Arrivano i Russi

DAL MONDO HORECA

Nonostante i pesanti ridimensionamenti economici  ricevuti dalla recente crisi della finanza internazionale, le capacità di acquisto degli oligarchi russi continuano a mantenersi cospicue. La città di Venezia sembra, al momento attuale, attirare il loro interesse in virtù di una serie di strutture turistiche di diverse dimensioni e di notevole prestigio che sono state collocate sul mercato immobiliare.

Un misurato riservo copre la notizia secondo la quale un importante numero di hotel della città lagunare più famosa al mondo, Venezia, sono stati di recente messi in vendita. Le difficoltà della crisi economica raggiungono anche il litorale veneto colpendo quella che per molti versi era diventata il centro urbano simbolo dell’eccessiva lievitazione dei prezzi. Per il turista normale è ormai da tempo proibitivo un soggiorno all’interno della città dei Dogi a causa delle tariffe decisamente esose di bar, ristoranti e alberghi. Questo approccio, secondo alcuni osservatori necessario a salvare Venezia dai sistematici assalti di torbe di turisti che da ogni parte del mondo rischiano di produrre danni irreparabili ad un vero e proprio monumento storico e artistico irripetibile, comincia a registrare segni di cedimento e chiarisce una volta per tutte come sia necessario un articolato sistema d’intervento in continuo divenire per rendere fruibile in modo civile ma, al contempo, diffuso un centro abitato di grande fascino come Venezia. Al momento attuale il turismo deve considerarsi la risorsa economica di gran lunga più importante per la città ed una corretta politica di sostegno risulta inevitabile per non far precipitare la situazione in una crisi di proporzioni notevoli. Il segnale deve, in ogni caso, essere considerato importante perché colpisce al cuore uno dei principali simboli dell’italianità sul piano internazionale. Le notizie fin qui trapelate parlano di almeno una trentina di strutture turistiche, fra Venezia e Mestre, di dimensioni e capacità ricettive differenti. Si va da alberghi a tre o quattro stelle (uno a Cannaregio, sestiere della città dove era collocato il ghetto ebraico, con giardino interno e vista sulla laguna), a resort di lusso (un hotel affrescato a due passi da Piazza San Marco ed un altro con campi da tennis e piscina), in un territorio che copre l’intero spazio lagunare. L’interesse per questo tipo di offerta sembra aver attirato un numero cospicuo di nuovi ricchi dell’ex Unione Sovietica. Un albergo sul Canal Grande è stato da poco comprato per 50 milioni di euro proprio da un rappresentante dell’oligarchia economica russa. Del resto i turisti provenienti dalla terra degli zar e dei rivoluzionari bolscevichi sono numerosi in laguna: 67.000 presenze nell’anno in corso, che rappresentano un +20,0% rispetto al 2007. La riservatezza regna sovrana sull’intera vicenda,“Possiamo solo dire – afferma Gino Luisi responsabile veneziano di Tecnocasa – che negli ultimi due mesi sono state chiuse almeno cinque transazioni di un certo valore”. Gli operatori economici rifiutano con decisione qualsiasi riferimento ad una, più o meno strisciante, crisi del comparto. A supporto di tale presa di posizione adducono l’argomento secondo il quale nel momento in cui il prezzo di vendita si avvicina al milione di euro a camera, non si può certo parlare di crisi del mercato. Nell’elenco dei beni in vendita sono compresi un hotel cinque stelle lusso con un suggestivo ristorante e 235 stanze a 200 milioni di euro, mentre una struttura similare provvista di 200 camere con piscina, campi da tennis, giardino, centro benessere e negozi è in lista a 140 milioni. Un quattro stelle lusso a San Marco che può contare su 107 stanze costa 160 milioni di euro. Crisi vera sembra, invece, attanagliare le strutture posizionate sulla terra ferma. “Venezia ha aumentato i posti letto – commenta Franco Maschietto presidente degli albergatori locali – e Mestre ne paga le conseguenze”. I centri di Favaro e Marghera non se la passano meglio ed anche alberghi di ottimo livello aperti soltanto tre o quattro anni orsono versano in gravi difficoltà. Nei pressi dell’autostrada un hotel tre stelle costa, soltanto, 2,5 milioni di euro. Eppure nelle aree di maggior traffico di tali centri urbani si continua imperterriti a costruire. Sono in arrivo altri quattro o cinque alberghi da 300 stanze cadauno, mentre l’hotel Russot ha in programma un grande restauro. Una proposta dell’associazione di categoria come antidoto alla crisi avanza l’ipotesi di “rottamare” un vecchio hotel per ognuno dei nuovi costruiti. Per i consumatori la speranza è che più alberghi aiutino ad abbassare finalmente i prezzi.

                                                                                

Stelvio Catena

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *