Napoli è pizza da record

Nei giorni precedenti TuttoPizza il Salone della Pizza, riservato agli operatori del settore, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, la città partenopea, anche per sostenere la candidatura della pizza a patrimonio dell’Unesco, ha ospitato un altro evento di rilievo per il comparto della pizza.

Pizza recordSu iniziativa di Pizza Village, con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, della Regione Campania, del Comune di Napoli e della Fondazione Univerde, insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e la collaborazione della Coldiretti, è stata realizzata la pizza più lunga del mondo, una Margherita, e non poteva essere altrimenti, che misura 1853,88 metri di lunghezza per 50 cm di larghezza. La misura esatta è stata certificata dal giudice del Comitato del Guinness World Records, Lucia Sinigagliesi. Una pizza da record di quasi due km, che, simbolicamente parte da Piazza della Repubblica e arriva fino a Castel Dell’Ovo. La pizza record, è stata realizzata completamente sul lungomare di Napoli, sia per quanto riguarda l’impasto, sia per quanto riguarda la cottura, ed è stato necessario il lavoro di 250 pizzaioli arrivati da tutto il mondo, che hanno lavorato all’impasto per 6 ore e 11 minuti, seguendo rigorosamente il disciplinare STG e utilizzando, come richiesto dal regolamento , solo ingredienti campani DOC: 2000 kg di farina, 1600 kg di pomodoro, 2000 kg di fiordilatte, 200 litri di olio e 30 kg di basilico. Per la cottura sono stati utilizzati 5 forni, ognuno dei quali allestito con i colori e i imboli di uno dei 5 continenti che si muovevano, quasi ritmicamente, di 100 metri ogni mezz’ora. I pizzaioli che hanno cominciato a muoversi nella prima mattinata, hanno lavorato, sincronizzandosi tra di loro e assecondando la velocità dei forni, anche per questo motivo l’eventoSergioMiccù è stato definito: ” L’unione fa la pizza”.
Con l’iniziativa, Napoli ha battuto il record realizzato lo scorso anno a Milano durante l’EXPO di 1595,45 metri salendo sul gradino più alto del podio mondiale, impossessandosi di un primato che non può che essere partenopeo. A dirigere le operazioni Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani che ha ben chiara l’importanza di offrire grossa attenzione e di tenere sempre elevati gli standard qualitativi della pizza napoletana, anche dal punto di vista istituzionale, motivo per il quale durante il percorso c’erano i banchetti per raccogliere le firme per la moral suasion per l’Unesco, cioè convincere tutti i Paesi seduti al tavolo dell’Unesco che l’arte dei pizzaioli napoletani è un’arte nobile meritevole di essere difesa da contraffazioni e volgari imitazioni.

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