Don Pasta, il cuoco dj

ATTUALITA’

Da qualche tempo spopola nei teatri francesi lo spettacolo del disk jockey italiano Daniele De Michele, che si presenta in scena con lo pseudonimo di Don Pasta. Di origini salentine, il giovane si esibisce abbinando alla selezione musicale, che spazia in generi diversi e tutti di grande fascino per il pubblico, una serie di piatti, nella grande maggioranza legati alla tradizione dei territori di provenienza, preparati nella impeccabile cucina allestita sul palco. Un modo originale per abbinare due passioni quella per il cibo e quella per la musica.    

Nel particolare codice elaborato dopo lunghi periodi di studio, è giunto alla conclusione che l’ascolto del mitico Miles Davis, attraverso i magici suoni emessi dalla luccicante tromba smaltata di colore rosso intenso, lega in maniera ottimale con una morbida focaccia di cicoria (“semplice e complessa come il suo album capolavoro King of blue”, precisa l’inventore dello stravagante abbinamento), mentre il sassofono stellare di John Coltrane che esegue il classico My favourite things , si accoppia al bacio con la parmigiana alle melanzane, per non parlare delle orecchiette alle cime di rape, storica pietanza partorita dalla fervida fantasia della terra di Puglia, “un vero piatto rockettaro” precisa sempre il nostro misterioso ideatore, che lo abbina ai Talking Heads oppure agli Smiths, o ancora ai Cure. È arrivato il momento di svelare l’identità dell’ignoto ideatore di tanti originali accostamenti. Si tratta di Don Pasta, il giovane cuoco – dj che imperversa nei teatri d’oltralpe con il suo spettacolo che accoppia brani musicali selezionati con cura a pietanze della cucina tipica italiana, con particolare attenzione ai piatti della tradizione pugliese. Del resto le origini di Daniele De Michele, il vero nome dell’eccentrico personaggio, sono salentine, così come le radici della sua cucina. Ora dopo Francia e Spagna il suo spettacolo è approdato, nello scorso mese di aprile, anche nella natia penisola, toccando piazze di prestigio quali Roma, Genova, Lecce, Firenze. Curiosa la  storia del nomignolo con cui affronta le scene, che lui stesso ha raccontato in una recente intervista: “Io facevo il dj. Ho fatto il dj per molto tempo e continuo ancora a farlo, a volte, in giro un po’ ovunque  e in Francia, a Parigi, mettevo musiche in un bar senegalese. In questo bar, alla fine del dj set,  ‘mi obbligavano’ a cucinare la pasta e furono loro un poco giocosamente che in omaggio a ‘Don Corleone’ mi diedero del ‘Don Corleone della pasta’ , il Don Pasta…uomo di rispetto della pasta”. Il titolo dell’ultima fatica teatrale illustra con chiarezza la direzione lungo la quale procede il lavoro creativo del giovane pugliese: Cook and roll circus, nuovo progetto multimediale dove s’incrociano musica, racconto popolare, cucina e immagini. Le linee guida della ricerca enogastronomica di Don Pasta vertono su alcuni elementi di base non derogabili: una critica severa al fast food, non si cucinano piatti fuori stagione, la pasta è rigorosamente fatta in casa, il mestiere di chef ha i suoi tempi che non possono essere compressi per il poco tempo a disposizione, e se per fare un sugo come si deve sono necessarie dieci ore si impiegano a farlo dieci ore. E così, mentre prepara manicaretti di ogni sorta, si alternano l’ascolto della musica con i racconti popolari, storie raccolte nei lunghi vagabondaggi per il mondo che narrano di uliveti, di strade polverose, di culture diverse che si incontrano, di affollati mercati rionali. Si raccolgono ricette, si incontrano persone, si discute sulle origini di pietanze, il tutto con l’ausilio delle immagini proiettate su un video e della musica di un orchestra dal vivo che prende spunto per l’attacco dei diversi pezzi dai rumori provocati dal cuoco alle prese con pentole e fornelli. Però Daniele non è soltanto, un cuoco – attore – dj, ma anche uno scrittore, dal momento che può vantare al suo attivo ben due pubblicazioni: una prima dedicata al binomio note – gastronomia dal titolo Food Sound System, una seconda, che prende in esame l’accoppiamento della musica con un altro protagonista indiscusso della tavola: il vino, dal titolo, sulla medesima traccia editoriale, Wine Sound System.  Entrambi i libri: “hanno come punto di riferimento la musica – continua Don Pasta nell’intervista già citata in precedenza -, nel senso che il gioco fondamentale era questa unione fra le mie conoscenze di dj , che poi sono quelle in cui sono più ferrato, e questa passione molto godereccia per il mangiare, il mangiare e il bere”. Così, sistemata in soffitta la laurea in economia, Daniele De Michele si è messo a cucinare dietro una consolle, e i risultati, davvero positivi, non si sono certo fatti attendere.

        

                                                                       Stelvio Catena

 

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