
All’alba della rielezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha visto una lunga e sfinente battaglia tra i partiti, prima di giungere a un accordo, è lecito chiedersi come siano trascorse le ore prima e dopo le varie votazioni che si sono susseguite. Passeggiate dei parlamentari in giro per le strade di Roma, bar e ristoranti pieni di giacche e completi blu, di addetti ai lavori di sorveglianza delle strade, telecamere e cronisti in attesa un po’ ovunque. Queste giornate sono state lunghe ed estenuanti per chi era in attesa della tanto agognata elezione, ma sono stati giorni altrettanto faticosi, ma redditizi, per i gestori di bar e ristoranti proprio nei pressi del Quirinale.
A seguito di ogni fumata nera – e ce ne sono state molte – nella settimana dell’elezione del Presidente, i parlamentari uscivano dall’aula di Palazzo Montecitorio per recuperare le forze e assumere zuccheri e calorie, prima di rimettersi a lavoro. Ci si è chiesti quindi quanto siano state redditizie queste giornate elettorali per i fortunati gestori di bar e ristoranti della zona. Non solo politici, ma anche guardie del corpo, giornalisti e forze armate, tutti hanno avuto bisogno di una pausa pranzo e cena, di colazioni, aperitivi e tanto, tanto caffè.
Durante questa settimana, la Bouvette, la mensa della Camera dei Deputati, è tornata in piena attività, ma i palati più sopraffini hanno approfittato delle ore libere per mangiare le specialità tipiche del territorio romano. Ristoranti e trattorie sono state prese d’assalto.
Da Armando al Pantheon, storico ritrovo della sinistra, ha dato ospitalità a rappresentanti del Pd e dei Cinque Stelle, offrendo vini e piatti di prima scelta. Il Marchese in via Ripetta ha ospitato la delegazione di Fratelli d’Italia. Laganà è invece stato scelto da un gruppo di esponenti leghisti. Da PaStation, in piazza Campo Marzio, è un abituè il leader della Lega Matteo Salvini. Il primo giorno di votazione alcuni politici di Forza Italia si sono ritrovati da Lola, in via Flaminia. Italia Viva ha invece scelto la ristorazione nipponico-chic di Zuma, a Palazzo Fendi. Maxelà, in via delle Coppelle, ha ospitato un grande elettore di Coraggio Italia.
I piatti scelti variavano dai tipici della tradizione culinaria romana a quelli più innovativi, da primi e secondi di pesce, a carni selezionate: scialatielli allo scoglio e il risotto alla parmigiana, pesce spada alla griglia, trancio di cosciotto di maiale porchettato, petto di pollo alla griglia e filetto di manzo alla griglia.
La buona tavola ed il mangiare bene si confermano essere le uniche cose su cui i nostri politici riescono ad andare d’accordo.
