Mensa si, ma con lo chef

CURIOSITA’

In quello che viene considerato uno dei luoghi della terra a maggior concentrazione d’ingegno, la californiana Silicon Valley, a due passi da San Francisco, sede delle principali aziende di computer statunitensi, proprio queste ultime hanno pensato di affidare le rispettive mense aziendali a rinomati chef. Questa operazione è stata realizzata nell’ottica di offrire ai “lavoratori della mente” le migliori condizioni ambientali per produrre quelle invenzioni prodigiose capaci di fornire al sempre più vasto pubblico internauta nuove ed esclusive eccellenze.   

 

                                                                            Stelvio Catena

 

Forse, quando nel 1939 vi installò i propri stabilimenti la Hewlett – Packard, nessuno avrebbe scommesso che la zona meridionale della baia di San Francisco, si sarebbe trasformata in un agglomerato industriale di oltre 4 milioni di abitanti, per la gran parte impegnati nella fabbricazione di software, semiconduttori e computer, in grado di estendersi per circa 400 chilometri quadrati. Fu Don C. Hoefler, giornalista specializzato, a chiamarla “Silicon Valley” in una serie di articoli su Electronic News nel gennaio del 1971, dal momento che la materia prima maggiormente trattata dalle sue numerose industrie era proprio il silicio, materiale fondamentale per le realizzazioni di alta tecnologia. Presto ci si rese conto che la particolare tipologia di lavoro, che si basava in massima parte sullo sviluppo delle capacità creative degli occupati, forniva risultati modesti se irreggimentata in rigidi schemi comportamentali. In definitiva le consuete regole che sovraintendono i normali rapporti lavorativi (orari rigorosi, presenza continua sul posto di lavoro, pause limitate e di breve durata, costante reperibilità, abbigliamento adeguato) diventavano severi lacci alla principale dote che si richiedeva ai, per lo più, giovani dipendenti: la creatività. Per cui si cominciò a cambiare i regolamenti, anzi ad abolirli, gli impiegati furono lasciati liberi di ordinare la propria giornata lavorativa come meglio credevano, quello che contava era il risultato finale. Settimanalmente si organizzavano dei meeting, dove si prendeva visione del procedere dell’impegno dei singoli o dei gruppi di lavoro e si tiravano le conclusioni. Gli esiti sono sotto gli occhi di tutti, e si chiamano: “Apple”, “Microsoft”, “Google”. L’ultimo arrivato nell’area dei servizi da proporre al popolo “crea – web”, è il pranzo in mensa preparato da uno chef di riconosciuto talento. Quello che fino a poco tempo orsono era appannaggio di grandi società di catering, che, come tutte le società presenti su di un mercato, cercano di ottimizzare i ricavi riducendo al minimo le spese, spesso a scapito della qualità del prodotto finale, è ora gestito da un personaggio ben noto della gastronomia californiana: Thea Baumann. In assenza di un locale in cui esercitare il proprio talento, Thea, che ha frequentato le migliori scuole di ristorazione americane, offre un servizio a domicilio, tanto per privati che per istituzioni o aziende, di altissima qualità, predisponendo menu personalizzati secondo le esigenze dei clienti. Certo una qualche sorpresa l’ha avuta anche lei nel momento in cui si è vista convocare dalla Thumbtack, impresa che gestisce il sito thumbtack.com, specializzata nell’offrire online le migliori soluzioni ai problemi giornalieri, in massima parte domestici, delle famiglie americane, quali il bisogno di un idraulico, piuttosto che un insegnante di fisica per le ripetizioni. L’invito riguardava la possibilità di prendere in gestione la “mensa” aziendale, facendola diventare un rinomato ristorante pomeridiano, nel quale trovare piatti particolarmente gustosi e creativi. “Tutto è nato – racconta Sander Daniels uno dei fondatori del sito e dirigente si spicco della società – da una necessità: la nostra sede è lontana da ristoranti e negozi di alimenti. I dipendenti durante la pausa pranzo erano costretti a fare lunghi spostamenti e a perdere molto tempo”. Perché allora non raccoglierli in un locale interno all’azienda, debitamente attrezzato, e aiutarli in quella che è la principale necessità fisiologica dell’organismo umano: la nutrizione? In questo modo gli impiegati della Thumbtack si ritrovano intorno a un tavolo a colazione, pranzo e, se vogliono, cena conversando amichevolmente e concedendosi sani momenti di relax, in compagnia di raffinati manicaretti, senza doversi mettere in auto, arrivare trafelati in qualche locale, ingozzarsi in fretta con la spada di Damocle del tempo riservato alla pausa pranzo, rimettersi in auto e tornare sul posto di lavoro. La Baumann contribuisce alla recuperata serenità di tanti lavoratori, proponendo, di volta in volta, pietanze della cucina italiana, messicana, thailandese e della tradizione californiana, preparati con ingredienti freschi e accuratamente selezionati: dagli spaghetti ai gamberi alla piastra fino alle spume di frutta. Il mercoledì si possono portare anche amici e parenti. Il successo ottenuto presso i dipendenti ha ripagato ampiamente il costo supplementare dell’iniziativa, che, invece, si è rivelata anche un fattore competitivo vincente, dal momento che due ingegneri informatici sono passati da “Google” al sito di servizi, attratti, per loro stessa ammissione, dal fatto che in Thumbtack “si mangia bene”. Altre imprese stanno seguendo la stessa filosofia, tra queste: il sito di social bookmarking “StumbleUpon”, che ha ingaggiato un altro noto chef della zona, Rebecca Jean, e “3andMe”, un sito che offre test del DNA online, affidatosi a un altro cuoco professionista. Basta ai cibi confezionati dei distributori automatici, da adesso si mangia “alla grande”.