Lippi fa piangere pub e ristoranti

ECONOMIA

La prematura eliminazione dell’Italia dai mondiali sudafricani costa all’economia italiana circa 140 milioni di euro. Quasi 70 solo per i mancati introiti di bar, pub e ristoranti del Belpaese.

Come sono lontane le lacrime del portiere del Brasile e dell’Inter, Julio Cesar, dall’imbarazzo latente italiano. Il Brasile esce ai quarti di finale dei Mondiali di calcio sudafricani contro l’Olanda e mezzo spogliatoio gialloverde cade in una profonda crisi depressiva. Lo stesso estremo difensore chiede tempo per dimenticare,  Kakà a 27 anni, medita l’addio alla nazionale, e Felipe Melo rischia il linciaggio popolare all’arrivo a Rio. Da noi invece tutto si riduce nel più “assordante” dei silenzi. Gli azzurri, campioni del Mondo, finiscono ultimi nel girone più facile della competizione iridata. Pareggiano con la Nuova Zelanda e perdono dalla Slovacchia, ma all’arrivo in Italia non se li fila nessuno. Altro che lacrime (eccezion fatta per Quagliarella), molti sembrano contenti di poter anticipare le tanto agognate vacanze. Tanto il capro espiatorio è già lì pronto, Marcello Lippi, e del resto nessuno poteva chiedere a una squadra priva di leader e talenti di rivincere un Mondiale.

Gli unici a piangere, tifosi a parte, sono i commercianti che in un cammino leggermente diverso di capitan Cannavaro e compagni ci avevano creduto. Memori dei successi tedeschi di quattro anni prima, infatti, si erano attrezzati con bandiere e magliette per tappezzare il Paese. A loro, la prematura eliminazione di una delle Nazionali peggiori presentata dall’Italia alle competizioni mondiali, è costata circa cinque milioni di euro (dati Codacons). Così come è costata cara ai pubblici esercizi che avevano allestito sale ad hoc, acquistato o preso in affitto maxi schermi e programmato eventi particolari per la corsa, almeno, ai quarti di finale della banda Lippi. Sempre secondo il Codacons, bar, ristoranti e pub hanno subito un danno stimabile in almeno 50 milioni.

Ma l’associazione dei consumatori si tiene prudente. Perché, secondo altre ricerche,  il danno economico provocato dagli azzurri sarebbe ben superiore.  La stima dell’ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza, parla di un mancato guadagno per le casse del Belpaese quantificabile in 140 milioni di euro. I dati sono forniti da Isnart, Ciset, Sky, Istat e Makno.

Il ragionamento è semplice: se la nazionale fosse arrivata fino alla finale, in termini di indotto, tra merchandising e proventi ottenuti dal pubblico dei maxischermi, si prevedevano incassi per circa 70 milioni, mentre i guadagni per bar, pizzerie e pub avrebbero superato i 67 milioni di euro. Insomma un bell’autogol. Qualcuno ha provato a rimediare spingendo sulle seconde squadre del cuore degli italiani e sui turisti. A Napoli si sono organizzati, senza grande successo, con l’Argentina. A Roma, con lo stesso esito, puntando sul Brasile. Mentre  a Milano è andata meglio con Giappone, Olanda e Germania. Poca roba, però, come del resto era la Nazionale di Lippi. 

 

                                                                                  Mattia Ronchei