Internet e l’imprenditoria alberghiera

ANALISI E RICERCHE DI MERCATO

Presentata  durante l’ Assemblea Asshotel – Confesercenti la  ricerca sulla “competitività delle Pmi del turismo di fronte al cambiamento”. La ricerca evidenzia tutte le  trasformazioni in atto nel settore alberghiero, dall’uso di internet alle priorità di investimento per migliorare l’offerta, alle carenze lamentate dagli operatori che puntano il dito contro i ritardi strutturali del Paese.

 

La maggior parte degli imprenditori del settore alberghiero usa internet come strumento di vendita e ritiene che siano ormai necessarie sinergie e cooperazioni tra gli operatori del settore. E’ questo, in maniera sintetica, il risultato di una ricerca presentata all’apertura dei lavori dell’Assemblea elettiva Asshotel- Confesercenti, svoltasi a Roma lo scorso 25 gennaio da Alessandro Tortelli, direttore del Centro Studi Turistici.

La prima cosa che balza agli occhi leggendo un po’ di dati è il diverso approccio che le varie strutture alberghiere hanno con l’universo web. Se infatti l’85% delle strutture a 3 e 4 stelle, “naviga” a vele spiegate, utilizzando internet come strumento di supporto della propria attività, solo il 58% delle strutture ad 1- 2 stelle dichiara di farne un uso misurato.

Un dato che deve far riflettere in quanto internet ha rivoluzionato il mercato alberghiero, cambiando il sistema di vendita del prodotto albergo. Come canale di vendita quella “diretta” prevale ancora nettamente con un 43,5% di risposte, ma è seguita da “internet” con il 17,4%, cresce anche l’intermediazione attraverso siti web, totalmente dedicati alla vendita di camere d’albergo o pacchetti vacanza (volo + hotel) 11,8%, mentre il sistema di vendita più diffuso in Italia, fino a pochi anni orsono, quello attraverso le agenzie di viaggio si attesta intorno all’8,6%.

L’uso diverso di internet, che è ormai da considerare una finestra aperta sul mondo, attraverso la quale aggiornarsi, crescere professionalmente, riuscire a carpire interessanti spunti per meglio svolgere la propria attività, si riflette inevitabilmente sull’utilizzo del marketing come strumento di promozione e sulla politiche di investimento adottate per migliorare i servizi offerti.

Infatti il ricorso a tecniche di marketing è privilegiato dalle strutture 3-4 stelle per il 72,5% mentre scende al 46,4% per le strutture ad 1-2 stelle. Stesso discorso riguarda il ricorso a investimenti (realizzati o soltanto programmati) per il miglioramento dei servizi offerti. Maggiormente propositivi i 3-4 stelle con una quota del 94%, che scende poi per le strutture 1-2 stelle al 62%.

Per quanto riguarda poi gli interventi eseguiti, prevale la tendenza a ristrutturare camere o spazi comuni, seguita poi dall’esigenza di migliorare l’efficienza energetica e di rimodernare gli impianti, mentre solo il 5,7% investe in servizi tecnologici. Un altro elemento di rilievo per la conduzione dell’attività è la fonte di finanziamento: per gli alberghi 1-2 stelle prevale nettamente il ricorso a risorse proprie, mentre fra i 3-4 stelle molto più frequente è il ricorso alle banche.

Dalla ricerca emerge inoltre che la maggior parte dei soggetti intervistati considera la carenza di infrastrutture e servizi e l’assenza di adeguate strategie politiche della Pubblica Amministrazione, tra tutte la mancanza di iniziative e di interventi per superare la crisi economica, i principali fattori che impediscono la piena competitività tra imprese. Altro dato interessante è quello secondo il quale l’84% degli imprenditori intervistati ha espresso la convinzione che un’impresa alberghiera per crescere e consolidarsi deve sviluppare sinergie o forme di collaborazione con altri operatori.

                                                      

                                                                  Pasquale Mastropasqua