Enada primavera: il gioco batte la crisi

DAL MONDO HORECA

La 22esima edizione di Enada, la vetrina degli apparecchi di intrattenimento e da gioco di Rimini, si è conclusa con una crescita dei visitatori e degli operatori. Un segnale che il settore, grazie ai numeri delle newslot, sta andando bene. Ha tenuto banco un convegno sulle opportunità e i rischi dell’introduzione in Italia delle videolotterie

Il gioco non sente la crisi. O almeno, la ventiduesima vetrina degli apparecchi di intrattenimento e da gioco (Enada), quella andata in scena alla Fiera di Rimini dal 17 fino al 20 marzo, vince sulle difficoltà dell’economia. Lo dicono i numeri e lo conferma l’entusiasmo degli organizzatori.

I primi parlano di 28.865 visitatori professionali (+13% sul 2009) e di 3.540 gli operatori esteri (+26% rispetto all’edizione precedente) per un giro d’affari generato ogni anno in Italia dal comparto delle scommesse e dei giochi pubblici pari a 3 punti e mezzo di Pil con una raccolta complessiva per il 2009 pari a 54,4 miliardi di euro. I secondi commentano questi dati.  “Questa edizione – spiega Simone Castelli, direttore della business unit 2 di Rimini Fiera – è stata caratterizzata dal robusto incremento della componente internazionale. In fiera abbiamo avuto come espositori veri e propri big del mercato: aziende americane, inglesi, tedesche e austriache che si sono dimostrate decisive. Abbiamo aggiunto due padiglioni all’esposizione, che ha raggiunto i 40 mila metri quadrati. Le aziende, oltre 400 tra dirette e rappresentate, hanno messo in vetrina novità di prodotto importanti all’interno di stand di forte richiamo”.

E al di là dei numeri ha tenuto banco un tema su tutti: possibilità e rischi del confronto tra le newslot e  il prossimo arrivo delle videolotterie. Gli unici apparecchi, tra quelli idonei per il gioco lecito, che restituiscono vincite in denaro. Ma per capire sarà bene spiegare meglio perché le due macchine hanno modalità di gioco e prospettive di vittoria molto diverse. Le newslot, ce ne sono 330mila sul territorio nazionale, sono diffuse nei pubblici esercizi, prevedono una giocata massima di 1 euro e la vincita massima di 100 euro. Nel 2009 hanno generato un giro d’affari pari a 24,9 miliardi di euro, con dati relativi al 2010 ancora in crescita. A oggi gli apparecchi elettronici da intrattenimento possono essere installati non solo negli esercizi pubblici o nelle sale scommesse, ma anche negli esercizi commerciali in generale. I primi hanno titolo a installazione sulla base della titolarità della licenza di pubblica sicurezza,mentre gli esercizi commerciali dovranno appositamente munirsi dell’autorizzazione all’installazione.

Le videolotterie, invece, potranno entrare solo in sale riservate ai giochi pubblici,  prevedono una giocata massima di 10 euro, la vincita massima di 5.000 euro, la restituzione di almeno l’85% delle giocate e l’introduzione del jackpot: fino a 100.000 euro in sala, fino a 500.000 euro a cura del concessionario.  Si può dire che le nuove macchine garantiranno maggiore sicurezza:le partite verranno infatti generate da un server remoto centrale che avrà il controllo generale su tutte le operazioni, senza il collegamento a quest’ultimo le videolotteries non potranno tecnicamente offrire gioco.

Ed eccoci ai timori. Detta in soldoni: molti gestori prevedono che l’avvento delle videolotterie possa mettere in difficoltà le newslot. Da un lato c’è chi minimizza il rischio: “Non condivido l’allarme dei gestori – sottolinea Vitaliano Casalone, presidente della concessionaria Gamenet –  Le videolotterie porteranno al massimo ad una contrazione nel 2011 di un 10% per le newslot.  Mentre le stesse Vlt potranno  produrre un business da 10-12 miliardi. Il gestore attuale ha però dimostrato di saper commercializzare il gaming, non resterà che aumentare conoscenze e competenze per adeguarsi alle nuove responsabilità”.

Meno ottimista è invece Maurizio Ughi, presidente di SNAI: “La figura del gestore tradizionale nel settore Vlt non esisterà più, quello diventerà il mestiere del concessionario. Lo dice la legge. Se gli attuali gestori si coalizzeranno e acquisiranno loro stessi una concessione, ritroveranno il loro ruolo”.

Mette tutti d’accordo Armando Iaccarino (responsabile apparecchi da intrattenimento Aams) : “Videolotterie e newslot  – spiega – potranno convivere senza sovrapporsi. Ci sarà una ripartizione, quindi, e non una sovrapposizione. Questo è già accaduto da 7-8 anni, con l’introduzione di sempre nuovi giochi, il nuovo ha tenuto benissimo e ha conquistato sempre più spazio. Non cadiamo negli stessi errori e nelle stesse preoccupazioni perché i nuovi giochi non hanno portato danno. Bisogna immaginare scenari di varia articolazione”.
Non resta, quindi, che aspettare qualche altro mese. Il  prossimo appuntamento per gli operatori del gioco è infatti fissato dal 6 all’8 ottobre 2010 a Enada Roma. E in quell’occasione, dopo diverse settimane di sperimentazione delle videolotterie,  ne sapremo qualcosa in più.

 

 

                                                                  Mattia Ronchei

 

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