Ellis Marsalis

LE GRANDI DINASTIE ALBERGHIERE

Nel 1943 un attivista della lotta per i diritti civili dalla pelle scura, Ellis Marsalis,decise di aprire un Motel a New Orleans, dal momento che i neri non potevano, per legge, alloggiare negli alberghi riservati agli uomini bianchi. L’Hotel divenne un importante centro di discussione e il simbolo di una battaglia che non poteva finire se non con la vittoria finale della gente di colore. É stato distrutto ma è rimasto nel cuore di tanta gente che ha creduto e lottato per l’uguaglianza razziale.

Per chi ama il jazz quella dei Marsalis è una dinastia destinata all’immortalità. Ellis jr e quattro dei suoi sei figli , con precisione Branford (sassofono), Wynton (tromba), Delfeayo (trombone) e Jason (batterista), hanno contribuito in maniera determinante all’affermazione ed allo sviluppo della musica “nera” in tutto il mondo. Il padre di Ellis jr, Ellis sr, era nato nella cittadina di Summit nello stato del Mississipi si presume nel 1908, da Rosa Gayden e Simmie Marsalis. Si presume, poiché la sua nascita non venne mai registrata. A Summit oltre il 65% della popolazione era di colore. I Marsalis erano agricoltori ed Ellis sr dimostrò subito la propria intraprendenza e la determinazione che ne segneranno il carattere per l’intero arco della sua vita. Infatti fu fra i primi contadini ad avviare un allevamento di polli negli USA. Nel frattempo si era appassionato anche alla musica jazz cui si dedicava nei momenti liberi. Forse spinto proprio da questa passione, che si dimostrerà “fatale” per il futuro della famiglia, decide di trasferirsi a New Orleans. E proprio nella capitale della Louisiana  decide nel 1943 di trasformare una baracca adibita a fienile che possedeva sulle rive del fiume Mississipi, nel Marsalis Motel. Nel frattempo, agli inizi degli anni ’30 del Novecento, si era sposato con Firenze Robertson. Oltre ai polli ed alla musica, Ellis sr aveva maturato negli anni una forte tensione per i movimenti che lottavano per l’estensione dei diritti civili alle minoranze di colore. Intendeva lottare per la liberazione della propria gente dalle discriminazioni razziali allora ancora ben presenti  nella maggior parte degli Stati americani del sud e regolate dal Jim Crow laws una serie di ordinamenti legislativi, di carattere prettamente locale, che regolavano l’integrazione delle minoranze etniche non americane e la popolazione di colore. Ai tempi bianchi e neri frequentavano scuole diverse, prendevano mezzi di trasporto diversi,utilizzavano servizi igienici diversi,  andavano in ristoranti diversi e alloggiavano in alberghi diversi. Quello di Marsalis diviene ben presto il centro principale di raccolta degli appartenenti alla comunità Afro – Americana  che si recano a New Orleans. In particolare tutti i principali musicisti di colore trovano nel Motel il loro luogo di elezione, oltre che per la cucina creola e il servizio di ottimo livello, per il clima artistico che si respira nell’aria. Lo stesso primogenito di Elli sr, Ellis jr, si sta affermando come pianista di talento, soprattutto per il rifiuto di intraprendere la strada del Dixieland o del Rhythm and Blues assai in voga dalle parti della Louisiana, per approfondire la ricerca jazzistica lungo altri ed innovativi binari sonori. Danno prestigio alla struttura di accoglienza le visite di alcuni dei personaggi più in vista nella lotta per l’estensione dei diritti civili: da Martin Luther King, leader indiscusso del movimento statunitense per  la lotta contro la discriminazione e la segregazione razziale, il più giovane premio Nobel per la pace della storia (conquistò l’ambito riconoscimento a soli 35 anni), a Adam Clayton Powell jr rappresentante della comunità newyorkese di Harlem alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti fra il 1945 e il 1971 ed anche lui schierato contro la discriminazione razziale, a Thurgood Marshall, discendente di una famiglia di schiavi, primo giudice di origini Afro – Americane a far parte della Corte Suprema degli Stati Uniti. Per ironia della sorte, quando agli inizi degli anni ’60 del Novecento venivano riconosciuti i diritti civili anche alle minoranze, compresi i cittadini di colore, il Marsalis Motel vide scemare la gran parte dei propri clienti. L’apertura di tutte le strutture di accoglienza a tutti i cittadini americani inferse un duro colpo all’albergo che non riuscì a rinnovarsi mettendosi al passo dei tempi. Persa l’aureola di zona amica per coloro che venivano cacciati perché “diversi” dai bianchi, il Motel non ricevette dal proprietario stimoli nuovi, forse perché le ragioni della sua nascita e del suo successo erano da addebitarsi più alla passione politica e musicale che ad una vera e propria capacità imprenditoriale nel settore alberghiero. Nel 1986 il Marsalis Motel chiudeva i battenti. Ellis Marsalis sr si spegneva il 19 settembre del 2004 alla veneranda, anche se ipotetica, età di 96 anni.

 

 

                                                                                      Stelvio Catena

 

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