Frank Goldsmith: una storia appassionante

LE GRANDI DINASTIE ALBERGHIERE

Giunto in Inghilterra da Francoforte in Germania nel 1895 a 17 anni con suo padre Adolph, banchiere e milionario, dopo gli studi a Oxford si dedicò alla politica con successo. Un controverso caso politico-giudiziario lo allontanò dall’isola britannica e si trasferì a Parigi iniziando una carriera prima come manager e poi come proprietario di una catena di alberghi.

Quella di Frank Goldsmith è una storia ricca di fascino e di mistero che ben si presterebbe a fare da canovaccio per un romanzo d’avventura. Nacque in Germania nel 1878. Il padre Adolph  Goldschmidt  (il cognome venne “inglesizzato” in Goldsmith dal figlio diversi anni dopo), banchiere di successo, nel 1895 a causa del crescente antisemitismo che si diffondeva nel paese dell’Europa centrale, decise di spostare i propri affari in Inghilterra e si trasferì nell’isola con la famiglia. Il figlio Frank frequentò il Magdalen College di Oxford prima di intraprendere una fortunata carriera politica nelle fila dei conservatori. Giovane e intraprendente avvocato nel 1903 a soli 25 anni era eletto nel Consiglio Distrettuale di Westminster e l’anno seguente entrò a far parte del parlamento cittadino come rappresentante conservatore del quartiere di St. Pancras sconfiggendo il noto scrittore e drammaturgo George Bernard Shaw presentatosi per il partito progressista. Iniziò così un percorso all’interno delle istituzioni in cui Frank si fece valere grazie a una serie di iniziative concentrate in special modo nel campo dell’istruzione e della riorganizzazione scolastica. All’indomani della formazione del nuovo partito ultraconservatore Municipal  Reform Party nel 1906, il raggruppamento politico che si prefiggeva di divenire il maggior argine alla diffusione del socialismo nel tessuto  sociale londinese, divenne capogruppo della recente formazione nel Consiglio Comunale della capitale britannica. Nel frattempo si dava un gran da fare per l’accoglienza e il soccorso dei cittadini ebrei perseguitati nei diversi paesi europei, in particolare di quelli che sfuggivano dai pogrom della Russia zarista. Nel 1910 venne eletto al parlamento per la contea di Stowmarket sempre tra i conservatori. Nonostante avesse preso parte con valore alla 1° guerra mondiale nell’esercito a difesa dell’Union Jack, un telegramma giunto misteriosamente dalla Germania, a pochi mesi dal termine del conflitto, fece riemergere i suoi natali teutonici generando dubbi sull’onestà della sua condotta. Non tollerando che vi fossero sospetti intorno all’assoluta correttezza del  proprio operato, dal momento che durante il conflitto sia in Palestina che nella battaglia di Gallipoli aveva dimostrato con i fatti l’attaccamento al paese in cui era cresciuto, Frank diede le dimissioni da parlamentare e lasciò l’Inghilterra per la Francia. Giunto a Parigi decise di dedicarsi all’attività imprenditoriale nel settore dell’accoglienza. In breve tempo divenne uno dei più importanti dirigenti della società Hotels Reunis, compagnia europea specializzata nella gestione di grandi strutture di lusso, e iniziò un pellegrinaggio che lo porterà a soggiornare nelle più famose dimore del mondo. Nel frattempo a 51 anni decise di sposarsi e nel giugno del 1929 prese in moglie Marcelle Moullier che gli diede due figli maschi, che seppero, come il genitore, farsi strada tanto nel campo professionale che in quello politico. La famiglia Goldsmith visse tra l’Hotel de Paris a Montecarlo, il Carlton di Cannes, il Lotti a Parigi, fino a quando Frank decise di tornare a Londra dove diresse per lungo tempo il prestigioso Hotel Savoy e iscrisse il secondogenito James al prestigioso collegio di Eton. Nel 1931 era stato tra i proprietari fondatori del King David Hotel di Gerusalemme il più lussuoso albergo della città millenaria, come contributo a quella religione e a quella terra che aveva sempre avuto nel cuore e per la cui indipendenza  aveva a lungo lottato. L’aver fatto parte fin da bambino dell’alta società continentale lo aveva messo in condizione di interpretare al meglio le esigenze e i desideri delle molte personalità che frequentavano le strutture da lui dirette, riuscendo ad assicurare un livello di servizio coerente con le cifre che si richiedevano ai clienti di alberghi di così grande fascino e tradizione.  Venne investito del cavalierato della Legion d’Onore francese per i meriti imprenditoriali. Si spense alla veneranda età di 89 anni il 14 febbraio del 1967 a Parigi dopo aver trascorso una vita piena di eventi , alcuni belli altri meno, ma sempre all’insegna del coraggio.

 

                                                                                 Stelvio Catena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *