Sicurezza stradale, nei locali obbligatoria la tabella per calcolo tasso alcolemico

DAL MONDO HORECA

Il conto alla rovescia è terminato. Da ier, 23 settembre, è diventato obbligatorio per i bar e i pub – e comunque per tutti i locali che vendono o somministrano bevande alcoliche – esporre le tabelle informative per il calcolo del tasso alcolemico. Si tratta di una misura, prevista dal decreto emanato lo scorso 30 luglio dal ministero del Welfare, finalizzata ad informare i frequentatori dei locali sugli effetti del consumo delle diverse quantità e tipologie di bevande alcoliche, per prevenire in particolare gli incidenti stradali. I gestori dovranno mettere in modo ben visibile le indicazioni per permetterne la perfetta leggibilità, esponendo le tabelle all’entrata, all’interno e all’uscita dei locali: l’inosservanza di tali disposizioni comporta la chiusura del locale da sette a trenta giorni. Sulle tabelle devono essere riportate sia le stime per il calcolo del tasso alcolemico nel sangue in base al peso, al sesso e al cibo e all’alcol ingeriti, sia la descrizione degli effetti dell’alcol a seconda del tasso alcolemico ingerito ricordando che il limite legale del tasso alcolemico per la guida è 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Tra gli esempi riportati quello di una birra normale che, bevuta da una donna di 45 chili a stomaco vuoto, può far superare già il limite legale stabilito per la guida; mentre un uomo di 70 chili può superare tale limite bevendo una birra doppio malto senza avere mangiato nulla. Cambiamenti di umore, nausea, sonnolenza, stati di eccitazione emotiva si manifestano da 0,5 a 0,8 grammi di alcol per litro di sangue, fino a difficoltà di respiro, sensazione di soffocamento, sensazione di morire oltre i 4 grammi di alcol per litro di sangue. Le nuove tabelle, ha spiegato Emanuele Scafato, responsabile del centro dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la promozione della salute e la ricerca sull’alcol, e dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, “non sono, né potrebbero esserlo in alcuna altra parte del mondo, uno strumento di precisione: sono infatti molte le variabili che contribuiscono a determinare la concentrazione di alcol nel sangue”. Queste tabelle approvate dal Ministero della Salute, per quanto analitiche, sono dunque solo orientative trattando di livelli teorici di alcolemia: è infatti impossibile stabilire a priori le reazioni individuali all’alcol, che dipendono da molti fattori per la quasi totalità personalissimi, dallo stato di salute alla compresenza nel fisico di altre sostanze farmaci o droghe in primis. Il Ministero assicura che la misura non ha un obiettivo repressivo, bensì educativo, anche se il provvedimento nei giorni scorsi è stato duramente contestato dai gestori dei locali e degli esercizi commerciali. Fatto sta che la loro obbligatoria esposizione non deve ridursi ad un semplice adempimento formale – come si precisa in un allegato al decreto ministeriale – ma deve spingere i titolari e gestori dei locali non solo a garantirne la piena visibilità e leggibilità ma anche a formare barman e camerieri, sensibilizzandoli ad una ‘somministrazione responsabile’ dell’alcol ai clienti, per aiutare alla comprensione delle tabelle e ancor prima per far capire ai clienti l’utilità di adottare i comportamenti suggeriti. Qualche polemica in questi giorni non è però mancata. I gestori dei locali da ballo hanno sottolineato che non sono mai stati contrari alle forme di contrasto all’abuso di alcol: da anni infatti promuovono e collaborano attivamente alle iniziative di prevenzione e di educazione sui danni e conseguenze degli alcolici. “La categoria in particolare – come ha precisato Renato Giacchetto, presidente Silb, Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento Danzanti e di Spettacolo – non è contraria a questo provvedimento, ma contesta il contenuto generico e privo di informazioni delle tabelle stesse sottolineando che nelle discoteche il personale è già istruito, formato e preparato a gestire tutte le situazioni per garantire ai giovani un divertimento sicuro”. Puntuale l’intervento di “BastaUnAttimo”, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, che ribadisce come l’introduzione delle tabelle informative sui limiti alcolici nei locali in Italia sia un provvedimento positivo di prevenzione quanto mai necessario, anche vedendo l’escalation di incidenti provocati da persone sotto l’effetto di alcol. In particolare dalle statistiche emerge che l’alcol è la causa di oltre il 35 per cento degli incidenti stradali che si verificano in Italia e purtroppo i dati indicano anche che tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni, l’abitudine a bere fuori dai pasti è raddoppiata negli ultimi anni. Solo nell’ultimo fine settimana sono 21 le vittime dei 20 incidenti stradali mortali, dieci in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (29 scontri mortali),  e 13 in meno rispetto al 2006 (34 morti in 27 incidenti mortali). Dai dati di polizia e carabinieri emerge che sono in calo anche il numero complessivo di incidenti – 997 quest’anno, 1.139 nel 2007, 1.121 nel 2006 – e il numero dei feriti: 741. Quanto ai controlli, polizia e carabinieri hanno schierato complessivamente 37.686 pattuglie, che hanno contestato 20.897 violazioni al codice della strada con 32.063 punti decurtati, 965 patenti di guida e 967 carte di circolazione ritirate.

 

                                                                              Nello Lauro