Nulle le cartelle Equitalia

ATTUALITA’

Una sentenza risalente al 2011 del TAR del Lazio renderebbe nulli tutti gli atti emessi dalla Agenzia delle Entrate e le cartelle esattoriali di Equitalia emesse per il mancato o ritardato pagamento degli stessi.

 

Il polverone era stato sollevato ad inizio anno da Maria Rosaria Randaccio ex Intendente di Finanza a Cagliari, poi direttrice della Commissione Tributaria, in ultimo in forza al Tesoro e all’assessorato regionale al Turismo, la quale rifacendosi ad una sentenza del TAR del Lazio di qualche anno fa sbandierava su pubblica piazza la nullità delle cartelle esattoriali di Equitalia. La sentenza “invocata” è quella del TAR del Lazio n° 6884 del 01-08-2011, la quale sanzionava l’operato di un organo della Pubblica Amministrazione che si era macchiato dell’abuso di violazione di legge. L’organo in questione è il Comitato di Gestione dell’Agenzia delle Entrate, non stiamo qui a dilungarci sul merito dell’operato del Comitato, ma ci limitiamo a “pesarne” la sostanza.  In pratica il TAR del Lazio ha bocciato la prassi dell’Agenzia delle Entrate di coprire posti dirigenziali, assegnando incarichi ad interim a funzionari senza qualifica dirigenziale. La sentenza determina la totale nullità di questi incarichi, sottolineando che alla vicenda sono interessati oltre 700 funzionari,  in base ai dati forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate. Infatti, su un organico di 1.200 dirigenti del Ministero, solo 500 posti sembrerebbero essere coperti da dirigenti assunti tramite regolare concorso, mentre gli altri 700 incarichi sono stati conferiti indebitamente attraverso un sistema di nomine.

In pratica con la suddetta sentenza il TAR del Lazio ha stabilito che all’interno dell’Agenzia delle Entrate una grossa parte degli impiegati che firmano gli accertamenti non hanno la qualifica da dirigente, e siccome uno dei requisiti di validità degli atti amministrativi è la firma del responsabile del procedimento la conseguenza immediata è che lo stesso atto è completamente nullo, e sono di conseguenza nulli tutti gli altri atti che da questo derivano, primi fra tutti le cartelle esattoriali di Equitalia.

Si può quindi ricorrere contro questo vizio di nullità ed evitare di pagare le cartelle Equitalia. Va detto però che in caso di ricorso si deve andare con i piedi di piombo, in quanto per proporre ricorso bisognerebbe essere sicuri che l’atto notificato sia stato firmato da uno dei falsi dirigenti ed ovviamente l’elenco non è mai stato comunicato ufficialmente. Si potrebbe ricorrere ad una procedura di accesso agli atti per prendere visione dei documenti relativi  alla carriera del dirigente che ha firmato l’atto, ma le richieste, di certo, non verrebbero evase con la rapidità dei termini, invece più brevi, entro cui bisogna ricorrere contro la cartella esattoriale. Si potrebbe proporre opposizione alla cartella, sollevando l’eccezione in commento e scaricando poi, sull’amministrazione, l’onere di dimostrare la regolarità dell’iter della carriera del dirigente… ma anche in questo caso conviene procedere con molta cautela.