Dimmi cosa (e come) bevi e ti dirò chi sei

ATTUALITA’

Una serie di importanti  indicazioni intorno alla personalità dei singoli sembrano arrivare tanto dalla tipologia di bevande prescelte che dal modo in cui si “manipola” il drink mentre viene consumato. Sono stati di recente resi pubblici gli studi di un affermato psicologo britannico che ha studiato per mesi centinaia di bevitori di ogni ordine e grado giungendo a stilare una specie di campionario dei comportamenti. Un modo originale e intrigante per cercare di comprendere i nostri simili da come si comportano al bar.  

        

Parafrasando un celebre adagio latino potremmo dire: “In cocktail veritas”. Infatti se per i nostri antenati la bevanda che, qualora fosse stata presa in dosi massicce, faceva emergere la reale personalità degli individui era il vino, al giorno d’oggi la stessa funzione sembra essere stata affidata al consumo dei cocktail. Le considerazioni sono circoscritte, in questo caso, all’universo femminile e appaiono in un articolo su Doki Woman dove vengono prese in esame alcune fra le più famose e diffuse miscele alcoliche. Ad esempio il Cosmopolitan (Vodka, Cointreau e Succo di mirtillo) sembra indicare una donna esigente e impegnativa, dai gusti raffinati; il classico Martini (Gin e Vermouth Dry, guarnito con oliva o scorza di limone) , invece, svela un tipo essenziale, concreto, serio, con una vena sensuale nascosta sotto la ruvida superficie.  Intelligenti, determinate, con i piedi ben saldi in terra e in possesso di dosi massicce di autostima le consumatrici di Manhattan (Whisky Irlandese, Vermouth Rosso dolce e uno spruzzo di Angostura), mentre le appassionate di Sex on the Beach (Liquore alla Pesca, Vodka, Succo di Mirtillo e d’Arancia) nascondono una donna allegra, alla moda e brillante. Passando alle miscele di origine sudamericana le amanti del celeberrimo Mojito cubano (Rum, Succo di Lime, Soda e Foglie di menta) possiedono una personalità sfaccettata e complessa, amante delle nuove esperienze e che si pone sempre al centro dell’attenzione; sensuali, molto femminili e assolutamente non imbarazzate nel mostrare il proprio lato hot le donne che scelgono un Margarita (Tequila, Triple sec, Succo di limone e un pizzico di sale sul bordo del bicchiere). E non finisce qui. Glenn Wilson professore del King’s College di Londra, analizzando per mesi centinaia di bevitori  di ogni tipo, ha stilato un repertorio abbastanza articolato di personalità “ricostruite” attraverso i modi di bere. In pratica, osservando il modo in cui si tiene il bicchiere, oppure come si sorseggia la bevanda, o ancora secondo la tipologia del contenitore scelto, si possono trarre numerose indicazioni riguardo il carattere della persona esaminata. Alcuni esempi possono meglio chiarirci quanto appena detto: la “reginetta”, fredda e sulla difensiva, preferisce sorbire la bevanda da un bicchiere tenuto con fermezza, parla poco perché troppo presa da se stessa; il “divertente”, si dimostra socievole, tende a bere birra e direttamente dalla bottiglia, tenuta in mano con scioltezza e consumata, in genere, a brevi sorsi; il “saputello”,che  interviene su qualsiasi argomento (deve sempre dire la sua), sceglie bicchieri grandi, così non deve riempirli spesso e non smette di parlare. Proseguiamo inquadrando la “pettegola”, che con il bicchiere saldamente in mano, lo utilizza per gesticolare e sottolineare frasi sporgendosi in avanti; quindi il “play boy”, per cui anche il contenitore di vetro diventa un mezzo per suggerire approcci, attivo ed esuberante, tende a chinarsi in direzione dell’oggetto del desiderio; infine il “timido”, con il drink mai finito, in modo da avere qualcosa da fare nei momenti di maggior imbarazzo, quando continua a bere il suo cocktail. Suscita simpatia il tipo “gossip”, chiaramente incline al pettegolezzo, tende a raccogliere intorno a se il resto della compagnia come desiderasse comunicare importanti segreti , perciò avvolge il bicchiere fra le mani, come per nasconderlo, e quando beve si piega in avanti con fare cospiratorio. Sponsorizzata da una serie di bar inglesi la ricerca di Wilson come anche il consumo al bar diventano un modo per poter esprimere la propria personalità, il più delle volte senza quei i freni inibitori che spesso non ci fanno essere noi stessi.      

 

 

 

                                                 Stelvio Catena

 

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