Case cantoniere nuove strutture d’accoglienza

Case cantoniereCase cantoniere, ormai in disuso da parecchio tempo sul tutto il territorio nazionale, stanno per affrontare un restyling, non estetico, ma essenzialmente funzionale, che consentirà loro di tornare ad essere pienamente operative. Sono infatti già passati più di sette mesi dalla firma del protocollo d’intesa con il ministero per i Beni culturali, quelle delle Infrastrutture e del Demanio e ad ottobre 2016 comincerà la vera e propria fase operativa. Le case cantoniere, che per il loro caratteristico aspetto hanno da sempre catturato l’occhio dei viaggiatori, si trasformeranno in bar, alberghi, ristoranti e punti di informazione turistica.
Un servizio che Anas metterà a disposizione di tutti coloro che utilizzando le arterie interne del paese possono aver bisogno, di cibo, acqua, ristoro o di tutte le commodities che si trovano normalmente in autostrada. Le case cantoniere sono state costruite intorno al 1830 e hanno preso il loro nome dai “cantonieri”, cioè dagli operai addetti alla manutenzione delle strade, che per esigenze di servizio, avevano necessità di alloggiare sul luogo di lavoro. Sono distribuite, di solito, sulle strade statali e dal 1980 ad oggi sono state, poco per volta, in quanto poco utilizzate, dismesse.
Entro il prossimo mese di ottobre, dovranno pervenire le offerte, offerte che saranno selezionate sulla base di un punteggio assegnato per la qualità della proposta e sulla base del prezzo di affitto più conveniente per lo Stato (si va in media da 85 a 223 mila euro l’anno), dopodichè la gestione delle case cantoniere sarà assegnata per un periodo di 10 anni.
Ovviamente non tutte le case cantoniere rientreranno nel progetto di Anas. In questa prima fase è stata data priorità a quelle che, anche grazie alla loro collocazione, sono considerate maggiormente adeguate per sviluppare delle sinergie con i progetti di valorizzazione turistico-culturale del territorio. Per il momento sono soltanto 30 e si trovano in Valle d’Aosta(5), Piemonte(2), Veneto(5), Lombardia(7), Emilia Romagna(3), Toscana(4), Lazio(2) e Puglia(2).
Della ristrutturazione degli immobili si farà carico Anas che in tre anni investirà circa 8 milioni di euro, mentre i concessionari dovranno far crescere l’attività, in coerenza con le linee guida del bando, garantendo i servizi di base definiti: pernottamento, bar e ristoro, free Wi-Fi, postazioni di ricarica per i veicoli elettrici e info point di informazione turistica.
Queste le parole di Gianni Vittorio Armani, Presidente di Anas: “Il Progetto di riqualificazione delle case cantoniere, rappresenta un modello innovativo di gestione, rispettoso del paesaggio e dell’ambiente, che sviluppa attività di networking e valorizza gli asset immobiliari dell’azienda. Gli interventi di ristrutturazione, per i quali Anas ha previsto un investimento di circa 7,5 milioni di euro in tre anni, a partire dal 2016, contribuiranno a potenziare il valore del patrimonio aziendale e a preservarlo nel tempo, sostenendo l’identità locale e creando al contempo occupazione, nuova imprenditoria e sviluppo per il territorio”.
Insomma un progetto di riqualificazione e soprattutto di sviluppo importante, che era li”pronto” dal lontano 1830.

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