Caffè Arione

Adagiata su un altipiano a 534 metri sul livello del mare sorge, alla confluenza fra il fiume Stura e il torrente Gesso, Cuneo, antica e appartata cittadina piemontese. In un angolo di Piazza Galimberti, dove inizia l’antico centro storico, dal 1923 é attivo un raffinato caffè pasticceria che da tre generazioni mantiene il nome della famiglia del fondatore: Arione. Proprio qui venne inventato un cioccolatino famoso in tutto il mondo, il Cuneese al Rhum.

caffe-ArioneLa strada più breve per giungere al centro abitato passa attraverso il Viadotto Soleri, un lungo ponte disposto su due piani, uno inferiore provvisto di rotaie per il passaggio dei treni, l’altro superiore dove transitano le auto. L’imponente costruzione, inaugurata nel 1934 alla presenza di Benito Mussolini, posta a strapiombo sullo Stura è denominata dalla popolazione locale “il ponte dei suicidi”. Sembra debba la triste nomea alle più di 150 persone che l’hanno utilizzata per porre fine alla loro esistenza. Cuneo, cittadina situata nella parte sud occidentale del Piemonte, fin dal XII secolo periodo della fondazione, si era caratterizzata per la posizione assai difficoltosa da raggiungere (è rimasta celebre la frase di Totò “Sono un uomo di mondo , ho fatto 3 anni di militare a Cuneo”) e per la problematicità dei contatti con i centri urbani maggiori. In un angolo della piazza principale, Piazza Galimberti formata da una serie di palazzi con porticato in perfetto stile neoclassico, aprì i battenti nel 1923 l’Arione, caffè pasticceria divenuto nel tempo il salotto buono della città. Andrea Arione , da poco unitosi in matrimonio con Rosa, aveva in mente la ricetta di un nuovo cioccolatino ed aveva scelto di aprire un locale in pieno centro urbano per la sua commercializzazione. Infatti nello stesso anno dell’inaugurazione veniva alla luce dal laboratorio di pasticceria annesso al caffè, il Cuneese al Rhum, fragrante cioccolatino ripieno di profumata crema al liquore caraibico. Il successo fu immediato, in un primo tempo all’interno della cittadina, poi per l’intero Piemonte e piano piano un po’ in tutto il mondo. La ricetta mescolava cioccolato fondente, crema di marroni, rhum, zucchero e cacao amaro. Il risultato fu davvero fantastico e il mix sicuramente innovativo, tanto che l’inventore decise di brevettarne la ricetta così che ancor oggi il Caffè Pasticceria Arione è l’unico a poter utilizzare il marchio “cuneesi al rhum” per i suoi prodotti. Al momento sono in produzione alcune varianti al Grand Marnier ed alla Nocciola, ma gli originali rimangono inarrivabili. Gli estimatori del dolcetto erano tanto diffusi che nel 1954 Arnoldo Mondadori consigliò ad Ernest Hemingway di passare da Cuneo per assaggiarli. Il rhum aveva un potere di attrazione notevole sullo scrittore statunitense, che diretto in Spagna per seguire una serie di corride in compagnia della quarta moglie Mary, decise di seguire il consiglio del proprio editore italiano. Giunto nella piazza si recò subito da Arione e assaggiati i cuneesi ne acquistò diverse confezioni. Non sono stati, però, soltanto i cioccolatini a fare la fortuna del locale piemontese. I raffinati arredi, le ampie sedie in legno foderate di pelle rosso bordeaux, gli specchi inseriti nelle bianche pareti con le cornici in oro realizzate artigianalmente negli anni ’30 del Novecento, il bancone bar e gli altri dedicati all’esposizione dei prodotti in legno di rovere intarsiato, rendono unico e assai confortevole il locale. La doppia entrata, avevamo detto in precedenza che la struttura è ad angolo, immette in due vani differenti, quello aperto su via Nizza conduce direttamente nel bar, mentre quello aperto su Piazza Galimberti introduce all’esposizione dei prodotti di pasticceria e alla sala da tè. Quest’ultima è un luogo particolarmente amato dagli abitanti della cittadina poiché permette piacevoli soste in compagnia di conoscenti e amici, in particolare nei lunghi e malinconici pomeriggi invernali che nella località all’ombra del Monviso risentono in maniera notevole dei rigori della stagione fredda. La tipicità e l’arredo originale dei locali convinsero il regista Mario Monicelli ad ambientarvi alcune sequenze del film I Compagni del 1963, con Marcello Mastroianni, Renato Salvadori e Annie Girardot, ambientato alla fine dell’Ottocento. Nonostante gli anni trascorsi i famosi “cuneesi” sono ancora prodotti secondo la ricetta originale di ottantacinque anni fa, un ottimo motivo per seguire Hemingway e passare da Cuneo.

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