Quale turismo per il 2010?

ECONOMIA

Ci rechiamo al capezzale del grande malato dell’economia italiana, il turismo, per capire le principali tendenze dell’anno a venire e le minacce che possono sbarrare il passo a una rinascita che sembra sempre a portata di mano, in virtù dei tesori artistici e naturali presenti nel territorio della penisola e delle capacità organizzative della gran parte dei nostri operatori, ma che tarda ad arrivare. Come spesso accade il futuro riserva luci e ombre a cominciare dalla crescita degli arrivi internazionali, dove l’Europa si colloca all’ultimo posto nella graduatoria mondiale.

                                                                                                                                

Le previsioni del UNWTO’s World Tourism Barometer, la rivista trimestrale che registra con puntualità gli andamenti del mercato globale del turismo (United Nations World Tourism Organisation), per l’anno a venire sono, almeno per il momento, caratterizzati dall’ottimismo. Il traffico internazionale è stimato in crescita del +4,0%, rispetto al risultato negativo del 2009 (- 4,0%), con differenze, anche marcate, all’interno delle diverse aree geografiche. Quella con maggiori difficoltà è proprio l’Europa la cui crescita annunciata si ferma ad un massimo del +3,0%, contro il +7,0% dell’Asia, il +4,0% delle Americhe, il +7,0% dell’Africa e il +9,0% del Medio Oriente. Un passo in avanti nei confronti dall’anno appena trascorso che aveva visto il segno negativo per quasi tutti (-2,0% Asia, -5,0% Americhe, -6,0% Medio Oriente e Europa), esclusa l’Africa che aveva incrementato di un 5,0%. Alle difficoltà economiche del vecchio continente va aggiunta, secondo gli analisti della testata, l’assenza di manifestazioni di grande appeal , invece presenti nelle altre aree, quali: le Olimpiadi invernali di Vancouver (Americhe), i Campionati del Mondo di Calcio del Sud Africa (Africa), l’Expo di Shangai (Asia). Spostando lo sguardo sul piano nazionale esistono alcuni segnali positivi e altri meno incoraggianti. Fra i primi lo sviluppo previsto degli spostamenti a breve e medio raggio dove l’Italia risulta avvantaggiata dal momento che può contare su di un vivace mercato internazionale di prossimità (Germania, Francia, Spagna), ma in massima parte sui movimenti interni che rappresentano  oltre il 60,0% della cifra affari totale. Un’altra indicazione confortante giunge dai tour operator mondiali che sottolineano un incremento significativo dell’interesse verso il nostro paese, che sembra tornato a frequentare i piani nobili del turismo internazionale. Meno favorevole l’andamento delle prenotazioni per il periodo invernale che ha visto, almeno fino ad oggi, un -13,6% del numero delle camere prenotate, a causa, sembra, delle minori nevicate, tanto per intensità che per numero, rispetto al 2009 e della competizione assai  agguerrita delle principali capitali europee. Dati importanti giungono dagli esperti di viaggi on line. Il trend di crescita che ha caratterizzato negli ultimi tempi questo tipo di prenotazioni non sembra fermarsi e per il 2010 l’incidenza del comparto sul totale mercato, che solo nel 2008 raggiungeva il 28,0%, toccherà la cifra record del 34,0%. Destano, comunque, perplessità i recenti dati consuntivi per il 2009 diffusi da Federalberghi, la più importante associazione di categoria italiana, che per bocca del suo presidente ha certificato una flessione complessiva del comparto pari a un -3,8% che, in soldoni, significa quasi 10 milioni di pernottamenti in meno e 3,5 milioni di mancati arrivi. Questo ha determinato una contrazione della forza lavoro impiegata, nell’ordine delle 12.000 unità nel settore alberghiero, di 50.000 addetti a livello settoriale e di altri 15.000 lavoratori dell’indotto. “Il turismo italiano nel 2009 ha perso complessivamente 1,7 miliardi di euro – denuncia Barnabò Bocca, presidente in carica di Federalberghi – Confturismo  alla lettura dei dati conclusivi delle analisi campionarie svolte mensilmente -, ha momentaneamente estromesso dal mercato del lavoro 75 mila persone e si accinge ad affrontare un 2010 nell’incertezza più totale”. Il pessimismo degli operatori cozza con la visione positiva dell’anno a venire tracciata dall’attuale Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che ha recentemente parlato di “una grande tenuta del settore” e osservato come “il mercato dei grandi viaggi organizzati verso il nostro Paese segna una forte ripresa”. L’occasione di tali dichiarazioni era il lancio di una nuova campagna pubblicitaria dal titolo “il sorriso dell’accoglienza” che intende diffondere “l’unicità  dell’ospitalità italiana” continua il Ministro, e sarà rivolta agli addetti ai lavori attraverso il motto “accogliamo gli ospiti con un sorriso”, messaggio che verrà veicolato tramite spot su radio e tv, inserzioni, manifesti, un sito internet dedicato e, forse, una serie di performance itineranti in cui saranno coinvolti comici e cabarettisti. Un nuovo slogan e ulteriori iniziative ad effetto, sulla concretezza delle quali esprimiamo più di un ragionevole dubbio, e che stridono con le richieste di imprenditori e sindacati del comparto, i quali chiedono, invece, sgravi fiscali, revisione delle aliquote IVA, efficaci politiche di rilancio occupazionale. Un modo di vedere le cose abbastanza diverso, sarà il tempo a dire chi avesse ragione.  

 

 

Stelvio Catena