I bar a caccia di etilometri

ATTUALITA’

I pubblici esercizi che restano aperti dopo la mezzanotte hanno tempo fino al 13 novembre per dotarsi degli apparecchi per l’alcoltest. Il prezzo varia tra i 300 e i 600 euro. Confcommercio e Confartigianato preparano le convenzioni per alleggerire il nuovo salasso che il codice della strada prevede a carico dei gestori

 

Scatta il conto alla rovescia per i pubblici esercizi. Resta un mese di tempo, il termine ultimo è fissato al 13 novembre, per installare i tanto discussi etilometri. Lo prevede il nuovo codice della strada, quello approvato lo scorso luglio, con riferimento a bar, pub, paninoteche, ristoranti, tavole calde, hotel, discoteche, night club e club privè la cui attività si protrae oltre la mezzanotte. In pratica, a proprie spese, i proprietari dei locali dovranno acquistare “gli apparecchi”. Poi sarà il cliente che inserendo una moneta di 1 euro, come se volesse ascoltare una canzone in  un juke box, potrà rilevare il proprio  livello di alcol nel sangue. Sembra semplice, ma il provvedimento scontenta molti gestori.

 

C’è infatti innanzitutto la questione economica. Nelle ultime settimane, Confocommercio, Confesercenti e Confartigianato su tutte, si sono attivate non poco per organizzare incontri e convenzioni allo scopo di informare e far avere ai propri associati i prodotti migliori a prezzi agevolati, si possono contattare le singole sedi locali per avere informazioni maggiormente dettagliate. La spesa però resta. E in un momento di grande difficoltà i titolari dei pubblici esercizi non la affrontano di certo ben volentieri. Quanto? Il prezzo medio varia tra i 300 e i 600 euro, ma esistono anche diversi prodotti a costo ridotto, ovviamente made in China e Corea. E non finisce qui, perché lo stesso articolo 55 del codice della strada parla di sanzioni molto salate. Si parla di multe, per chi non è in regola, che partono da un minimo di 300 euro ed arrivano a un massimo di 1.200 euro.

 

 

Poi c’è una questione di opportunità. Ed è quella sollevata da tempo dalla Fipe. La federazione italiana dei pubblici esercizi, che ha comunque apprezzato  la proroga di tre mesi che ha spostato la data ultima al 23 novembre, si è espressa da tempo contro questa misura. Per il suo presidente, Lino Stoppani: ”l’introduzione generalizzata degli etilometri avrà effetti sui costi e sull’organizzazione del lavoro e l’obbligatorietà di cartellonistica (i pubblici esercizi dovranno anche esporre le tabelle con indicati gli effetti del consumo di alcol ndr) introdurrà altra burocrazia inutile”. “È disarmante – spiegava il leader della federazione –  constatare come la politica sia lontana dalla realtà e insista con provvedimenti pretestuosi che penalizzano tutta la filiera agroalimentare e avranno effetti sulle dinamiche del turismo nel nostro Paese. Il problema, invece, andrebbe affrontato inasprendo controlli e sanzioni, coltivando i buoni comportamenti, che toccano il ruolo educativo e formativo dello Stato”.

 

 

L’ultimo punto riguarda i ritardi. Se infatti al Nord, seppur in rari casi, ci sono locali che si sono già dotati dell’etilometro, al Centro-Sud questo strumento è, a oggi, pressoché sconosciuto. Brindano solo le aziende che rivendono questi strumenti in Italia. Anche perché di produttori diretti qui da noi non ce ne sono. Prima della legge il mercato era fermo a un giro d’affari non superiore ai 300mila euro all’anno, ma nelle prossime settimane questi numeri sono destinati a moltiplicarsi.

 

 

                                                                           Mattia Ronchei

 

 

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