Gli alberghi più pazzi del mondo

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In Olanda esiste una struttura con una sola stanza, una capsula di sopravvivenza trasportabile ovunque. In  Slovenia si dorme in un penitenziario riconvertito, con tanto di grate, finestrona a parete e lettini da ospedale. Mentre in Cile è possibile trascorrere la notte sotto una cascata. La stravaganza piace e spulciando bene in rete si possono trovare offerte buone per tutte le tasche.

 

Premessa per il lettore, d’obbligo e anche un po’ autolesionista: in questo articolo quello che contano sono le foto. Non ci sono scritti e parole che equivalgano lo stupore di trovarsi di fronte l’immagine di una camera d’albergo fatta a mò di capsula di sopravvivenza trasportabile come quella che è stata installata in Olanda. Non c’è figura retorica che può rendere l’idea dell’Hostel Celica di Ljubljana in Slovenia. Un penitenziario riconvertito, con tanto di grate, finestrona a parete e lettini da ospedale. Impossibile avvicinarsi al gioco di luci che si crea entrando, anche solo visivamente, nella “Mirror Room” del Propeller Island City Lodge di Berlino, un solo letto e  tutto intorno una marea di muri riflettenti.

Non è uno scherzo. Esistono davvero. E sono le “invenzioni” alberghiere più originali che si possono trovare facendo un giro sulla rete. Sono state raccolte in un articolo pubblicato sul portale online “Libero”. E fanno davvero impressione. Alcune, vedi il “The Hobbit Motel”, Woodlyn Park, Waitomo, in Nuova Zelanda,  completamente ispirato al Signore degli Anelli, fanno venire la voglia di fare le valigie e cambiare immediatamente Continente, altre ancora rimandano a suggestioni primitive, come il “Magic Mountain Hotel”, Panguipulli, Chile, che offre ai suoi ospiti l’emozione di dormire sotto una cascata. Altre ancora, per quanto originali, lasciano sinceramente alquanto interdetti.  E’ il caso Il “Das Park Hotel” a Ottensheim (Austria). Le camere sono gigantesche tubature usate un tempo per gli scarichi cittadini. Ma si sa, De gustibus…

Verrebbe da dire, ma esiste davvero qualcuno talmente “folle” che è disposto a pagare per starsene in gattabuia o per dormire dove un tempo passavano gli escrementi di un’intera città. Bene, pare proprio di sì. L’idea, tanto per fare un esempio, dell’albero galera, non è infatti, un’esclusiva del Celica di Ljubljana. Ne esistono altri, concepiti sulla stessa falsa riga di quello sloveno. Basta fare qualche passo dall’Italia e arrivare fino a Lucerna, in Svizzera, qui c’è il Jailhotel Loewengraben con tanto di sbarre alle finestre. L’hotel era una prigione femminile, è stato  completamente rinnovato e trasformato, ma ha mantenuto non pochi dettagli della sua vita passata, e pare sia molto gettonato tra i tour operator che propongono soggiorni nella cittadina elvetica. E pure in Australia a Mount Gambier esiste un ex prigione trasformata in “budget hotel”, in questo caso le ex camere per i detenuti  sono più o meno, archittetonicamente parlando, le stesse che oggi vengono offerte ai clienti.

Insomma, la galera tira. Come pare tiri pure, la suit “Two Lions” del Propeller di Berlino, con tanto di gabbie a mo’ di circo, per chi si sente felino, e  il “Crane Hotel” di Harlingen, in Olanda,  ricavato da una piattaforma-gru per sollevare i cargo. Piace la stravaganza, piace sentirsi alternativi e diversi almeno per una giorno, sempre che lo “sghiribizzo” di una notte non sia troppo costoso. E veniamo, dunque, ai prezzi.

E anche qui ce n’è per tutti i gusti. Si paga 60 euro (abbiamo selezionato come data il 21 gennaio 2010) per una camera matrimoniale con bagno e prima colazione inclusa alHostel Celica di Ljubljana in Slovenia.  L’ostello è su Metelkova Street, nel centro di Lubiana, vicinissimo alla stazione ferroviaria e degli autobus Main e a 700 metri dal centro della città. L’ex prigione, è stata smilitarizzata solo dopo l’indipendenza della Slovenia e la partenza dell’esercito federale iugoslavo. La trasformazione in ostello della gioventù risale al 2003. Si passa quindi alla forchetta, 99-115,  del Propeller di Berlino e si arriva fino alle suite da sogno, quelle che solo in pochi si possono permettere, quelle che, per esempio, si trovano nella giungla, in Costa Rica, su un aeroplano, un Boeing 727, trasformato in un albergo a cinque stelle, sulla cima di un albero a 15 metri di altezza.  Qui, però, si paga il paradosso. Si paga la contraddizione di sentirsi dei veri sopravissuti con tutti i confort che può vantare solo un resort extralusso. 

 

 

                                                                                  Mattia Ronchei

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