I menù di lunga vita partono da Milano

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Cinquanta ristoranti del capoluogo lombardo hanno aderito all’iniziativa di Comune e Unione del Commercio. Nella lista delle pietanze ci sarà l’indicazione degli ingredienti usati, della provenienza dei prodotti e dell’apporto calorico. Pasti ad hoc per celiaci e diabetici. Si parte a metà marzo.

Trasparenza, sicurezza e una bella operazione di marketing. Ci sono tutti questi ingredienti nell’iniziativa “menù di lunga vita” promossa dal Comune di Milano e dall’Unione del Commercio. No, nessuna formula o ricetta magica per diventare moderni Matusalemme, si tratta semplicemente di pasti completi, strutturati secondo le regole della buona alimentazione e che tengono conto delle necessità di chi è affetto da intolleranze alimentari o altre patologie. Per adesso, si parte da metà marzo, hanno dato la loro adesione 50 ristoranti meneghini, ma l’auspicio è che in futuro lo possano fare davvero in tanti.

“Quest’ iniziativa – spiega l’assessore alla Salute di Palazzo Marino Giampaolo Landi di Chiavenna – prevede anche menù ad hoc per celiaci e per diabetici e in generale una trasparenza assoluta sulle proprietà delle materie prime e sulle modalità di preparazione delle pietanze. Migliorare il livello degli stili di vita, a partire dall’alimentazione è indispensabile per ridurre l’incidenza di molte malattie e quindi anche ridurre i costi sociali della sanità”.

Obiettivo oggettivamente condivisibile che rischia però di restare un semplice spot una tantum. “Il mio augurio – rimarca infatti Landi – è che presto le 50 adesioni possano aumentare”. Un invito che ha raccolto subito i primi risultati.

 

Il vicepresidente dell’Epam (pubblici esercizi) Alfredo Zini, per esempio, ha rilanciato con i “panini della salute”. “L’obiettivo – è entrato nel dettaglio – è quello di estendere in futuro questo progetto anche ai bar”. Mentre dall’altra parte dello Stivale, in Sicilia a Siracusa, sono arrivati gli applausi entusiastici dell’associazione dei consumatori Codacons.     

“Si tratta di un progetto intelligente – evidenzia il segretario nazionale Francesco Tanasi – che ci auguriamo venga accolto repentinamente anche dai ristoratori aretusei. Lo stile di vita che conduciamo, sempre più frenetico, con i minuti contati, porta un po’ tutti a consumare un elevato numero di pasti fuori da casa ogni settimana, compromettendo troppo spesso la nostra salute più del dovuto. Migliorare il livello degli stili di vita, a partire dall’alimentazione è dunque indispensabile, per ridurre anche il rischio di numerose malattie”.

Insomma, il menù della salute potrebbe arrivare in tutta Italia. Del resto una corretta alimentazione è fondamentale per ridurre gran parte delle malattie più diffuse, dal diabete alle patologie legate all’apparato cardiovascolare, dall’obesità fino ai tumori.

I numeri li dà Paola Testori Coggi, direttore Generale per la Salute e i Consumatori della Commissione Europea: “Le malattie cardiovascolari – sottolinea – sono uno dei problemi principali del settore sanitario europeo. In 2 milioni e mezzo di cittadini si ammalano di malattie del sistema cardiocircolatorio e queste patologie determinano una spesa elevatissima e per l’Unione e per i singoli Stati”.

Le statistiche dicono, infatti, che  se le malattie cardiovascolari subissero una riduzione del 10%, si potrebbe risparmiare l’1% del Pil continentale e a tale risultato si potrebbe arrivare proprio attraverso la conduzione di un sano stile di vita. “Basterebbero semplici regole per diminuire fino all’80% il rischio di ammalarsi di una qualche patologia cardiaca”,  conclude la Testori Coggi.

E non c’è solo la salute in primo piano. L’operazione trasparenza alimentare può aiutare a superare tutta una serie di pregiudizi e luoghi comuni che allontanano  i clienti dai ristoranti etnici. Non è un caso se ai “menù di lunga vita” milanesi hanno aderito anche locali cinesi, sudamericani e arabi. Come a dire: non vi preoccupate, prima di farvi mangiare vi mettiamo nero su bianco quello che troverete nei vostri piatti.

 

                                                                                   Mattia Rochei

 

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