Quello che fino a pochi mesi fa era parte integrante della routine di oltre 5 miliardi di italiani, oggi sta diventando un costo cui il cliente deve fare sempre più attenzione: l’aumento dei prezzi al bar sfiora cifre record.
Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme: stando ai dati più recenti del Mise, un espresso al banco arriva a costare in media 1,23 euro a Bolzano, ma sono anche altre le città italiane dove le cifre segnate sullo scontrino sono in costante salita.
Emblematico è l’aumento del +12% a Pescara: il caffè è slittato da 1 euro a 1,12 euro.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, gli aumenti dei prezzi del caffè sono tra il 17 e il 18 %, ma il trend è in costante aumento e le associazioni dei consumatori prevedono un picco fino al 37 / 38 % che porterà il prezzo della tazzina al banco a toccare quota 1,50.
L’aumento è generato da una concomitanza di fattori che non fanno pensare a uno stop o a un calo nel breve periodo.
Le quotazioni dell’arabica sono schizzate alle stelle, quella della robusta sono salite in maniera importante, l’aumento generale dei costi tra fertilizzanti, materie prime per i packaging e carburanti ha reso difficile l’approvvigionamento da parte dei produttori.
A questo si sono aggiunte le pessime condizioni climatiche dell’estate scorsa in Brasile, tra i principali Paesi al mondo in cui si coltiva il caffè, ed ecco che la frittata è fatta (senza contare l’aumento dei costi dell’energia, che nella gestione di un bar incidono tantissimo).
Per fortuna all’orizzonte, tra tanti nuvoloni scuri, si intravede anche il sole.
Le restrizioni post pandemia sono state fortemente allentate e c’è una grossa voglia di tornare alla normalità e allo stile di vita ante pandemia.
Basti pensare che, secondo un’indagine a cura dell’istituto ACS Marketing Solutions per Federalberghi risalente al 21 aprile 2022, in occasione del Ponte del 25 aprile gli italiani in partenza sarebbero stati più di 9 milioni; segnale chiaro e promettente che indica quanto la voglia di vivere superi le ristrettezze economiche.
In tale panorama, un caffè, per quanto più caro rispetto al passato, è un “lusso” accordabile, a patto che lo si trasformi in un’occasione di socializzazione e di svago.
È essenziale, giunti a questo punto, puntare su una Customer Experience di qualità, più che sul prodotto in sé.
Nei fatti, un / una barista gentile con cui chiacchierare mentre si sorseggia il caffè può rendere accettabile l’aumento della spesa.
Ancora, un’idea valida sarebbe quella di adottare la gentilissima usanza tipicamente meridionale dell’affiancare un bicchiere d’acqua alla tazzina.
È singolare, per esempio, la tradizione del Gran Caffè Ciorfito, bar napoletano situato a San Biagio dei Librai, dell’accompagnare al caffè brasiliano completo un cucchiaino di cioccolato da girare nella tazzina.
Similmente, si potrebbe omaggiare il cliente con un cioccolatino o con un chicco di caffè ricoperto di cioccolata: spesa minima, resa massima.
Cortesia e marketing, insomma, in tali circostanze diventano inseparabili.

