Sabato 27 novembre, dopo un anno di sosta dovuta all’emergenza Covid, torna all’hotel The Westin Excelsior di Via Vittorio Veneto a Roma, la presentazione di Sparkle 2022, ventesima edizione della guida ai migliori spumanti secchi italiani, edita dalla storica rivista di gastronomia Cucina&Vini. Saranno 95 le etichette premiate con le famose “5 sfere” tra le circa 900 presenti in guida, prodotte dalle migliori aziende vitivinicole del Bel Paese.
A farla da padrone, la Lombardia con 37 riconoscimenti ricevuti per lo più da vini appartenenti alla denominazione Franciacorta DOCG; a quota 20, il Trentino, con soli Trento DOC; segue, con 17 premi, il Veneto, a stragrande maggioranza Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG; poi Piemonte (7), Alto Adige (4), Puglia (3), Abruzzo (2) e, con una cantina a testa, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Marche, Lazio e Sicilia.
Del resto la produzione di bollicine nel nostro Paese ha fatto registrare un’impennata netta negli ultimi anni. Dal primo agosto 2020 al 31 luglio 2021 la produzione di spumante ha fatto registrare un numero di bottiglie che sfiora il miliardo, superando 988 milioni di pezzi (dato fornito da Icqrf), mentre nella passata stagione non si arrivava a 840 milioni. Una crescita superiore al 17% è un fatto unico nel panorama mondiale, sintomo di un successo internazionale destinato a consolidarsi e ad allargarsi a tutti i territori produttivi.
In linea con questi numeri il commento di Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini e curatore della guida. “Frutto di sei mesi di degustazioni, Sparkle 2022 tratteggia un quadro della qualità del mondo delle bollicine italiane molto confortante. In venti anni di cronaca sono stati analizzati e raccontati tutti i fenomeni spumantistici del Paese attraverso l’assaggio delle loro espressioni in bottiglia, registrando una crescita molto importante, accompagnata da un allargamento, non prevedibile venti anni fa, della base delle aziende coinvolte nella produzione. Bere bollicine è stata una tendenza ed è anche diventata una moda, arrivando a svincolare lo spumante secco dal confinamento a prodotto da festeggiamento, portandolo definitivamente nel suo alveo naturale, dall’aperitivo alla tavola. Fenomeno questo che negli ultimi cinque anni ha avuto un’accelerazione forte”.

