Commercianti all’Aquila

ATTUALITA’

A quasi dieci mesi dal sisma di rara violenza che ha quasi raso al suolo la splendida capitale dell’Abruzzo, si tenta di riportare la situazione alla normalità, se non proprio “come era prima”, dal momento che la ricostruzione del centro storico occuperà numerosi anni a venire, almeno fuori dall’emergenza. Se alle difficoltà di spazio e luogo assommiamo quelle derivanti dalla persistente crisi economica, il panorama per tutti coloro che hanno imprese commerciali si fa particolarmente cupo. Andiamo a vedere come vanno le cose.

 

È soltanto di ieri (13 gennaio 2010)l’annuncio di 12 milioni di euro devoluti dall’Acri, l’insieme delle Fondazioni di origine bancaria, ad associazioni e aziende de L’Aquila per la ripresa delle attività economiche e culturali del capoluogo. Un’altra occasione per sostenere e rilanciare la spinta imprenditoriale delle diverse entità presenti sul territorio e far tornare la fiducia negli operatori commerciali e nei cittadini – consumatori. Inoltre l’associazione bancaria ha parlato di agevolazioni per l’accesso al credito predisposte per le aziende produttive e commerciali e per l’Università. Insomma un concreto intervento teso alla ricostituzione di un efficiente tessuto economico che funga da volano per una più larga ripresa della vita nell’intera città. “La scelta dell’Acri non è mirata al superamento dell’emergenza, – afferma Roberto Marotta, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio de L’Aquila – quanto piuttosto alla fase successiva della ricostruzione e della rinascita”. A prendere per buone tali affermazioni dovremmo pensare che il peggio è passato e che, al momento, si gettano le basi per l’edificazione di una nuova realtà di mercato robusta e in grado di far fronte con mezzi adeguati alle sfide future. Nel complesso giungono segnali contrastanti. Accanto, infatti, all’iniziativa dell’Acri, la tradizionale Fiera dell’Epifania ha registrato un calo dei permessi concessi alle bancarelle per partecipare alla manifestazione (dai 412 dello scorso anno ai 219 di quello attuale). La riduzione, a detta delle competenti autorità, è stata causata dalla pioggia persistente e dalla necessità di ridurre, per motivi di spazio e di opportunità, il percorso della Fiera. Gli esclusi non l’anno presa bene e sono entrati nell’area della Fiera mostrando un manifesto mortuario per descrivere la crisi del commercio ambulante. Del resto diverse sono le problematiche inerenti  la situazione del commercio nelle regione, a prescindere dagli effetti del terremoto, una regione, è bene ricordare, che è al vertice europeo per la massiccia presenza della Grande Distribuzione rispetto alla densità abitativa. In queste condizioni la sopravvivenza e lo sviluppo del piccolo e medio venditore diventano assai complessi e il non poter fare affidamento sull’aiuto del centro storico come enclave in qualche modo protetta, dove per i centri commerciali diventa più difficile trovare spazi e strutture, si rivela un ulteriore fattore di difficoltà per la sopravvivenza del commercio minore. Sembrano lontane le parole di questa estate da parte degli amministratori abruzzesi: “L’Aquila non deve aver paura di volare”, dicevano, e assicuravano una serie di interventi che avrebbero favorito il re insediamento di numerosi negozi nel cuore della città, allestendo percorsi pedonali protetti e obbligati. Non mettiamo in dubbio la volontà e la determinazione di tutti coloro che stanno operando per il superamento dei danni provocati dalla catastrofe naturale, ma è bene rimanere coi piedi ben piantiti in terra (nella speranza che smetta una buona volta di tremare) e mettere la popolazione di fronte alla realtà piuttosto che alimentare speranze attraverso promesse difficili da mantenere. Nel frattempo si cerca di far ripartire la normale attività nel modi e nei tempi resi possibili dall’emergenza. Ad esempio l’associazione il Sicomoro, che possiede una bottega per la vendita di prodotti legati al mercato equo e solidale, grazie a un container messo a disposizione dalla Protezione Civile, ha potuto riprendere lo smercio della propria offerta in prossimità delle festività natalizie, momento assai importante per il volume delle vendite. Un segnale di speranza e di fiducia nella volontà dei cittadini aquilani di tornare al più presto alla normalità.

 

        

                                                         Stelvio Catena

 

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