Il pollo si abbina bene con… l’arte

AZIENDE

L’idea è nata constatando la qualità dei “murales” sparsi un po’ in tutte le città del mondo occidentale. Questi ragazzi, che per una parte considerevole della gente non fanno altro che imbrattare mezzi di trasporto e  muri deturpando il paesaggio e l’ambiente, sono, forse, la frangia più avanzata di un movimento pittorico che trova negli ampi spazi vuoti lasciati dall’edilizia la tela dove poter esprimere il proprio messaggio artistico. Un’azienda italiana ha deciso di dare voce alla loro voglia di comunicazione favorendone la creatività.   

                                                                                                                                

L’attuale contesto sociale li definisce, con il solito anglismo: writers (autori). Parliamo dei giovani artisti, non ci sentiamo imbarazzati ad usare questo termine, le cui opere sono giornalmente sotto i nostri occhi perché ricoprono le mura degli edifici e le fiancate dei grandi mezzi di trasporto urbano che popolano le città. Le origini sono nobili e affondano le radici nelle più schietta tradizione popolare. Forse i primi ad utilizzare i grandi spazi intonacati come ambito in cui esprimere la propria vena artistica furono i pittori di murales messicani. Diego Rivera, Orozco, Siqueiros, all’inizio del secolo scorso, raccontarono l’epopea dei discendenti di Inca e Atzechi e la storia di una grande rivoluzione contadina, attraverso memorabili affreschi disseminati  nei principali palazzi pubblici di Città del Messico. L’attuale graffitismo, pur mutuandone i luoghi, si discosta tanto per l’ispirazione che per la tecnica di realizzazione dal murale, però ne assume l’aspetto di arte “realmente” popolare (cioè fruibile dalla gente tutta e non costretta nei musei o nelle collezioni private a beneficio di un numero, comunque, ristretto di intellettuali “amici” o di visitatori “paganti”) e la spontaneità del messaggio creativo. Da tempo l’industria, almeno la sua componente più illuminata, si attiva per fondere la propria necessità di comunicazione con il sostegno all’espressione artistica, chiamando autori di particolare talento alla collaborazione. È il caso di Plusfood Italia, società alimentare veneta con sede a Verona,  che fa parte della brasiliana Perdix, azienda leader mondiale nella produzione di carne avicola, presente in oltre 110 paesi sparsi sull’intero pianeta e in grado di impiegare oltre 116.000 dipendenti con 11 miliardi di dollari di giro d’affari. Crocchette, snack, finger food, cotolette, cordon bleu, rosticelle, bocconcini, alette, compongono il vasto assortimento che forma il catalogo della compagnia, prodotti che sono diretti specificatamente ai canali dell’intermediazione: bar, horeca, food service. L’ultima nata è la linea “Speedy Pollo” ( a tale proposito è consigliabile una capatina al sito www.speedypollo.it, in cui oltre alle specifiche riguardanti i prodotti si possono trovare ricette scaricabili e menu realizzati con i piatti dell’azienda o che possono essere personalizzati con quelli del proprio locale) che offre una serie di ottime soluzioni per tutti coloro che hanno tempi di preparazione assai limitati. Le materie prime giungono direttamente dagli allevamenti avicoli che fanno capo alla società e rappresentano un’importante garanzia di qualità e genuinità per gli acquirenti, essendo tali strutture controllate dalle più importanti associazioni internazionali di certificazione qualitativa. L’azienda ha fin dalla nascita proposto un’immagine di se e dei propri prodotti  originale, con una particolare attenzione agli aspetti sociali ed umani. Basti pensare che la sede degli uffici è collocata in un antico palazzo rinascimentale della Verona storica, con vista sul Giardino Giusti, tra i più antichi e famosi della penisola. Ebbene il management di Plusfood ha deciso di sostenere in modo concreto questi nuovi artisti metropolitani. Un po’ sulla scia della Factory newyorkese di Andy Wharol , grande scopritore di talenti, che arruolò agli inizi degli anni Ottanta del Novecento nel proprio gruppo un giovane artista di colore autore nella metropoli statunitense di opere murali e vivaci cartoline capaci di esprimere la rabbia e gli incubi, in parte vissuti sotto l’influenza dell’LSD di cui faceva uso frequente, di tutta una generazione. L’autore degli inquietanti “graffiti”, un ragazzo di origini haitiane insofferente e sregolato, si chiamava: Jean Michel Basquiat. Insieme a Keith Haring è considerato il più autorevole esponente del graffitismo e il crescendo di successo internazionale ne ha segnato la storia artistica fino alla prematura scomparsa per overdose di eroina nel 1988. Da tempo, ormai, le grandi scritte che campeggiano su tram e metropolitane oppure lungo i muri che costeggiano i binari ferroviari, accompagnano i nostri viaggi e ci pongono all’attenzione un numero considerevole di giovani autori che hanno scelto questo modello per dare corpo alla propria espressione artistica. Bisogna fare attenzione alla sottile, e spesso difficile da individuare, linea che separa l’artista dal vandalo e troppo spesso una visione superficiale e insofferente tende a equiparare, in modo del tutto arbitrario, le differenti figure. La diversità consiste nelle motivazioni che spingono a dipingere, e il lavoro del writer non è mai approssimativo, ma è il frutto di lunghi periodi di gestazione in cui vengono realizzati bozzetti e studi preparatori prima della realizzazione dell’opera definitiva. Insomma un artista a tutto tondo che merita una maggiore considerazione e attenzione anche da parte del mondo intellettuale. L’azienda veronese crede in questi ragazzi e ritiene il loro lavoro importante sia come espressione creativa contemporanea, che come testimonianza dell’attuale difficoltà di instaurare fra i singoli individui relazioni umane positive. Un fenomeno da considerare con attenzione e da seguire con interesse, grazie anche alle iniziative di Plusfood. Infatti dopo le realizzazioni eseguite da giovani free writers sui muri di Rimini nell’ultima fiera dell’alimentazione che avevano per tema una reinterpretazione in chiave artistica di alcune specialità finger food della linea Speedy, la società veneta partecipa, insieme ad Heineken, ad un concorso organizzato dall’Accademia di Verona riservato ai nuovi artisti di murales. Tutte le opere presentate saranno esposte nel Palazzo della Gran Guardia, di fronte all’Arena, mentre per i vincitori sono previste una borsa di studio e la possibilità di uno stage formativo in azienda. Insomma un’iniziativa concreta per appoggiare i talenti del futuro, da parte di società che credono profondamente nel recupero sociale degli artisti di strada e nelle loro grandi potenzialità creative.

                                              

                                                                       Stelvio Catena