Il conto lo fa il cliente e il locale raddoppia

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Alla Falce e al Bischero di Mesola, vicino Ferrara, ogni venerdì è l’avventore a decidere quanto pagare. L’iniziativa va alla grande e nei primi due giorni, Iades Massarenti, il proprietario dei due locali, ha raddoppiato la clientela.

E’ il sogno nascosto di ogni cliente. Entrare in un ristorante, ordinare, mangiare e poi fare il prezzo. Giudicare, insomma, la qualità del cibo, la completezza del servizio e il tipo di accoglienza. Quindi: pagare quanto gli sembra giusto. Proprio così: decidere quanti euro vale quello che gli è stato offerto. Bene, questo sogno può diventare realtà, a Mesola, Ferrara, nel parco del Delta del Po, all’interno della pineta della “Ribaldesa”, immersi fra alberi secolari, cavalli ed animali di corte. 

O meglio, già lo diventa ogni venerdì, a partire dal 15 gennaio, al “Bischero” e alla “Falce”. Specialità toscane per il primo (piatto della Casa – si legge nel sito internet – bistecca alla fiorentina alla brace) e di pesce per il secondo (piatto della casa: gran grigliata con spiedino di seppia, gambero, scampo, cappasanta, rombo e anguilla). L’idea è venuta a Iades Massarenti, il proprietario dei due locali. Coltello e forchetta alla mano, funziona così: esistono due ”menù degustazione”, con  tre portate più vino e dolce,  il cliente sceglie fra le tre opzioni di antipasto, primo e secondo, e poi paga. Ma è proprio l’avventore a fare il prezzo per ogni portata, in base al gradimento dei piatti, del servizio e a quanto abbia mangiato. Alla fine, l’oste fa il conto e porta al tavolo la regolare ricevuta fiscale. Quindi, si torna tutti a casa, soddisfatti o di certo autorimborsati.

“Purtroppo la crisi si fa sentire – ammetteva sconsolato il Massarenti un mese fa all’Ansa – e le stiamo pensando un po’ tutte.  E così per venire incontro ai clienti, lasceremo decidere a loro, una volta a settimana, quanto pagare. Lo faremo almeno per un paio di mesi, fino a primavera e poi si vedrà”.

Trenta giorni dopo, e con due venerdì di prova già sulle spalle, SpazioHoreca ha provato a testare il polso della situazione ed ha trovato il Massarenti rigenerato. Entusiasta per la risposta all’iniziativa e pronto a prorogarla.  “In media – sottolinea – abbiamo aumentato la clientela del 50% e pensiamo che ci siano ancora margini di crescita, anche perché solo adesso stiamo insistendo con la pubblicità locale”.

Ma i furbetti? In quanti ci hanno provato a mangiare a scrocco? Sa in tempi di crisi? “Nessuno – continua – chiunque sia venuto ha lasciato almeno le spese.  Insomma non ci abbiamo mai rimesso. E questo – me lo lasci dire – dipende magari anche dal tipo di servizio e dalla qualità del cibo che offriamo”. Anzi. “Ci sono persone che ci hanno dato di più rispetto a quanto avremmo chiesto”.

Per esempio? “Beh, uno dei piatti più richiesti sono i tagliolini con le alici fresche. Normalmente costa 7 euro, ma un avventore lo ha pagato addirittura 13”. Insomma, buona la prima. E anche la seconda. Tanto che il Massarenti sta pensando di trasformare l’offerta da eccezione a regola dei due locali. “Sì, si potrebbe fare”. “Magari, tenendo salvo il sabato, potrei dare ai clienti la possibilità di decidere quanto pagare tutti gli altri giorni della settimana”. 

Per adesso, si va avanti così, almeno fino a Pasqua. Poi si vedrà. Anche perché è vero che c’è la crisi. E’ vero che magari i ristoratori dei piccoli centri soffrono  di più dei colleghi delle grandi città. Ma è altrettanto vero che la necessità aguzza l’ingegno. E che basta un po’ di sana e italica fantasia condita dalla fiducia verso la clientela, perché la formula più semplice e scontata riesca a dare la svolta, e diventare una grande occasione di guadagno.

 

                                                           Mattia Ronchei

 

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