A Natale consumi in crescita

ATTUALITA’

Il nuovo anno comincia con un’accurata analisi relativa alle scelte degli italiani in termini di consumo. Televisione, radio, blog riportano i dati inerenti ai diversi settori di riferimento. Ma come si sono comportati gli italiani in questo clima di incertezza economica? Secondo quanto rilevato attraverso i dati divulgati dalla stessa Confcommercio, le famiglie italiane continuano ad essere prudenti  nelle spese, ma durante le festività non si è rilevato nessun calo dei consumi enogastronomici, soprattutto al nord dove i problemi legati al maltempo, in particolare alla neve, hanno costretto   centinaia di famiglie a rimanere in città.  Gli italiani  non hanno rinunciato alla tavola  riscoprendo la territorialità dei prodotti; in crescita i consumi di spumanti e vini nazionali, bene la ristorazione. La FIPE (federazione italiana pubblici esercizi ) ha rilevato che 5 milioni di italiani (circa il 2,5% in più rispetto al 2009) hanno pranzato a Natale nei 60 mila ristoranti aperti, per una spesa complessiva pari a 2,17  milioni di euro (il 4% in più rispetto allo scorso anno). La risposta positiva, secondo Confcommercio, è stata data anche grazie ad alcuni accorgimenti anticrisi utilizzati dalle imprese di ristorazione, basti pensare ai prezzi contenuti, alle formule ‘tutto incluso’ e alla grande attenzione per le famiglie con menu per bambini,  formule di intrattenimento e rilancio dei piatti della tradizione. Inaspettatamente il 2010 si chiude con l’immagine di un italiano capace di risparmiare in settori mai passati in secondo piano come l’abbigliamento e la pelletteria preferendo la spesa per pranzi e cene fuori casa. Con grande sorpresa ed entusiasmo da parte dell’associazione ristoratori italiani, la nuova immagine che si delinea è quella di un italiano che riscopre, dopo un anno di consumi incerti, il piacere di concedersi serate di festa all’insegna della buona cucina e della tradizione nostrana.

Accantonata, in parte, quella tipologia di menu legata a pietanze di “fascia alta” frutto più della moda che della vera tradizione natalizia. Non prese in considerazione dall’offerta della ristorazione pietanze come frutta esotica e caviale che cedono il passo ai grandi “classici” dei pranzi e dei cenoni delle festività (forte riscoperta del pesce azzurro e pesci d’acqua dolce quali coregoni, latterini e pesce gatto); il tutto accompagnato da una forte preferenza per il vino bianco rispetto al rosso. Grande ripresa per spumanti e vini “Made in Italy”.: Più di 85 milioni di bottiglie stappate  con il 95 per cento di produzione nazionale. Grande riscoperta anche del brindisi targato Italia con un aumento della vendita dello spumante preferito ai famosi marchi di champagne francese (aumento del 2,5 per cento rispetto al 2009 e con una spesa complessiva di circa 900 milioni). Altro dato importante rilevato è quello relativo all’importo dello scontrino medio che per ogni “consumatore adulto” si aggira intorno ai 40 euro, cifra che dimostra come la grande volontà dei ristoratori di venire incontro ai propri clienti, porta inevitabilmente effetti benefici per tutto il comparto.

 

                                                                      Geremia De Stefano

 

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