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ATTUALITA’

L’ultima provocazione della potentissima lobby delle armi americana consiste nella decisione di far frequentare dai propri adepti i locali appartenenti a catene di fast food o caffetterie sparse  in alcuni territori degli Stati Uniti. La visita viene effettuata con ben visibili fondina e pistola. Un tuffo nel passato per ricreare il clima della vecchia “frontiera”, con le caffetterie che si trasformano in tanti saloon e gli avventori in pistoleri, si spera, non dal grilletto facile. Un esempio decisamente poco edificante per i giovani che frequentano tali locali  alla ricerca di tranquillità e svago.

Negli anni in cui era necessario conquistare i vasti territori del Far West (letteralmente: Lontano Ovest), facevano un po’ parte del paesaggio. Parliamo degli avventurieri che si accingevano a colonizzare territori ostili e spesso infestati da pericolosi animali, scontrandosi con le popolazioni indigene, non sempre contente di ospitare i nuovi arrivati, anche perché alla pacifica convivenza, questi ultimi, preferivano la sopraffazione pura e semplice. In tali condizioni le armi costituivano una garanzia per la sopravvivenza e per la sottomissione degli abitanti meno socievoli di quei territori, siano stati essi bestie o esseri umani. La legge era gestita dai conquistatori e troppe volte si dimostrava di parte, tollerando sopraffazioni e soprusi ai danni dei più deboli. Quei tempi sono, grazie a Dio, passati, le terre, sottratte agli indiani confinati in anguste riserve, fanno oggi parte della nazione più evoluta e ricca del pianeta e la violenza come metodo per la risoluzione dei conflitti sociali si dice ormai appartenere ad epoche passate. Per questo, nonostante l’amore per le armi sia rimasto nel cuore di gran parte dei pronipoti dei cow boy, appare antistorico e poco comprensibile il perdurare di questa insana passione presso una fetta considerevole del popolo statunitense. Anche l’idea di far frequentare locali pubblici da parte di persone con le pistole bene in vista deve essere considerata l’ennesima stupidaggine dei fautori della legge fai da te. L’idea è venuta ad una organizzazione della destra estrema americana, la OpenCarry.org, che ha coordinato ben 140 incursioni nelle caffetterie della California, stato notoriamente in mano ai progressisti, con seguaci armati di tutto punto. “Non facciamo nulla di diverso da quelli che girano armati – afferma il fondatore del movimento Mike Stollenwerk –, solo che ci togliamo la giacca e mostriamo quel che c’è sotto”. La situazione ha creato imbarazzo tanto negli avventori dei locali presi di mira, che nel personale in evidente difficoltà nei confronti della nuova clientela. Diverse sono state le insegne oggetto delle attenzioni dei novelli pistoleri, naturalmente per la gran parte si tratta di catene di fast food oppure di somministrazione di bevande. L’aspetto che più inquieta, non è tanto rappresentato dall’arroganza di taluni personaggi, sappiamo bene come la violenza rimanga un punto di riferimento necessario a un certo tipo di persone, quanto le diverse reazioni delle singole catene di fronte alla provocazione. Mentre infatti Peet’s Coffee e California Pizza Kitchen hanno utilizzato una serie di integrazioni ai regolamenti vigenti per vietare simili manifestazioni, la più potente e importante, Starbucks, non ha preso una posizione decisa, trincerandosi dietro l’impossibilità di intervenire in situazioni legislative che riguardano l’ordine pubblico. “Questa discussione deve svolgersi nelle aule parlamentari, non spetta a noi”, hanno dichiarato i responsabili della catena. È vero che gli interessi di Starbucks riguardano l’intero territorio statunitense e le decisioni prese per la California potrebbero avere impatti ben diversi in altri stati dove la presenza dei conservatori è assai più vasta e importante, però appare singolare che una problematica così ricca di implicazioni ideali ed etica possa essere subordinata alla salvaguardia di aspetti meramente economici e di profitto. Non crediamo che la catena di caffetterie abbia sposato le argomentazioni degli associati a OpenCarry.org e che accanto ai caffè stia prendendo in considerazione la possibilità di vendere a questo tipo di clientela anche pallottole di diverso calibro, piuttosto emerge una trascuratezza e una insensibilità nei confronti degli aspetti morali di determinate decisioni. Una volta di più il potere del denaro si dimostra maggiore del buon senso. Sarebbe auspicabile che tutti coloro che non condividono simili forme di cinismo smettano di frequentare e contribuire con i propri soldi alla crescita di locali in cui non si prendono posizioni chiare intorno a temi così importanti per la vita quotidiana delle comunità. E sarebbe bene ricordare ai manager di Starbucks che questi ultimi sono molto più numerosi dei pistoleri.

 

                                                                                                Stelvio Catena