Colazione all’italiana (I parte)

ATTUALITA’

Apriamo la nostra rubrica in 3 parti con la quale cercheremo di focalizzare l’attenzione sulla colazione diventata nel panorama dei pasti consumati giornalmente uno dei più importanti, anche per il valore che assume per una corretta alimentazione generale come più volte spiegato dalla gran parte di medici e nutrizionisti. Una recente indagine ISTAT, commissionata dal brand Mulino Bianco della Barilla in coincidenza di una vasta campagna promozionale che intende approfondire le conoscenze riguardo questo fondamentale momento della giornata, fa il punto sulle abitudini nazionali. Risultato: diverse conferme e qualche sorpresa.

Una colazione equilibrata e nutriente è il modo migliore per iniziare una giornata. Come per il resto dell’alimentazione, anche in questo ambito le abitudini variano da paese a paese. Un fresco studio dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), effettuato per conto della Barilla tramite il diffuso brand del Mulino Bianco, fornisce una serie di informazioni importanti per meglio comprendere l’atteggiamento della popolazione italiana di fronte a questo rito quotidiano. In primo luogo viene calcolata la percentuale di coloro che consumano una prima colazione adeguata (cioè in linea con i parametri nutrizionali consigliati): ben il 79,2%, con una leggere prevalenza del gentil sesso (82,0%) rispetto agli uomini (76,0%). Un 17,0% dichiara di non aver tempo la mattina per dedicarsi ad una colazione completa e predilige un caffè veloce, seguito dallo spuntino di metà mattinata. La gran parte, però, preferisce farla in casa dedicandogli non più di dieci minuti, contro un 20,0% che dichiara di scegliere il bar. Fra questi ci sono coloro che si alzano relativamente tardi, intorno alle 8,30 del mattino, e i giovani tra i 18 e i 34 anni. Sul tavolo della prima colazione trovano spazio tanto alimenti solidi che bevande (84,0% degli intervistati). Nel primo caso i preferiti sembrano essere i biscotti (65,0%), seguiti da brioche e merendine (43,0%), mentre trovano uno spazio importante anche le fette biscottate (38,0%), preferite dalle fasce di età medio – alte e dal pubblico femminile, e i cereali (32,0%). Nel settore bevande domina il caffè, spesso abbinato al latte, seguono tè, succhi di frutta, spremute. In conclusione il prodotto ideale per la colazione si vorrebbe semplice, piacevole al palato, caldo e sano, il 75,0% degli intervistati dichiara di non poter fare a meno del dolce al mattino. Risultati che mostrano un evoluzione nelle abitudini degli italiani rispetto al tempo passato, anche se di fatto si può parlare più di un arricchimento della proposta mattutina piuttosto che di un vero e proprio cambiamento di indirizzo (il nucleo tradizionale rappresentato da pane burro marmellata caffè e latte sembra confermarsi presso larghi strati di popolazione), favorito senza dubbio da un allargamento del benessere e dalla diffusione dei consigli di esperti riguardo gli aspetti dietetici e nutrizionali di numerosi alimenti. Andando ad analizzare gli aspetti più marcatamente psicologici legati all’inizio della giornata, gli atteggiamenti possono ricondursi a tre filoni principali: il primo che identifica la colazione come il momento per fare il pieno di energia e prepararsi, così, ad affrontare le fatiche quotidiane (50,0%), un secondo che la vede, invece, come la pausa di relax che ci si concede prima dell’assalto ai problemi giornalieri (35,0%), infine un terzo gruppo, che apparentemente può sembrare il più egoista ma, forse, è quello che meglio interpreta il momento, il quale desidera appena alzato dedicare il tempo e le attenzioni necessarie a se stessi donandosi piccoli attimi di piacere (34,0%). “È fondamentale – afferma la nutrizionista Marisa Porrini – imparare a scegliere il primo pasto della giornata secondo le proprie necessità d’età, di salute e di fabbisogno energetico. Altrettanto importante, poi è adattare il menu al tipo di giornata che ci attende”. Un approccio innovativo quest’ultimo che va a incidere su di un aspetto fondamentale della colazione nel vissuto degli italiani: quello della ripetitività degli alimenti selezionati. Molto spesso ci si abitua agli ingredienti scelti, convinti che i risultati ottenuti siano pienamente soddisfacenti. Una sorta di “colazione differenziata” secondo le aspettative della giornata da trascorrere appare, almeno per il momento, una soluzione temeraria da proporre ai nostri connazionali, anche se ha di sicuro le sue ragioni. Una scelta che non potrebbe prescindere da una conoscenza approfondita tanto delle reazioni del proprio fisico a determinate sollecitazioni alimentari, quanto dei singoli alimenti che si prendono in considerazione, cultura che sembra difettare all’italiano medio. Meglio, per ora, lasciarsi guidare dalla gola.

 

 

Stelvio Catena

 

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