Un nubifragio si è abbattuto sul settore turismo.

ECONOMIA

Maltempo e temporali sono stati i veri protagonisti di un’estate in cui l’ombrello è stato più utilizzato dell’ombrellone, con la conseguenza che la situazione del settore turistico italiano, già in bilico tra crisi e incertezze di mercato ha fatto registrare altri dati negativi.

Come se non bastasse di per se un periodo già difficile, a dare un altro scossone importante al sistema economico nazionale ci si è messo anche il maltempo, che mai come l’estate scorsa oltre ad arrecare seri danni ai fatturati delle imprese turistiche, ha messo in evidenza alcune gravi lacune del nostro sistema. La stagione turistica 2014 si è chiusa con un calo dei pernottamenti del -5,6% a luglio e del -3,8% ad agosto e un 48% delle imprese che dichiara una diminuzione degli affari rispetto all’anno scorso. Per fortuna questo andamento negativo non ha inciso più di tanto sull’occupazione nel trimestre estivo, facendo registrare un -0,1%  per gli addetti con contratto stabile, e un -0,4% per gli stagionali.  Il mal tempo ha avuto effetti devastanti nelle destinazioni soprattutto del Nord, con perdite nelle performance di vendita delle camere del -7,6% nel Nord Ovest e del -8%  nel Nord Est a luglio. In queste aree è andata lievemente meglio ad agosto, quando le riduzioni sono state leggermente più basse: -7,2% nel Nord Ovest e -5,4% nel Nord Est. Il prodotto balneare ad agosto che ha fatto registrare un – 0,6% ha sostanzialmente retto ma grazie quasi esclusivamente alle regioni del sud (+0,6% in media, con picchi del +10%), mentre in altre aree il cui turismo pure vive prevalentemente in estate il bilancio non è stato positivo e si è andato a sommare alle difficoltà registrate nel mese di luglio, in cui il prodotto balneare ha subito una riduzione del -5,3%.

Come evidenziato però anche da Unioncamere,  la sofferenza del nostro sistema turistico, è dovuta anche alle difficoltà che l’offerta turistica italiana ha nel posizionarsi sui mercati in maniera innovativa, offrendo prodotti di svago aggiuntivi che siano fruibili dai clienti a prescindere dal maltempo. Basti pensare che solo il 2% del fatturato delle imprese turistiche italiane deriva dalla vendita di servizi legati alle attività del tempo libero (sport, cultura, benessere). Ha sottolineare la cosa è proprio il Presidente di Unioncamere Dardanello: ”Nell’era di Internet e della globalizzazione occorre rendersi conto che l’offerta turistica tradizionale non basta  più. Data la straordinaria importanza di questo settore anche sotto il profilo occupazionale, è necessario mettere in campo ogni sforzo per aiutare le nostre imprese ad adottare strategie più innovative, che si avvantaggino delle collaborazioni di filiera e che contribuiscano in questo modo ad attenuare la stagionalità e a richiamare un turismo italiano ed estero sempre più attento ad una offerta di qualità”.

Il fatturato delle aziende ricettive italiane si è mantenuto quest’anno quasi esclusivamente sulla vendita delle camere (82%), poco sulla ristorazione e sui consumi al bar (16%) e in modo quasi irrilevante sui servizi aggiuntivi legati alle attività del tempo libero, come già detto.

Gli unici segnali positivi arrivano dal mese di settembre, grazie soprattutto ai mercati internazionali, al turismo di altissimo livello, strutture a 5 stelle in particolare, e al comparto alberghiero che nel complesso migliora le vendite rispetto all’anno scorso, facendo registrare un + 4,9%.

Non può piovere per sempre…