Ricariche telefoniche e non solo (1)

SERVIZI AL BAR

Spaziohoreca: Da un pò di anni, ormai, si parla di servizi a valore aggiunto nei pubblici esercizi. In questo osservatorio andremo ad approfondire questo tema per consentire a tutti gli operatori di avere le idee chiare su quali servizi offrire, a chi affidarsi, come presentarli alla propria clientela e soprattutto su come mantenere elevato il proprio livello di aggiornamento professionale.  

Cosa si intende per Servizi a Valore Aggiunto nel Bar?

Quando si parla di servizi a valore aggiunto nei bar ci si riferisce a tutti quei servizi (ad es. le ricariche telefoniche, il pagamento delle utenze, la vendita delle schede telefoniche internazionali ecc.) che consentono al titolare del Bar di aggiungere un’ulteriore voce di ricavo andando a soddisfare le esigenze più disparate dei propri clienti. Ovviamente questi servizi sono lontani dal cosidetto “core business”, l’attività principalmente svolta dal Bar.

Perchè “Valore Aggiunto”?

Perchè, dal momento in cui si attivano i servizi, nel giro di qualche mese il fatturato cresce notevolmente toccando, spesso, punte del 40/50% rispetto al passato. La cosa importante da segnalare è la crescita del fatturato anche per i prodotti tradizionali. I servizi, infatti, consentono di aumentare il traffico nel proprio locale soprattutto quando non si ha la licenza per la rivendita dei Tabacchi. Il più delle volte, infatti, il cliente entra nel locale per fare una ricarica o pagare una bolletta e se ne esce con uno scontrino di un caffè o di un pacchetto di chewin-gum. Per questo motivo parliamo di “valore aggiunto”!

Un pò di storia 

Era il lontano 2001 quando sono iniziati a comparire, nei Bar, i primi terminali POS per la vendita dei servizi. Precursore di questa nuova soluzione (prima si vendevano le scratch card – ndr le cartine da grattare) è stata una società privata e indipendente rispetto ai gestori di telefonia mobile, chiamata Totobit Informatica. Totobit offriva una soluzione molto semplice da utilizzare: un terminale POS, di quelli utilizzati per accettare pagamanti tramite bancomat e carte di credito, opportunamente modificato a livello di software, una carta servizi che identificava il titolare del Bar, una connessione telefonica e un rotolino di carta per la stampa delle ricevute. Bastava, ogni mattina, attivare il POS grazie alla carta servizi e iniziare a lavorare. Per vendere un servizio occorrevano una trentina di secondi. Forse tanti rispetto alla vecchia modalità di vendita (ndr prendo la scratch dal cassetto e la porgo al cliente!) ma i vantaggi erano veramente moltissimi, primo fra tutti il non dover più gestire gli ordine con il distributore di “grattini” e, poi, la possibilità di pagare l’importo delle ricariche solo dopo aver effettuato la vendita. Altrettanto numerosi erano i vantaggi per i clienti dei gestori di telefonia, a mio dire soprattutto alcune fasce “disagiate”, perchè ricaricare il cellulare diventava più semplice. Era il titolare del Bar, infatti, a inserire sul terminale il tipo di gestore (Tim, Vodafone o Wind), l’importo della ricarica e il numero di telefono. Il cliente riceveva un alert di avvenuta ricarica direttamente sul proprio numero di cellulare. Sono passati 6 anni da allora. All’epoca solo mille persone al giorno acquistavano in questo modo, oggi parliamo  di più di 2 milioni di consumatori.

(continua)