Il dipendente va… coccolato

GESTIONE AZIENDALE

Nell’attuale situazione di grave crisi occupazionale il mercato del lavoro sembra offrire maggiori opportunità nella ricerca di personale, magari con meno vincoli e a costi maggiormente contenuti rispetto a qualche tempo fa. Bisogna, però, stare attenti a non farsi ingolosire dalle opportunità offerte dal mercato e mantenere ben chiari i requisiti da considerare necessari per ottenere un collaboratore efficiente e affidabile. Anzi andiamo a vedere insieme una serie di consigli capaci di migliorare il rapporto con i propri dipendenti e di svilupparne al massimo il senso di appartenenza. 

                                                         

                                                                                       Stelvio Catena

 

Un anonimo ha scritto: “Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile”. Lo spirito alla base di qualsiasi impresa aziendale, sia essa di carattere produttivo che commerciale, consiste nel porsi di continuo nuovi obiettivi, essenzialmente di crescita (di fatturato, di struttura, di gamma prodotti e così via), in grado di assicurarne lo sviluppo e il consolidamento nel tempo. Dal momento che tale impresa è costituita da un gruppo più o meno numeroso di persone, è dall’impegno di tutti che si possono guadagnare gli obiettivi previsti e, di conseguenza, raggiungere il successo. In questo quadro, accanto alla professionalità e alla dedizione al lavoro, le motivazioni assumono un ruolo determinante nella costruzione di un insieme in grado di realizzare risultati importanti. Dato per scontato che il rapporto economico e normativo sia stato definito di comune accordo e che sia stato redatto e controfirmato da entrambe le parti un normale contratto di lavoro, andiamo ad esaminare come impostare al meglio il rapporto di cooperazione. In primo luogo è necessario coinvolgere, nei modi e nei tempi adeguati, l’insieme dei collaboratori nei processi di individuazione delle mete da conquistare e  nella definizione delle opportune strategie. Ciò non significa, stiamo bene attanti, rinunciare alla gestione delle leve di comando aziendale, ma offrire ad ognuno la possibilità di esprimere le proprie idee intorno alle strade da percorrere per il raggiungimento del favore del pubblico, e, allo stesso tempo, coinvolgerlo in prima persona nella definizione del processo decisionale. Naturalmente la decisione finale spetta all’imprenditore, però la consapevolezza di essere considerato, comunque, un personaggio meritevole dell’attenzione della proprietà contribuisce al raggiungimento di quello che deve essere considerato l’intento prioritario di ogni imprenditore di successo: generare un profondo senso di appartenenza da parte dei dipendenti alla società in cui sono impiegati. Ciò permette anche di accordarsi con maggiore facilità, evitando spiacevoli e  dannosi conflitti  “sindacali”, per effettuare sforzi produttivi aggiuntivi nei momenti di difficoltà oppure di forte crescita, grazie alla iniziale condivisione degli obiettivi societari di fondo. Altro elemento da tenere sempre in forte considerazione è l’attenzione alla situazione personale del dipendente. Le condizioni di salute, quelle familiari, quelle economiche, dimostrandosi vicini, discreti, tolleranti (ad esempio nei tempi e nei modi dell’attuazione degli orari lavorativi) e facendo intendere la propria disponibilità ad intervenire in caso di bisogno. Accanto agli aspetti che potremmo definire “privati, sono da tenere presenti anche quelli “professionali”, perciò darsi da fare per accrescere le conoscenze e la preparazione del personale si dimostra nel medio – lungo periodo opzione estremamente redditizia sotto diversi punti di vista. In effetti se ne possono trarre benefici riguardo la possibilità di offrire alla clientela un servizio sempre migliore, qualificando la propria attività; contemporaneamente si sviluppa l’interesse personale del collaboratore nei confronti del suo lavoro; inoltre si generano nel dipendente sentimenti di stima e di affetto per la considerazione che ritiene di ricevere da parte delle funzioni direttive dell’impresa. Per cui predisporre un piccolo percorso di formazione, se possibile mirato per singole competenze, si può rivelare valutazione vincente al fine di creare entusiasmo e curiosità continua nei confronti della propria professione. Un investimento, quest’ultimo, che deve essere considerato ammortizzabile in un lasso di tempo non eccessivamente breve, ma che, al contempo, può generare ritorni, in termini di affidabilità aziendale e di fidelizzazione della clientela, assai remunerativi. Come avete potuto notare non abbiamo considerato prioritaria, quale leva motivazionale, l’incremento dello stipendio, di sicuro sempre bene accetto, ma non così determinante nel costruire un fidato e serio collega. Certo una volta creato un gruppo di lavoro che poggia su solide basi strutturali e comportamentali: competente, affidabile, professionale, coeso, determinato nel raggiungimento degli obiettivi, stimolato nel migliorare le singole performance, è davvero possibile conseguire risultati significativi. Diventa a questo punto fondamentale mantenerlo attivo il più a lungo possibile anche grazie alla serie di accortezze che abbiamo segnalato in precedenza. Un continuo turnover di personale, sia esso di maggiore o minore professionalità, genera comunque più problemi che opportunità e si dimostra, il più delle volte, fonte di tensioni e di inefficienze, pagate a caro prezzo dalla proprietà. Un buon collaboratore deve essere considerato alla stregua di un buon amico: difficile da trovare ma assolutamente imperdibile.