come la Grecia ormai sull’orlo del precipizio, figuriamoci di fronte a un “problemino” di poco conto che riguarda, come al solito direi, l’Italia ed un Governo che altro non fa che assumere il garibaldiano atteggiamento dell’”obbedisco”.

Perché l’Europa ha adottato una misura così restrittiva non è chiaro, forse per favorire altri paesi che pescano e commercializzano vongole, o forse solo per educarci a mangiare in un certo modo (per loro non sappiamo nemmeno mangiare), sta di fatto che la Chamelea gallina non può essere più pescata, il nostrano e gustoso spaghetto con le vongole rimarrà solo un ricordo… L’Europa ha deciso così!