Meno alcol sulle strade

ATTUALITA’

È arrivato in Italia, puntuale con il caldo estivo, un decreto governativo teso a regolamentare la normativa riguardante il rapporto tra codice della strada e uso di alcol. Ci siamo già occupati della questione più generale illustrando come al momento attuale l’intera Europa abbia varato una serie di interventi indirizzati al contenimento dei consumi, che dovrebbero portare ad una conseguente diminuzione degli incidenti,in massima parte stradali e  il più delle volte assai gravi, causati dall’abuso di bevande alcoliche. Spostiamo adesso lo sguardo sulla penisola.

Ormai la normativa vigente nel nostro paese sembra in grado di contrastare in maniera adeguata i danni, di carattere economico, sociale e sanitario, causati, in particolare presso la parte più giovane della popolazione, dall’abuso di alcol. Le ferree regole riguardanti la guida di automezzi, il livello e la quantità di controlli effettuati, la severità delle sanzioni comminate, inducono i consumatori di bevande alcoliche ad una continua e vigile attenzione. La legislazione che più da vicino riguarda gli affezionati frequentatori del nostro spazio web, si arricchisce di nuovi decreti intesi a eliminare anche i dubbi residui intorno alle modalità di somministrazione e vendita di tali prodotti. Già l’introduzione di alcune regole ha contribuito ad accrescere le opportunità di prevenzione di molti incidenti, pensiamo all’abbassamento del tasso alcolemico tollerato, all’obbligo di esporre le tabelle con i limiti di alcol consentiti, alla necessità da parte di locali di ristorazione e di intrattenimento di munirsi di apparecchiature capaci di misurare, su richiesta del cliente, il livello di presenza alcolica presente nel proprio organismo.  Da qualche giorno alcuni aspetti più controversi della legislazione in atto sono stati chiariti, quali, ad esempio, l’esenzione dall’onere di esporre le tabelle nei locali dove non sono presenti strutture di intrattenimento, l’estensione dei limiti di orario per la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche (ricordiamo che è possibile vendere prodotti graduati fino alle 2,00 del mattino) anche per alcune categorie fino ad oggi esenti da tale obbligo, quali gli ambulanti, chioschi all’aperto e circoli privati, l’insieme dei provvedimenti particolari inerenti il codice della strada riguardanti neopatentati e conducenti professionisti. Sui recenti interventi  si è espresso anche Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe e vicepresidente Confcommercio, che ha chiarito la posizione dell’associazione nei confronti dei più recenti interventi: “La riforma del codice della strada deliberata a Montecitorio estende divieti e multe, sia pure con diverse modalità, ad un’ampia sfera di chi commercia l’alcol. Il testo attuale, dunque, contiene più luci che ombre”. Il parere assume un rilievo considerevole dal momento che esprime il punto di vista di una delle categorie maggiormente coinvolte dalla normativa, categoria che subisce in maniera notevole i rigori di una crisi economica che tarda a diminuire d’intensità. Del resto i più recenti dati Istat, nonostante non registrino un incremento dei consumi, che, invece, appaiono stabili, evidenziano un cambiamento delle occasioni di uso, poiché mentre si affievolisce il bere, in decisa prevalenza vino, con cadenza giornaliera durante i pasti, si dilata in modo preoccupante il sorbire bevande a media e alta gradazione lontano dalla tavola e con frequenza prevalentemente occasionale, con evidente aumento della pericolosità, tanto per gli effetti sulla salute che sulle capacità di mantenersi lucidi, degli individui che ne fanno un utilizzo irrazionale. “L’alcol e il modo in cui questo viene consumato – prosegue Stoppani – è da considerarsi un fenomeno sociale e una federazione di categoria anche nel difendere gli interessi dei propri associati, deve sempre tenere presente il livello di responsabilità sociale, soprattutto quando le devianze riguardano la sfera giovanile”. Un dato, fra i tanti prodotti dall’Istituto Centrale di Statistica, appare degno di riflessione: il maggiore incremento dei consumi alcolici fuori pasto si rileva presso il pubblico femminile (+ 23,6% contro il 6,2% del pubblico maschile). Ci auguriamo che la tanto attesa conquista delle pari opportunità da parte delle donne passi anche attraverso modelli di vita diversi da quello costituito dalla libertà di sbronzarsi.

                           

        

                                                              Stelvio Catena