Un gelato… salato!

ATTUALITA’

Siamo alle solite, si verifica ancora un episodio spiacevole che ci scredita nei confronti dei turisti stranieri, cosa ancor più grave se si tiene conto del momento economico che stiamo vivendo.

Ancora una volta veniamo “raccontati” sui media stranieri per quello che ormai potremmo definire un “classico” dell’estate, un turista straniero che si lamenta per il conto a dir poco salato in uno degli esercizi pubblici delle nostre città d’arte.  Attenzione a non far diventare la cosa usuale, perché c’è il rischio che i turisti comincino ad evitare la nostra storia e i nostri monumenti.

Ancora una volta è Roma il palcoscenico del misfatto!  Tre turisti americani, James e Marian Luciani e un loro amico si sono accomodati al tavolino di un bar con vista sulla Fontana di Trevi, hanno ordinato tre coppe di gelato ed una bottiglina d’acqua. Nell’attesa di ricevere quanto ordinato si saranno soffermati, estasiati, sullo spettacolo che avevano di fronte per poi commentarne lo splendore tra un cucchiaino di gelato e l’altro. Al momento del conto però è arrivata la sorpresa: 13 euro a gelato più 3 euro per una bottiglietta di acqua minerale, per un totale di 42 euro. Sconcertati i malcapitati si sono lamentati con il titolare sottolineando che la sera prima erano stati a cena e avevano speso solamente 59 euro, sottolineando anche che erano stati attentissimi ai borseggiatori e agli scippatori della Capitale e che non si aspettavano assolutamente di essere derubati in questo modo. Detto questo sono andati via! Ma quel gelato sarà stato sicuramente indigesto e i tre dopo aver passato tutta la notte con il gelato sullo stomaco al mattino seguente hanno deciso di rivolgersi alla polizia per denunciare l’accaduto. Gli agenti li hanno accompagnati nel locale per cercare di chiarire la vicenda, ma di fronte al proprietario che mostra loro il menù con  i prezzi , non possono fare altro che spiegare ai tre turisti che era tutto regolare e che l’errore l’hanno commesso loro a non guardare il menù prima di ordinare.

Inoltre a maggio scorso  un gruppo di turisti inglesi ottenne le scuse del sindaco Marino per aver pagato un gelato la bellezza di 16 euro e i media stranieri si sono scatenati. Telegraph.uk si prende la briga di ricordare anche i precedenti, The Local e altri media americani sottolineano come l’episodio sia un ulteriore  conferma delle possibili «fregature» a cui i turisti vanno incontro visitando in Italia. Tant’è che il magazine chiude l’articolo chiedendo ai suoi lettori di “denunciare” esperienze simili vissute in Italia, pubblicando anche una sorta di vademecum del come evitare le truffe nel Belpaese.

Cosa dire? Dispiace essere continuamente attaccati e additati come truffatori, quando esistono altre città europee ed extraeuropee che sono molto più care di Roma come Singapore, Parigi, Oslo, Zurigo, Sidney, Caracas, Ginevra, Melbourne, Tokyo e Copenhagen (la classifica è stilata dall’indagine annuale dell’Economist Intelligence Unit) e quando sarebbe bastato solo leggere il menù prima di ordinare, cosa che dovrebbe essere buona norma per evitare lo sgradevole accaduto, ma è pur vero che in Italia per i turisti la fregatura è troppo spesso in agguato.