A tavola con i Gunners

SUCCESSE…AL RISTORANTE

Nel settembre del 1970 si affrontano, allo stadio Olimpico di Roma, Lazio e Arsenal. Finisce con un pareggio, e poi tutti a tavola insieme al ristorante “Augustea”. Però, a metà pasto le cose tra le tifoserie  si complicano….

 

Che tra calcio italiano e calcio inglese non corra buon sangue è cosa ormai notoria, che ogni volta che squadre inglesi e italiane s’incontrano se le suonano (sul campo) di santa ragione anche, basterebbe ricordare anche solo i match degli ultimi 7-8 anni, ma la storia che andremo a ricordare riguarda un dopopartita tra la Lazio e l’Arsenal, molto particolare.
Non sarà quello dell’ottobre 2000 valevole per la Champions League passato alla storia per l’insulto di Mihajlovic a Viera (ricorderete di sicuro l’appellativo rivolto dal serbo al francese di “negro di merda”) e i due tifosi accoltellati fuori lo stadio, ma si riferisce a una partita di ben 30 anni prima. Per i 32esimi di finale, praticamente il primo turno, di Coppa delle Fiere edizione 1970/1971, s’incontrano, con andata all’Olimpico e ritorno una settimana successiva allo stadio di Higbury, storica location dei Gunners oggi dismesso per il più moderno Emirates Stadium, la Lazio allenata da Juan Carlos Lorenzo e l’Arsenal, squadra di Londra detentrice del trofeo.
La formazione romana è stata “invitata” al torneo perché la capitale italiana è sede di numerose e importanti manifestazioni fieristiche. L’anno precedente in un’amichevole disputata nello stadio londinese “c’erano stati diversi colpi proibiti”, ricorda Nello Governato ai tempi calciatore e poi dirigente della Lazio. L’attesa tra i tifosi è molto alta per l’importante sfida europea.
La formazione romana schiera: Sulfaro, Nanni, Facco, Governato, Papadopulo, Wilson, Manservisi, Mazzola, Chinaglia, Massa, Dolso; gli inglesi possono contare su una squadra che annovera Amstrong, McLintock, Redford, Kennedy, Graham.
Dopo un primo tempo equilibrato, nel giro di 5 minuti gli inglesi vanno a segno due volte con il loro centravanti Radford. Si delinea una cocente sconfitta, quando la Lazio, praticamente allo scadere, raggiunge il pareggio.
E’ il suo uomo più rappresentativo, il compianto Giorgio “Long John” Chinaglia, che prima all’85’ e poi all’89’ su rigore, gonfia la rete avversaria. Il risultato sembra accontentare entrambe le formazioni, poiché gli inglesi strappano un pareggio che gli permette di preparare con tranquillità il match di ritorno, mentre per i laziali l’aver evitato la sconfitta casalinga a un minuto dal termine della gara, lascia qualche speranza di qualificazione (all’epoca non era in vigore la regola che raddoppiava il valore dei goal segnati in trasferta in caso di parità di reti realizzate in entrambe gli incontri). L’usanza del tempo voleva che le tifoserie avversarie si recassero a cena insieme dopo la gara e anche in questo caso il protocollo venne rispettato.
Si scelse come ristorante “Alfredo all’Augusteo” in Piazza Augusto Imperatore, a due passi da via del Corso. Il ristorante è capiente e offre una cucina tradizionale di buon livello. La cena è da poco iniziata, si è in pratica agli antipasti, quando cominciano i primo “sfottò”. L’atmosfera in poco tempo si surriscalda e passare alle mani è un gioco da ragazzi. Volano sedie, si spaccano tavoli, come in una rissa da saloon tramandataci dai film americani. Tutti sono coinvolti, tanto che il giorno dopo la stampa capitolina parla di “Far West a Roma”. Il ritorno giocato la settimana seguente a Londra vede la vittoria della compagine britannica per due reti a zero (ancora a segno Radford dopo 11’ e poi Amstrong al 73’), che ratifica l’uscita dei capitolini dalla competizione. Del resto quella incontrata all’epoca dalla Lazio è stata una formazione storica dei “gunners”.
Infatti, il club, fondato nel 1886 dagli operai del Royal Arsenal di Woolwich, nell’anno seguente al match con la Lazio, il 1971, per la prima volta nella loro storia raggiungono il double, cioè la vittoria nella stessa stagione del campionato inglese e della FA Cup, la prestigiosa Coppa d’Inghilterra.
Gli anni settanta sono anche quelli che videro l’inizio dell’escalation della violenza dentro e fuori degli stadi, in particolare dei tifosi inglesi conosciuti in tutta Europa come hooligans, culminata nel disastro dell’Heysel del 29 maggio 1985, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Gli interventi legislativi operati dal governo della Signora Tatcher hanno posto un freno importante alla diffusione della violenza negli stadi, riportando il tifo britannico entro limiti dignitosi.
In tempi di spranghe, coltelli, bombe carta, è meglio guardare con un pò di nostalgia a una scazzottata tra uno spago all’amatriciana e un bicchiere di Frascati all’ombra del mausoleo di Augusto Imperatore.

 

 

                                                                                                 Stelvio Catena

 

 

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