Stop al caro vita, si comincia dai bar

DAL MONDO HORECA

‘Un prezzo da amico’ per dire stop al caro vita. È lo slogan, semplice quanto essenziale, adottato dalla Fipe-Confcommercio per spiegare l’iniziativa che prenderà il via da sabato 1 novembre in tutti i bar, pasticcerie e gelaterie che aderiscono alla Federazione Italiana Pubblici Esercizi nei quali resterà bloccato l’intero listino prezzi a tempo indeterminato. Obiettivo: rilanciare i consumi che risentono della difficile congiuntura economica. Il congelamento dei listini – appoggiato anche da Italgrob, la Federazione Italiana Grossisti Distributori Bevande – approvato da circa il 62 per cento delle associazioni territoriali aderenti alla Fipe, ha anche l’intento di cercare di arginare il calo di affluenza nei bar, sempre più grave con il peggiorare della crisi economica. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla stessa Fipe, infatti, il 41,5% degli italiani ha ridotto la frequentazione in questi locali pubblici facendo ipotizzare nell’arco dell’intero 2008 una tendenza alla diminuzione del 35%: una scelta dettata, per il 24,5%, da minori disponibilità di soldi e per il 22% dalla necessità di risparmiare. “La crisi economica – spiega il presidente Fipe Enrico Stoppani – si fa sentire anche e soprattutto nei bar. Nonostante molte delle consumazioni possano costare meno di un quotidiano, il calo dei consumi è evidente anche ai baristi”. Si stima che un terzo dei consumatori italiani si ingegna per trovare quanto necessario per il caffé di ogni giorno e per andare al bar solo 2-3 volte a settimana. Per invogliare i consumatori ad un ritorno regolare nei bar, gli esercenti che aderiscono all’iniziativa prevedono di adottare anche altre iniziative promozionali, come può essere ad esempio l’happy monday per la colazione che inaugura la settimana, o la riduzione di 20 centesimi sul prezzo delle bevande gassate, o il menù fisso di mezzogiorno o, ancora, il ritorno del cono gelato ad un euro. Per quanto riguarda tali misure alternative, chiaramente, la federazione non può imporre nulla, ma solo esercitare una sorta di ‘moral persuasion’ sui suoi tesserati. Il centro studi della Fipe si occuperà di monitorare la campagna per tutto il periodo; sarà avviato infatti un osservatorio per studiare le reazioni della clientela, della filiera e degli stessi baristi. Per i responsabili della Fipe, questa iniziativa non basta da sola a risollevare le sorti dell’economia ma serve a far capire che la categoria si è posta il problema di fare qualcosa per offrire un po’ di serenità al consumatore sempre più preoccupato dall’economia del momento. Il blocco dei prezzi nei bar è stato commentato positivamente anche da Mr Prezzi Antonio Lirosi, secondo cui è un’iniziativa apprezzabile perché offre un contributo al contenimento dell’inflazione, oltre che essere un messaggio positivo per la fiducia dei consumatori fornendo così un’immediata risposta alle conclusioni del tavolo di confronto che si è tenuto nei primi giorni di ottobre. Favorevole anche il Movimento difesa del cittadino, il cui presidente Antonio Longo parla dell’iniziativa della Fipe come di “un’azione concreta contro il carovita, che dimostra la volontà degli esercenti di fare la loro parte per stimolare i consumi e venire incontro alle difficoltà dei consumatori. Siamo sicuri che la campagna avrà successo tra i consumatori e ci auguriamo che sia presa da esempio anche da altre categorie”. Il Movimento è convinto inoltre che commercianti e consumatori devono necessariamente diventare alleati per superare la crisi dei consumi e il carovita che sta mettendo in ginocchio il Paese. Una voce fuori dal coro è invece quella del Codacons che ha deciso di presentare un esposto all’Authority, contestando il blocco dei prezzi; dal momento che “nel mese di settembre – sostiene il Codacons – ci sono stati incrementi di prezzo, parlare di blocco dei listini a novembre non sembra avere molto senso”. Saranno, in ogni caso, i prossimi mesi a testimoniare se ‘Un prezzo da amico’ avrà avuto gli effetti sperati, dal momento che il provvedimento è a tempo indeterminato: in alcune zone si parla di un periodo di quattro mesi, in altre – come Pesaro ed Urbino – la misura andrà avanti fino al mese di giugno 2009.

 

                                                                                     Nello Lauro