Il turismo moderno è cambiato, i nuovi desiderata, il nuovo mood del turismo internazionale negli ultimi anni sono fortemente incentrati sulle experience o , come lo chiamo io, il turismo del fare.

Il turismo moderno è cambiato, i nuovi desiderata, il nuovo mood del turismo internazionale negli ultimi anni sono fortemente incentrati sulle experience o , come lo chiamo io, il turismo del fare.

di Roberto Pagnotta

L’Italia è una delle destinazioni turistiche più ambite, non solo per la sua storia e cultura, ma per il suo patrimonio gastronomico, universalmente riconosciuto come il migliore al mondo. Il turismo esperienziale, sempre più centrale nelle scelte dei viaggiatori, trova nel food il suo pilastro fondamentale. Mangiare non è solo un bisogno, ma un rito, un’opportunità di connessione con le tradizioni, le persone e il territorio.

La Cucina Italiana: una calamita per il turismo

Chi visita l’Italia non cerca solo monumenti, ma sapori autentici, esperienze culinarie che raccontino la storia, il vissuto, la cultura di ogni regione. Dalla pasta fresca dell’Emilia-Romagna alla pizza napoletana, dai formaggi delle Alpi ai vini della Toscana, il cibo diventa il vero protagonista del viaggio.

I turisti non si accontentano più di assaporare i piatti, vogliono vivere esperienze immersive, conoscere i segreti, viverle.

Stanno letteralmente spopolando masterclass con chef rinomati, dove si impara a cucinare secondo la tradizione locale, degustazioni guidate di vini e prodotti tipici, raccontate direttamente dai produttori, tour gastronomici nei mercati storici, per scoprire gli ingredienti e le storie dietro ogni piatto, cene esperienziali, dove ogni portata è abbinata a una narrazione sulla sua origine e significato culturale.

L’Italia deve gran parte del suo successo nel turismo esperienziale a chef e imprenditori che hanno elevato la cucina a forma d’arte. Tra i nomi campani tra i tanti cito Giuseppe Iannotti, visionario della gastronomia, con un approccio innovativo che fonde tradizione e sperimentazione e Diego Vitagliano, maestro pizzaiolo, eletto nel 2023 numero 1 al mondo, che ha reinventato la pizza napoletana, portandola a nuovi livelli di eccellenza.

Questi professionisti, insieme a tanti altri, dimostrano che la ristorazione è molto più di un servizio: è una porta d’accesso alla cultura italiana, un elemento distintivo che attira viaggiatori da ogni parte del mondo.

L’Italia ha saputo trasformare il food in un’attrazione turistica di prim’ordine. Non si tratta solo di mangiare bene, ma di immergersi in un viaggio sensoriale che racconta la storia, la passione e l’identità di un paese unico. Per il turista moderno, un pasto in Italia è un’esperienza da ricordare, molto più di una semplice cena.

Ed il turismo italiano ha tratto davvero tanti benefici da questa spinta esperienziale attraverso il food.

Roberto Pagnotta CEO World Wide Reps Italia

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